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Author Topic: [OT] PIC, 8051, MCU e CPU varie  (Read 42636 times)
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Shannon Member
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Siccome in passato (fino a Novembre del 2012) ho giocato per alcuni anni con i picaxe e acquistati vari per progetti futuri mai avviati, e siccome è un peccato lasciarli soli soletti nel cassetto del dimenticatoio, mi chiedo se vale la pena di riutilizzarli come PIC al 100% programmati in C con IDE xMPLab o altro, magari per progetti poco impegnativi (fino ad esaurimento scorte, ho più di 150 euro in MCUs!! smiley-red), o e meglio lasciar perdere.  Da premettere però, che datasheet alla mano, mi sono più comprensibili quelli Atmel, ma anche, che vedo più varietà di formati e prestazioni nei PIC che ho, ne ho alcuni da 8, 14, 18, 20, 28 e 40, e 44 pin (sia DIL che SMD) di questi, me ne dispiace per i più potenti che sono il 40X2 ultima generazione basato sul PIC18F45K22 che ha caratteristiche simili al 328P, tranne che per la SRAM che è da 1,5Kb invece dei 2Kb di Arduino.  Ma ha anche 3 timers a 16 bit!, poi hanno una caratteristiche della quale so poco e non comprendo del tutto, hanno il clock con PLL, infatti, possono funzionare (alcuni modelli)  fino a 64  MHz con questa tecnica, io ho provato la differenza con uno dei più piccoli passando da 8 a 32 MHz (tutto interno, niente cristallo esterno) e la differenza si sentiva, ma non al livello di 4 volte in più, ma si sentiva chiaramente.  Mi domando, essendo che il chip 18F45K22 comunque dichiara 16 MIPS come capacità di elaborazione, ma allora, lavorare a 64 MHz che senso ha, se ha le stesse prestazioni del 328P a 16MHz, cosa mi sto perdendo, che cosa non comprendo del PLL?   smiley-eek-blue


i PIC hanno una archiettura moto diversa dagli AVR, ed usano più cicli macchina per istruzione; questo vuol dire stesse prestazioni ad un clock superiore. Dunque che vantaggio possano avere provo ad inovinare (non ho mai usato/studiato i PIC); è vero che magari campo "calcolo puro" ad un clock superiore hai le stesse prestazioni, ma è anche vero che un sacco di periferiche spesso (o necessariamente) implementate in hardware  (ADC, PWM, USB per citarne alcune) lavoreranno ad una frequenza più elevata, perche sono appunto perieriche "esterne" che poi vanno a cumunicare con la "cpu" attraverso interrupt e/o registri.

In oltre i pic hanno mooolta più scelta, sia come prestazioni che come periferiche di contorno (e per questo sono più complicati; un encoder hardware lo devi usare come "ragiona" lui e non come lo vorresti implementare tu.. miaspetto che ti costringa a fare le cose per bene smiley )oltre che essere molto forti sul mercato. Sicuramente sono interessanti da studiare se vuoi ottimizzare o tiri il collo agli AVR, o anche se ti interessa sfuttare queste conoscenze come referenza lavorativa smiley
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BUONA PASQUA
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BZ (I)
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PLL vuol dire Phase Lock Loop.
Un PLL é praticamente un divisore/moltiplicatore di frequenza (anche rapporti frazionari) che ha le stesse caratteristiche di precisione del quarzo della frequenza iniziale. È praticamente un oscillatore pilotato in tensione che viene sincronisato dalla fase del signale in uscita rispetto alla fase del oscillazione in entrata. Mettendo dei partitori di tensione e/o dei contatori riesci a generare qualsiasi frequenza con la stabilitá del oscillatore di partenza.
Un PLL viene usato per poter modificare a piacimento la frequenza di clock in sistemi Computer e perché quarzi non si possono costruire per frequenze sopra 100MHz come oggigiorno sono usati nei PC (qualche GHz). Per esempio RS componets ha quarzi fino a 50MHz, Distrelec fino a 60MHz.

Un PLL della serie CMOS 4000 é il CD4046 che puó essere usato fino a frequenze intorno ai MHz.
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Phase-locked_loop

Ritornando si PIC
Quanto ho appreso che i PIC sono piú veloci nella esecuzione del codice a paritá di frequenza. Di piú puó dirti qualcuno che ne ha usato entrambi. Poi aumentare la frequenza di clock significa sempre aumentare il consumo di energia del mmicrocontroller.

Ciao Uwe
« Last Edit: April 19, 2014, 03:12:25 pm by uwefed » Logged

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