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Author Topic: Domotica con Arduino  (Read 67414 times)
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Genova
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Vorrà dire che comincerò a leggermi un po' di bibliografia sui protocolli per darvi una mano!
Comincio subito.. per quanto riguarda l'RS485 pensavate ad un'implementazione half-duplex o full-duplex?.. perchè per la full-duplex ci sarebbe anche il CSMA/CD, che è usato per le reti power-lan, non sò i prezzi, ma potrebbe essere utile perchè poterlo interfacciare con dei sistemi power-lan eviterebbe il problema di stendere cavi, usare wi-fi o altre soluzioni, tutto è già direttamente disponibile in qualunque abitazione.
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i protocolli "open" non lo sono più di tanto... si knx è "open" però vogliono 1000 eur per scaricare il pdf con le specifiche...

il poe è perfetto però costa parecchio, non è un sistema che si possono mettere a casa tutti.

il multi-master non è cosi importante si può vivere anche con un sistema con un solo master basta che sia un arduino e non un computer.

un arduino mega ti tiene sotto controllo un condominio senza problemi

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Buongiorno a tutti,
tempo fa sono intervenuto su ars domotica proponendo Freedom (development framework per applicazioni domotiche sviluppato dall'Università degli Studi di Trento - freedom.disi.unitn.it/) come programma di supporto per lo sviluppo e testing delle soluzioni basate su arduino proposte dagli utenti.  Saremmo interessati in una collaborazione attiva per la definizione di un sistema domotico veramente open, basato su arduino, che permetta di liberarsi dai vincoli imposti dai prodotti per la domotica attualmente sul mercato. La proposta è ritenuta interessante?
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Ciao

Grazie per il link però non si capisce molto dal sito... non c'è un diagramma dell'architettura, la documentazione è un todo ed il repository è impossibile da navigare.

ci fai un riassunto? l'unica keyword che ho visto è activemq, io l'avevo usato per il software che abbiamo sviluppato per un museo ma alla fine mi sono accorto che mandare 2 byte da una scheda all'altra avevamo 20 mega di classi java.... troppo.

Semplice è bello smiley se una cosa è semplice si fa presto a spiegarla smiley

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Milan
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Perchè non ce lo scriviamo noi il protocollo?
Io sto sperimentando vari protocolli di comunicazione, da semplici impulsi ir (tipo codice morse) a comunicazione via 2 porte digitali tra due arduino. Secondo me se ci mettiamo potremmo tirare fuori una libreria interessante. Sarebbe da chiarire la velocità di comunicazione richiesta e tutte le altre specifiche di base, e iniziare a lavorarci assieme.
Se un buon protocollo open non c'è, o sono complessi e affetti da elefantiasi pensiamone uno nuovo!
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ma per i cavi?
bisogna sfasciare mezza casa o avete intenzione di usare un approccio come powerline ethernet dai cavi elettrici?
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se usi un doppino non particolarmente spesso lo puoi piazzare vicino ai cavi elettrici esistenti... il powerline è possibile ma bisogna fabbricarsi un piccolo modem che trasmetta e riceva i dati sulla linea a 220v.

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L'idea che ho io è sensore->presa->amplificatore->cavo->arduino o forse si parte da un approccio diverso.
Il problema sarà appunto installare i cavi con amplificatori operazionali che partano dalle prese.
Secondo voi non sarebbe meglio prima stabilire cosa la casa deve fare stanza per stanza?
« Last Edit: July 20, 2010, 05:10:58 am by ArdLuka » Logged

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con degli ic tipo questi?:
http://www.echelon.com/support/documentation/manuals/transceivers/005-0193-01B_PL_Data_Book.pdf
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beh si ricade nel protocollo proprietario e poi dovremmo progettare il modem perchè quello è solo il transceiver.

La ST fa dei chip simili che sono meno proprietari http://www.st.com/stonline/products/families/communication/wireline/power_line_transceivers/power_line_transceivers.htm

comunque costicchiano , uno dei modelli piu semplici a 2400bps costa 32Dollari http://www.hth.com/plm-24/order.htm

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Milan
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Ciao Massimo, io non ho capito che velocità di trasferimento serve.
Non potremmo scriverci noi un protocollo utilizzando due o piu porte digitali? Es. un arduino è connesso ad un altro con due porte digitali, il terzo è connesso al secondo con due porte digitali e quindi indirettamente al primo e cosi' via? Il primo e l'ultimo della fila avrebbero due porte occupate, quelli in mezzo 4.
« Last Edit: July 20, 2010, 09:36:42 am by gioscarab » Logged

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in effetti il costo sarebbe un pò alto ma comunque da sottrarre a quelli di installazione/cablaggio.
il protocollo invece sarebbe un problema...
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gbm è un po troppo a basso livello smiley ci sono dei protocolli già fatti che funzionano bene e sono aperti.

Le due opzioni più semplici al momento sono:
* bus rs485 (stile DMX).. qui si può sfuttare la metodologia  a 9 bit... cioè il microcontrollore riconosce in automatico se il suo indirizzo passa sul bus... limitazione solo 255 nodi principali. vantaggio semplice e costa mooolto poco
* bus can. veloce e robusto, è multi master e ci sono dei microcontrollori che lo supportano.. l'arduino base può interfacciarsi con moduli tipo quello che si vede qui http://www.arduino.cc/cgi-bin/yabb2/YaBB.pl?num=1248361174

forse il can è il migliore al momento

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Genova
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Perchè prima non facciamo il punto della situazione? Magari riusciamo a schiarirci le idee.

Dico la mia, modificate questa lista a vostro piacimento secondo le vostre idee, così arriviamo ad un punto comune.

I punti fondamentali del progetto a me sembrano questi:
  • Ogni sensore sarà master.
  • Un'eventuale struttura di controllo centrale sarà solo un logger o un monitor dei vari sensori.
  • Protocollo open, robusto ed interfacciabile facilmente con Arduino. (Mi pare di capire che il can bus sia ottimo!.. da quello che leggo..)
  • Le tipologie di sensori potrebbero essere: interruttori, sensori ambientali, micro attuatori. (Altro?)
  • Valutare la possibilità di auto alimentare i moduli con la stessa linea su cui trasmettono dati.
  • Velocità di comunicazione proporzionata ai compiti dei moduli. (Tipo? Che range di velocità?)
  • Diagnosi della rete domotica.
  • Gestione conflitti tra comandi automatizzati e manuali.
  • Codifica dei segnali tra i moduli, evitare che informazioni sensibili siano carpite all'esterno.

Nello specifico.

Per gli interruttori:
inserimento nei box luci standard,
reperimento corrente da linea 220V standard.

Per i sensori ambientali:
valgono i punti degli interruttori più l'ipotesi di poterli posizionare in zone diverse dai box luce o cassette di derivazione, ma hanno bisogno di corrente, quindi sempre vicino alle prese.

Per i micro attuatori:
è un caso più particolare, dato che a seconda del loro compito devono potersi interfacciare con altri componenti. (Es.: serrature, tapparelle, tende, rubinetti, valvole acqua/gas, caldaie, termostati, ecc.)
Nota: a volte la corrente non arriva dove dovrebbero essere installati.. vedi porte, rubinetti, ecc..

Per i sensori e gli interruttori è evidente che possono essere cablati nelle canaline elettriche o telefoniche esistenti, ma per gli attuatori è tutto un altro discorso.

Velocità di comunicazione:
per gli interruttori tale velocità deve essere veramente alta, non si può accendere una luce ed aspettare qualche secondo o decimo di secondo prima che si accenda realmente;
per i sensori, a meno che non regolino temperature della doccia o altri sistemi che richiedono una correzione immediata, i tempi possono essere più lenti, in un eventuale protocollo si potrebbe dare priorità bassa a questi segnali;
per gli attuatori vale la stessa regola degli interruttori, il tempo di esercizio può variare, ma il tempo di risposta deve essere rapido.
Per la comunicazione tra i vari moduli, diciamo che vale la velocità sufficiente e necessaria, quindi quella più alta, altrimenti si crea un bel collo di bottiglia nel caso un modulo-interruttore dovesse controllarne un altro.

Ultimo, ma assolutamente primario come punto, le funzionalità.
Cosa vogliamo che facciano di base i moduli?
Accendere/spegnere le luci, come minimo; magari bloccare e sbloccare porte, attivare/disattivare antifurto, regolare temperatura stanza.. controllo ambientale generico, regolazione tende, gestione piante e/o giardino, ricordare interventi di manutenzione degli elettrodomestici, monitorare consumi energetici. Altro??



Aggiungiamo i punti interessanti, così da avere una visione d'insieme e poter ragionare più nel concreto.. se volessimo fare le cose per benino potremmo anche usare Google Wave ed uno dei suoi plugin fenomenali come brainstorm per esempio..  smiley-wink
« Last Edit: July 20, 2010, 10:30:48 am by saki_kawa » Logged

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Per gli interruttori:
inserimento nei box luci standard,
reperimento corrente da linea 220V standard.

non dovrebbero più interrompere nessun circuito elettrico a 220V ma diventare come dei sensori ( alimentati a 5V e letti da pin digitali ).
Ogni luce o in generale un carico viene attivata/o da un'uscita digitale...che ecciterà un relè.

Quindi secondo me si potrebbe pensare a quanti ingressi e a quante uscite avrebbe bisogno una stanza media...e su quella base destinare le funzionalità del modulo.

Bisogna poi decidere cosa buttare sul bus, perchè in realtà molte funzioni potrebbero anche essere svolte in loco dal singolo arduino, per spiegarlo con un esempio:
quando premo l'interruttore per accendere la luce della stanza, l'arduino per prima cosa appena rileva lo stato del pulsante attiva l'uscita che accende la lampadina.
solo dopo aggiorna lo stato dell'interruttore e della lampadina comunicandolo agli altri arduini, perchè magari la stessa lampadina può essere accesa o spenta da un'altra stanza (da un altro arduino).

...quindi in sostanza dovremmo anche stabilire come si deve comportare ogni singola unità...che poi andrà ad interfacciarsi con le altre attraverso il protocollo di comunicazione che sceglieremo.

Tornando all'argomento protocollo, il CAN se viene usato nel mondo automotive ed industriale è perchè è tra i migliori quanto affidabilità e prestazioni...però non capisco perchè non abbia grande impiego nel mondo domotico.
Mentre riguardo a:
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* bus rs485 (stile DMX).. qui si può sfuttare la metodologia  a 9 bit... cioè il microcontrollore riconosce in automatico se il suo indirizzo passa sul bus... limitazione solo 255 nodi principali. vantaggio semplice e costa mooolto poco
sono comunque favorevole a condividere un tentativo di implementazione se si pensa che ne possa valere la pena!
« Last Edit: July 20, 2010, 04:27:01 pm by Federico_Vanzati » Logged

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