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Author Topic: Sensore Temperatura RIGOROSAMENTE ANALOGICO Waterproof  (Read 1269 times)
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Salve a tutti,
come da oggetto ho necessità di acquistare una sonda per temperatura analogica,
vengo da un'esperienza con il DS18B20 (Digitale) e con le librerie OneWire.h e DallasTemperature.h.
Purtroppo ho necessità di ottenere dati in continuo sulla temperature leggibili da labview e a fatica sono riuscito a integrare le librerie per ottenere letture di stringhe frammentate smiley-mad oppure che integre ma che dopo un numero di cicli casuale mi generano l'errore 5003 o 5002 smiley-confuse, oppure se riesco a ottenere letture continue non riesco a far funzionare lo shield dei relè smiley-roll-blue.... insomma mi sono scocciato  smiley-sad-blue smiley-sad-blue di stare dietro a sta sondarella bella resistente ma che non ne vuole sapere di funzionare come Dio comanda!
Quindi vi chiedo potete consigliarmi una sonda ANALOGICA tipo TMP36 waterproof con relativo sito dove acquistarla ?
Grazie a tutti.
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Disperso nel nauseante oceano della burocrazia
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Primo, cosa intendi per waterproof, deve resistere ad umidita' ed un po di immersione, o deve resistere a pressioni e profondita elevate ?

Secondo, le sonde rigorosamente analogiche sono i sensori "puri", a cui poi tu devi aggiungere un circuito per la lettura ... ad esempio, ntc, ptc, diodi, transistor, ed in alcuni casi condensatori (molto imprecisi) sono sonde puramente analogiche ... anche i vari LM60 o LM19 ( occhio che l'LM19 ha un'uscita che DECRESCE quando la temperatura CRESCE, al contrario degli altri piu comuni smiley-wink ), LM135/235/335 serie (la differenza principale e' che il 135 regge e legge un'intervallo maggiore, tutti sono calibrati in K e funzionano come zener, la cui tensione cambia di 10mV per ogni grado) ... e cosi via ... ce n'e' talmente tanti che non saprei dove trovare tutte le sigle esistenti smiley-wink

Per il waterproof, on'immersione in resina epossidica bicomponente risolve la maggior parte dei problemi smiley-wink
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"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
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Mi serve l'immersione in liquidi alimentari con range da 20 a 100 °C il mio problema è renderle impermeabili.
Per esempio ho provato adesso con tmp36 isolando i connettori, infilando la testa in un tubetto di rame, allagando il tubetto di epossidica e passando teflon sulla parte dove entra il cavo in maniera da isolare l'epossidica dal liquido, l'altra estremità del tubetto è stata ripiegata e saldata a stagno.
Solo che ora ho letture non stabili con fluttuazioni di 2-3 gradi, che sono troppo per il mio scopo.
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Disperso nel nauseante oceano della burocrazia
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Il tubetto di rame ti fa da "serbatoio termico" e rallenta probabilmente l'escursione ... poi se i liquidi sono alimentari, sconsiglio vivamente di usare tubetti di rame, non e' proprio il caso (i solfati del rame non sono esattamente salutari smiley-razz smiley-grin) ...Puoi usare un tubetto di inox, se lo trovi molto sottile e se trovi qualcuno che ti salda una delle estremita' ... Le alternative sono resine bicomponenti che resistano ad alte temperature, passivazione in vetro, o verniciatura ...

La passivazione in vetro e' la migliore ma non la puoi eseguire a casa, quindi lasciamola perdere ... le resine bicomponente sono disponibili in una marea di formati, ma quasi nessuna regge piu di 80 gradi (c'era un prodotto che chiamavano pattex riparatutto, era resina epossidica in pasta anziche' liquida, e la dichiaravano per 125 gradi massimi, ma non so se sia vero, ne se sia compatibile con gli alimenti, quindi e' sempre un po un rischio ... rimangono le vernici ...

Ci sono in commercio vernici che reggono a temperature piuttosto alte, basta pensare a quelle per marmitte, o ancora meglio a quelle per i barbecue ... ma essendo appunto vernici, la loro applicazione non sarebbe una cosa veloce ... il sistema piu efficace potrebbe essere: immergere la sonda nella vernice (ed anche un paio di centimetri di filo come minimo), tirarla fuori, scolarla (senza toccare lo strato di vernice), lasciarla asciugare ferma per almeno 3 o 4 ore (sarebbe meglio 24 ore), e ripetere il tutto per almeno 6  o 7 volte, anche una decina ... lo so, impieghi un sacco di tempo, ma le vernici lasciano uno strato molto sottile e meccanicamente delicato, quindi se non ce ne metti un bel po di strati, si rompono subito ...


EDIT: oppure se conosci un carrozziere, chiedergli di verniciarti la sonda a forno con 3 o 4 strati di vernice la prima volta che deve fare un lavoro ... le vernici a forno sono piu resistenti di quelle normali alle alte temperature, e risultano anche meccanicamente piu dure ...



ARIEDIT: in alternativa, ci sono gia fatte le sonde a termocoppia tipo K in formato tubetto di inox impermeabile, anche se poi devi usare un circuito apposta come interfaccia ... ad esempio: http://www.ebay.it/itm/Type-K-Thermocouple-Probe-3-x-130mm-Stainless-Pointed-Stem-with-Handle-Lead-/370845078858?pt=UK_BOI_Electrical_Test_Measurement_Equipment_ET&hash=item565816d54a
« Last Edit: June 30, 2013, 07:58:54 am by Etemenanki » Logged

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Dunque fatto tesoro di quello che hai scritto posso chiedere una cosa semplice ?
perché la ds18B20 la sonda digitale esiste in waterproof e non si riesce a trovare una analogica equivalente ?

p.s. la tossicità dei solfati di rame è bassissima infatti la NOE (la quantità massima a cui non si riscontrano effetti sull'uomo) è di 50 gr per Kg di peso corporeo quindi nel mio caso 70x50 = 3500 gr =3,5 Kg di solfato di rame da ingerire..... insomma abbastanza. La scarsa tossicità del solfato di rame ha fatto si che sia l'unica sostanza che può essere utilizzata nell'agricoltura biologica.

Ciao.
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potresti ricorrere anche a della banalissima guaina termorestringente, usata in modo opportuno è perfetta come isolante per l'acqua.
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Guida alla programmazione ISP e seriale dei micro ATMEL (Caricare bootloader e sketch):
http://www.michelemenniti.it/Arduino_burn_bootloader.php
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http://www.michelemenniti.it/atmega328nop.html
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EDIT: oppure se conosci un carrozziere, chiedergli di verniciarti la sonda a forno con 3 o 4 strati di vernice la prima volta che deve fare un lavoro ... le vernici a forno sono piu resistenti di quelle normali alle alte temperature, e risultano anche meccanicamente piu dure ...

non dire "fesserie"  il forno dei carrozzieri non fa null'altro che ridurre il tempo di essiccazione delle vernici  anzi non le essicca nemmeno bene ma solo il necessario per poter mettere la macchina fuori forno

il forno serve a 1) aumentare la produzione  2) a fornire un ambiente con quasi nessuna polvere che può appiccicarsi alla vernice fresca
« Last Edit: July 01, 2013, 05:08:06 pm by gingardu » Logged


Le cose si possono considerare facili in due casi: quando le si conosce bene o quando non le si conosce affatto...

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...
non dire "fesserie"  il forno dei carrozzieri non fa null'altro che ridurre il tempo di essiccazione delle vernici  anzi non le essicca nemmeno bene ma solo il necessario per poter mettere la macchina fuori forno ...

Il che mi fa supporre che tu non abbia mai avuto il "piacere" (tutto relativo smiley-razz) di verniciare a forno smiley-razz smiley-lol

La vernice usata e' in genere bicomponente, e polimerizza nel forno diventando molto piu resistente della normale vernice a solvente ... oppure in polvere, che viene sparata sui pezzi e poi cotta in modo da fondersi in un corpo unico ... in entrambi i casi e' piu resistente meccanicamente della normale vernice, non si limita ad asciugare piu in fretta smiley-razz smiley-lol
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State parlando di due cose molto diverse, ed entrambi avete ragione: la verniciatura classica a spruzzo mediante temperature elevate ha il vantaggio di asciugare prima; la verniciatura bicomponente funziona con una specie di sistema ionizzatore, in pratica è come una polvere che riempie, mediante pressione di aria, una camera completamente chiusa, mantenuta a temperatura costante; il pezzo da verniciare è sottoposto ad una alta tensione ed attira queste polveri che, una volta coperto il componente fondono e si trasformano in una specie di pellicola estremamente resistente.
Forse la mia spiegazione non è corretta dal punto di vista tecnico ma avendo un fratellino che restaura moto d'epoca ed è super-esperto di ogni campo inerente la materia (verniciatura, meccanica, tappezzeria, ecc.), più volte mi ha mostrato processi di verniciatura dei due tipi, partendo dalla sabbiatura. Comunque da un bel po' usa esclusivamente la seconda modalità per le verniciature integrali, mentre in alcuni casi ricorre ancora al compressore a spruzzo o addirittura alla bomboletta per piccoli ritocchi.
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Infatti, io intendevo una di quelle, o la bicomponente (c'e' anche a spruzzo smiley-wink ), o la polvere elettrostatica ... perche' risultano entrambe alla fine piu robuste della semplice verniciatura a base solvente.

Apposta dicevo di chiedere al carrozziere di fargliela mentre sta gia facendo qualche altro lavoro ,,, perche' entrambi i sistemi non sono pratici per un lavoretto di poco conto ... te l'immagini quanto verrebbe a costare attrezzare tutto per dare un paio di mani di polvere ad una sonda da qualche millimetro ? smiley-razz smiley-lol
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eccome! tutti i miei lavori per la Rivista sono stati verniciati a polvere col colore che il fratellino usava in quel momento smiley-grin a caval pittato non si guarda il pelo smiley-lol Stavolta che dovevo fare il frequenzimetro nisba perché è fuori sede smiley-cry quindi ci penseranno loro a colpi di photoshop smiley-cool
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Comunque con le letture analogiche devi tenere presente anche la lunghezza dei cavi di collegamento del sensore; problema che non hai con il sensore digitale.
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Code fast. Code easy. Codebender --> http://codebender.cc/?referrer=PaoloP

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...
non dire "fesserie"  il forno dei carrozzieri non fa null'altro che ridurre il tempo di essiccazione delle vernici  anzi non le essicca nemmeno bene ma solo il necessario per poter mettere la macchina fuori forno ...

Il che mi fa supporre che tu non abbia mai avuto il "piacere" (tutto relativo smiley-razz) di verniciare a forno smiley-razz smiley-lol

La vernice usata e' in genere bicomponente, e polimerizza nel forno diventando molto piu resistente della normale vernice a solvente ... oppure in polvere, che viene sparata sui pezzi e poi cotta in modo da fondersi in un corpo unico ... in entrambi i casi e' piu resistente meccanicamente della normale vernice, non si limita ad asciugare piu in fretta smiley-razz smiley-lol

boh...   ripeto il compito del forno è  evitare che ci sia troppa polvere nell'aria,  e  levare l'auto o il pezzo dell'auto fuori dal forno in 30 minuti in modo che si possa verniciare la prossima auto o il prossimo pezzo,

dopo una notte la vernice dell'auto è abbastanza indurita forno o non forno,  di solito il completo "indurimento"  avviene dopo molti giorni  e i carrozzieri sconsigliano di lavare l'auto all'autolavaggio o lasciarla troppo sotto il sole per 1-2 settimane

se vuoi approfondire ....nelle schede tecniche qui..   http://www.spieshecker.it/portal/it?page=2.4_Technical_Data_Sheets    
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non confondiamo il forno con il tipo di vernici     il forno o meglio un ambiente pulito e filtrato con potentissimi ventilatori e filtri è una gran cosa per verniciature di qualità,

e la parola forno e persino esagerata per qualcosa che non raggiunge nemmeno  50 gradi  e nei forni moderni c'è addirittura freddo   "l'indurimento"  avviene con pannelli radianti   che emettono infrarossi  di un certo tipo
 
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la confusione, se si sta facendo, è esclusivamente tua; un forno è un forno, a prescindere dall'uso che se ne fa, come si faccia a confondere un forno con una vernice, se stiamo parlando la stessa lingua Italiana, è davvero un tema da approfondire  smiley-eek
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