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Author Topic: ArduPower la ciabatta telnetcontrollata  (Read 3777 times)
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Infatti non lo sono!! ihihihihihih
sai che "casino" se si rompe un relè e rimane in conduzione? Non oso immaginare per il povero arduino, l'ethernet shield e il router al quale è collegato.
Ripeto:
per isolare galvanicamente bisogna utilizzare optoisolatori...
E poi se mi permettete, la soluzione dei TRIAC, costa meno e hanno una vita più lunga rispetto ai relè, poichè non sono soggetti ad usura.
L'importante è non stressare i TRIAC con correnti superiori a quelli consentite, e mettere un adeguato dissipatore.

P.S.
Quando studiavo all'I.T.I. in un compito analogo fui punito con un bel 2 dal mio insegnate/ingegnieri perchè non usai gli optoisolatori smiley-sad
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Fidenza, Parma
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Ma... cioè se si spacca qualcosa si rompe la bobina e amen no?
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Rome
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L'avvertimento iniziale è troppo perentorio?

Mah... io il cartello di pericolo lo metterei alto 30 pixel invece che settemila...  smiley , seguito da testo in rosso.

Interessante il progetto, io stavo lavorando a uno simile, ma tramite interfaccia web invece che telnet, e volevo usare una ciabatta "vera" invece che 6 prese, per risparmiare: basta tagliare i contatti tra l'una e l'altra presa.
Pero' poi mi sono accorto che la ciabatta che ho comprato ha viti a testa spaccata... inapribile!  smiley-mad
Quindi sono rimasto fermo al prototipo con un solo rele'.

Di dove sei?
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Fidenza, Parma
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Ehm.. non vorrei stoppare il tuo progetto sul nascere... Ma le ciabatte da poveri che vendono hanno dentro tre piastre di ferro, fase, neutro e terra su cui "tocca" la punta delle spine, non hanno i fili.
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Rome
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Ehm.. non vorrei stoppare il tuo progetto sul nascere... Ma le ciabatte da poveri che vendono hanno dentro tre piastre di ferro, fase, neutro e terra su cui "tocca" la punta delle spine, non hanno i fili.
Sì, lo so, ne ho smontata una tempo fa (quando si usavano ancora viti serie).
Ma basta un paio di tronchesi o un seghetto, no? ;-)
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Si e' un po' di fantasia aggiuntiva per fissarle, perche' quando tagli il binario, non sta certo piu' in sede! Fede
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Federico - Sideralis
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P.S.
Quando studiavo all'I.T.I. in un compito analogo fui punito con un bel 2 dal mio insegnate/ingegnieri perchè non usai gli optoisolatori smiley-sad

Che bell'insegnante che tenevi, io me ne sarei fregato se hai usato gli opto, poi con i relè l'opto è sprecato.

Comunqe in teoria tutta la tecnologia a cui abbiamo accesso deve essere utilizzata al fine di realizzare il progetto in modo che lavori senza guastarsi. Ma la produzione insegna che i componenti costano e meno c'è nè meno la macchina ne deve assemblare. Poi c'è da vedere se l'oggetto è destinato ad essere montato su un'aereo, un treno insomma dipende dall'aplicazione, la rifinizione di certi particolari.

Se si guasta un relè (la bobbina è eterna) al massimo non commuta.

Se vedeste le schede di lavatrici ecc, capireste tutto, per la resistenza vasca un rele grezzo, un triac per il motore connesso direttamente al micro o tramite una resistenza. Stessa cosa per i triac delle elettrovalvole e pompe varie.

Invece mi è capitato di vedere schede di lavatrici di quella marca che ha il motore directdrive fatte alla grande, tutte resinate, filtri a iosa, opto pure, alimentatore switching serio, insomma una scheda di qualità industriale eccellente.

Se proprio vogliamo fare le cose in grande, aggiungiamo alla ciabbatta:
Filtro LC a barilotto.
Per ogni relè un fusibile ritardato
Un varisistore in parallelo al carico.

Io ribadisco che è un progetto ottimo poi ognuno può migliorarlo come vuole.
Non deve mica andare in produzione?

Ciao.



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I relè sono normali e la parte sull'isolamento è a pagina tre, vedi immagine allegata, il progetto non deve andare in produzione, e lo uso dopo un ottimo gruppo di continuità.
Collegato alle porte di arduino ci potete mettere quello che volete, tanto se accendete e spegnere qualcosa, qualsiasi essa sia, lo sketch non cambia.
Per l'integrazione con freedomotic bisogna sicuramente mettere mano al codice, attualmente è user oriented con controllo di sessione (login e logout), e per ora non è adatto all'utilizzo tramite post/get html, o anche solo stringhe di comando tramite socket tipo
apro socket da remoto
invio stringa
passsword
pow1=on

ricevo
ok o no
chiudo socket
Io abito a Milano e penso di andare all'Arduino camp.

Ciao



* Immagine 1.png (51.56 KB, 604x199 - viewed 30 times.)
« Last Edit: May 17, 2011, 04:08:44 am by bigjohnson » Logged


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Ciao a tutti,
ho aggiornato l'Ardupower:
  • Compatibilitò con Arduino 1
  • La password viene nascosta durane l'inserimento
  • Rimossi degli errori
  • Spostati nella memoria eeprom tutti i messaggi

Alberto
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Ottimo! Il tuo progetto entra a far parte del mio progetto per la mia futura casa domotica! http://arduino.cc/forum/index.php/topic,122500.0.html.
Una domanda, visto l'ingombro di spazio che crea installare i relè dentro una scatola, mi conviene centralizzare la scatola dei relè di tutta casa in un unico quadro e poi inviare solo i cavi alle singole prese o affiancare a ogni scatola portafrutti una scatola per i relè? Io penso che fosse meglio la prima ipotesi, che ne dite?
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Ciao,
io non sono un esperto di automazione domotica, una volta ho visto un impianto a bus realizzato in un palazzo per uffici, dove i relè erano messi nel controsoffitto, l'unico consiglio che ti do è di prevedere parecchie scatolette belle grandi in giro per la casa, così ci puoi mettere dentro tutta l'elettronica necessaria, e poi fai passare delle canaline belle grosse, e accertati che le installino veramente!

Alberto

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L'installazione delle tubazioni la farò io personalmente, pensavo di far passare dei tubi da Ø25mm  e di installare accanto a ogni  scatola di derivazione per l'impianto elettrico, una scatola bella grande per l'integrazione domotica e ,per non sprecare filo di rame  , dove installare anche le schede dei relè ( contraddico quello che ho detto prima ) in modo tale da ridurre drasticamente il consumo dei fili.
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