Prima un po' di teoria.
I LED sono dei particolari diodi che si accendono con una tensione ai loro capi compresa tra 2 e 4V, essendo questa tensione strettamente correlata alla lunghezza d'onda che devono emettere.
Supponiamo di usare un LED rosso (il più comune): questi si accende a 1.8V e sopporta una corrente sino ad un massimo di 20mA.
Considerando una tensione di alimentazione di 5V, mediante un resistore è possibile ridurre la tensione in modo di portarla a 1.8V.
Con la legge di Ohm il calcolo è semplice: (5 - 1.

/ 0.02 = 160 ohm
SI noti che nell'esempio si è usata la corrente massima, ma è normale usare una corrente di 10mA, quindi 320 ohm, poiché la luminosità rimane quasi la stessa.
Con i LED di potenza (da 1W in su) le correnti diventano molto alte (maggiori di 350mA) e il tipo di riduttore di tensione descritto non è più conveniente poiché il resistore di caduta di tensione dovrebbe poter dissipare una potenza di P = V x I = R x I^2 disperdendo l'energia in calore.
Si preferisce usare un circuito elettronico che fornisca una
corrente stabile (e non una tensione!) indipendentemente da numero di LED collegati in serie.
Ti conviene comprare sul mercato questi circuiti detti "driver di pilotaggio LED di potenza", essendo la autocostruzione non banalissima.
Nel tuo caso, perciò, un driver da 700mA.