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Author Topic: Arduino "alternativi", come testarli?  (Read 1143 times)
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Sará sempre una "foto" di un "film".

Questa frase mi ha colpito, questa è la prima volta che mi capita di sentirla.
In una frase solo un significato complesso, cioè dalla locandina del film non puoi accertare se il film sarà bello.

Una frase simile che mi è capitato dire, è stata: Non puoi giudicare un libro se non lo leggi. Mi è capitato di leggere libri che inizialmente ti fanno desiderare di riporlo nello scaffale poi invece continuando a leggere si sono rivelati dei capolavori. Mi è successo anche il contrario, cioè libri publicizzati a più non posso che poi si sono rilevati inconsistenti, stessa cosa accade con i film.

Io sono sempre stato convinto che l'italiano medio (ma anche più su) sia il male di se stesso, cioè papale papale, gode nel darsele nei testicoli. Ho un altra convinzione, l'italiano medio è superficiale e come tale si sente in grado di esprimere pareri senza conoscere in profondità  ciò su cui esprime giudizi e sentenze.

Certo ci sono le eccezioni (meno male), ma è difficile distinguere le persone ancora più difficile che distinguere il prodotto cinese decente da quello scadente.

Mi dispiace dirlo ma l'italia non è pronta per le licenze open, io non scrivo più programmi open, mi ero illuso che l'italia fosse pronta.

I discorsi che ho letto in questo post e anche su altri sono allucinanti, privi di buon senso critico. Quindi va benissimo clonare schede (illegali o meno non importa) senza apportare nulla al progetto. Cosa vuol dire questo, che posso benissimo vendere schede senza collaborare a migliorare il software, che ci pensino gli altri.

Anche se il progetto è composto da altre componenti del progetto e da vedere come un solo progetto, perchè senza una componente cade tutto il progetto, senza L'ide, cadono le board e di seguito cade la toolchain.
Arduino nel complesso è come la benzina gettata sul fuoco, da energia e motivazioni ad altri che devono mantenere le varie componenti del progetto.

Ben vengano i produttori cinesi, almeno quelli che partecipano all'intero progetto. La cosa è semplice, ti fai le tue board e le metti in vendia nel tuo store, quadagni ed investi nel mantenimento del progetto cosa che va a vantaggio tuo anche, ma le cose non stanno così, producono solo schede e le vendono, non apportano migliorie al codice al progetto, non clonano il repositore, non ci hanno neanche pensato, il loro obbiettivo e fare incassi.

Ok, se tutto va bene di norma ci dovrebbe essere qualcuno che ora prende una etichetta e tenta di appicicarmela, addosso; socialista, moralista ecc, da lontano qualcuno grida buon sens... si ma è uno solo e non sono sicuro di quello che ha urlato.

Ciao.

 
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Filtrando una delle risposte di Astro evinco che a suo parere al di la della buona, vecchia, sana botta di c..uore smiley-roll non vale la pena tentare un approccio più sistematico perché occorre un robusto bagaglio di competenze tecniche ed un apparato strumentale sofisticato e costoso che invaliderebbe qualsivoglia vantaggio economico.

Infatti non c'è sketch che tenga per verificare la reale affidabilità di un Arduino cineseria perché in linea di massima funzionano tutti salvo quando arrivano con reali problemi hardware, p.e. piste in corto per sbavature di stagno e/o difetti del pcb, componenti montati con valori errati, etc, problemi non insoliti con questi prodotti low cost.
Però con i componenti di scarto sono in agguato le loro caratteristiche non rispettate che possono causare i famigerati "problemi strani", p.e. un port che invece di reggere fino a 40 mA già a 5 mA riduce troppo i livelli delle tensioni con il relativo riflesso negativo sugli stati logici, il che ci porta ad errori di funzionamento random non rilevabili se non si dispone dell'adeguata strumentazione.
Unico modo per testare un componente, cosa che può essere resa molto difficoltosa se è saldato su un circuito, è misurare realmente i vari parametri operativi facendo riferimento al datasheet che oltre ai valori indica anche le condizioni di test.
Capisci da solo che verificare un micro in laboratorio è una operazione che richiede molto tempo e un minimo di strumentazione elettronica che non è economicissima smiley
Dal punto di vista software il test di un micro si fa provando tutte le periferiche una per una, p.e. i GPIO si testano facendo emettere degli impulsi di lunghezza nota e differente per ciascuno, p.e. 1 us per RB0, 2us per RB1, 3us per RB2, etc, la prima prova si fa a vuoto e poi sotto carico facendo scorrere almeno 1/2 della corrente massima nominale, nel caso dei 328 20 mA per ogni pin, va fatta anche facendo scorrere almeno 1/2 della corrente massima ammessa per banco GPIO e per quella totale del micro.
Non immagini quanti problemi saltano fuori su i 328p di scarto con il test dei GPIO, p.e. problemi di diafonia tra i pin quando la corrente supera pochi mA, fronti di salita/discesa che invece di essere pochi nanosecondi sono di microsecondi e assomigliano alla curva di un RC, due pin diversi che emettono la somma, distorta, dei segnali a loro applicati, oppure lo stesso stesso segnale, però se li testi singolarmente con semplicemente on/off, come potrebbe fare un normale utente Arduino con il tester, sembrano funzionare.

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Interessante quello che stai dicendo , ti seguo con interesse
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Quello che dice Astro si può rilevare fianco su elementi di forniture ufficiali, figuriamoci su produzioni secondarie con percorsi di distribuzione differenti.

È anche un problema di Costruttore. Uno veramente serio non destinerebbe mai componenti fuori specifiche al mercato, passando dalla porta sul retro. Un brand che mi viene in mente è Texas Instruments. Non credo esistano linee di "2a scelta", fuori specifiche, acquistabili in qualche modo.

Caso diverso è la rimarchiatura dei chip, con un contenuto simile a quello che ci si aspetta, ma che non ne rispetta lontanamente le specifiche.
Mi è accaduto con degli OPA624, degli amplificatori operazionale molto particolari e dalle prestazioni fuori dal comune su alcuni parametri, e discretamente costosi. Ebbene, appena montati sul prototipo, pur funzionando nel suo insieme, nessuna misura di quelle che ci aspettavamo era presente. Indagando (tutta la partita era penosamente identica nelle prestazioni) mi venne un dubbio... Presi il datasheet di un economico TL082 e quasi incredibilmente le misure rilevate erano sovrapponibili a quelle dichiarate. Morale, molto verosimilmente avevano rimarchiato degli economicissimi TL082 o equivalenti, con la dicitura di costosi OPA624.

È un problema sopra tutto di applicazione. Se questa e generica e non critica, nemmeno ci si accorge di queste specifiche inferiori.
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Beh, ringrazio tutti per l'interessamento, il quadro è meglio definito.
BaBBuino, m'inviti a dirti cosa cerco, ma non è che poi facendo riferimenti specifici a questo o quel distributore o a determinati prodotti infrangiamo qualche regola del Forum? Non sarà il caso di sentirci in PM?
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Quoto Mauro intutto il suo messaggio
Raddoppio il senso di delusione verso l'italiano medio.
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Beh, ringrazio tutti per l'interessamento, il quadro è meglio definito.
BaBBuino, m'inviti a dirti cosa cerco, ma non è che poi facendo riferimenti specifici a questo o quel distributore o a determinati prodotti infrangiamo qualche regola del Forum? Non sarà il caso di sentirci in PM?

In prima pagina avevo specificato che ti avrei risposto in PM, ma informazioni generiche si possono dare anche in chiaro.

Sull'italiano medio: si è un pò tutti "Italiano medio", salvo che a parole, che sono sempre belle e altisonanti. In quelle siamo maestri.
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