Perchè prima non facciamo il punto della situazione? Magari riusciamo a schiarirci le idee.
Dico la mia, modificate questa lista a vostro piacimento secondo le vostre idee, così arriviamo ad un punto comune.
I punti fondamentali del progetto a me sembrano questi:- Ogni sensore sarà master.
- Un'eventuale struttura di controllo centrale sarà solo un logger o un monitor dei vari sensori.
- Protocollo open, robusto ed interfacciabile facilmente con Arduino. (Mi pare di capire che il can bus sia ottimo!.. da quello che leggo..)
- Le tipologie di sensori potrebbero essere: interruttori, sensori ambientali, micro attuatori. (Altro?)
- Valutare la possibilità di auto alimentare i moduli con la stessa linea su cui trasmettono dati.
- Velocità di comunicazione proporzionata ai compiti dei moduli. (Tipo? Che range di velocità?)
- Diagnosi della rete domotica.
- Gestione conflitti tra comandi automatizzati e manuali.
- Codifica dei segnali tra i moduli, evitare che informazioni sensibili siano carpite all'esterno.
Nello specifico.Per gli interruttori:inserimento nei box luci standard,
reperimento corrente da linea 220V standard.
Per i sensori ambientali:valgono i punti degli interruttori più l'ipotesi di poterli posizionare in zone diverse dai box luce o cassette di derivazione, ma hanno bisogno di corrente, quindi sempre vicino alle prese.
Per i micro attuatori:è un caso più particolare, dato che a seconda del loro compito devono potersi interfacciare con altri componenti. (Es.: serrature, tapparelle, tende, rubinetti, valvole acqua/gas, caldaie, termostati, ecc.)
Nota: a volte la corrente non arriva dove dovrebbero essere installati.. vedi porte, rubinetti, ecc..
Per i sensori e gli interruttori è evidente che possono essere cablati nelle canaline elettriche o telefoniche esistenti, ma per gli attuatori è tutto un altro discorso.
Velocità di comunicazione:per gli interruttori tale velocità deve essere veramente alta, non si può accendere una luce ed aspettare qualche secondo o decimo di secondo prima che si accenda realmente;
per i sensori, a meno che non regolino temperature della doccia o altri sistemi che richiedono una correzione immediata, i tempi possono essere più lenti, in un eventuale protocollo si potrebbe dare priorità bassa a questi segnali;
per gli attuatori vale la stessa regola degli interruttori, il tempo di esercizio può variare, ma il tempo di risposta deve essere rapido.
Per la comunicazione tra i vari moduli, diciamo che vale la velocità sufficiente e necessaria, quindi quella più alta, altrimenti si crea un bel collo di bottiglia nel caso un modulo-interruttore dovesse controllarne un altro.
Ultimo, ma assolutamente primario come punto, le funzionalità.Cosa vogliamo che facciano di base i moduli?
Accendere/spegnere le luci, come minimo; magari bloccare e sbloccare porte, attivare/disattivare antifurto, regolare temperatura stanza.. controllo ambientale generico, regolazione tende, gestione piante e/o giardino, ricordare interventi di manutenzione degli elettrodomestici, monitorare consumi energetici. Altro??
Aggiungiamo i punti interessanti, così da avere una visione d'insieme e poter ragionare più nel concreto.. se volessimo fare le cose per benino potremmo anche usare Google Wave ed uno dei suoi plugin fenomenali come brainstorm per esempio..
