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Author Topic: Energie alternative  (Read 34794 times)
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una pila NiMH immagazzina energia sfruttando la presa di casa. La pila/cella di combustibile quanta energia consuma per immagazzinare la stessa quantità di energia?

La cella a combustibile non consuma nessuna energia per immagazzinarla, ci metti il combustibile, tipicamente un idrocarburo, e lei ti fornisce energia, non necessariamente elettrica.
Quello che ti devi chiedere è quanto costa in termini energetici, o di inquinamento, produrre il combustibile per la cella, l'idrogeno lo puoi ottenere per elettrolisi, metodo che non inquina, ma molto deficitario sul bilancio energetico, oppure tramite trasformazioni chimiche, metodo che inquina molto e che comunque richiede catalizzatori di varia natura che hanno un costo e una disponibilità limitata.
Le fuel cell hanno un senso solo per applicazioni dove serve una grande quantità di energia e non c'è modo di rimediarla diversamente, p.e. in applicazioni spaziali dove non è possibile utilizzare pannelli solari abbastanza grandi da garantire energia a sufficienza, per capire le dimensioni in gioco, e la massa, basta guardare quelli della ISS.
Il futuro energetico dipende sicuramente dalle risorse rinnovabili quali eolico, fotovoltaico, geotermico, etc, ma non bastano a coprire il fabbisogno mondiale, e da altre fonti ancora da mettere a punto/scoprire, tra queste c'è anche la "famigerata" fusione fredda, per il momento è solo una teoria e non esiste nessun riscontro sperimentale.
Non  mi tirate in ballo quel ciarlatano di Rossi e il suo Ecat perché state certi che entro pochi mesi si rivelerà per la bufala che è.
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Non  mi tirate in ballo quel ciarlatano di Rossi e il suo Ecat perché state certi che entro pochi mesi si rivelerà per la bufala che è.

Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. Finora si è solo visto uno che se la tirava da morire... smiley-razz
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nell'utilizzo dell'idrogeno entra in campo un fattore, la gratuita' dell'energia solare, quindi potrei anche non interessarmi al bilancio energetico, in quanto il sole non lo pago, pero' sotto l'aspetto dell'efficienza sono daccordo con Astro, cioe' a parita' di sole l'energia che infilo in una batteria e' superiore a quella che riesco a dinfilare in una una pila a combustibile, indi per cui perche' andare verso l'idrogeno ? andiamo direttamente verso l'auto elettrica.

veramente uno dei link che ho postto presenta una cella combustibile grande come un preservativo che è in grado di ricaricare completamente un iphone.

Provo a fornire la mia (modestissima) opinione. L'idrogeno non è una fonte di energia, ma un vettore.
anche i combustibili sono vettori

nell'utilizzo dell'idrogeno entra in campo un fattore, la gratuita' dell'energia solare, quindi potrei anche non interessarmi al bilancio energetico, in quanto il sole non lo pago,
bhe, anche il petrolio non è altro che energia immagazzianta dal sole dalle piante, che poi hanno ricevuto un particolare tipo di decomposizione (in assenza di ossigeno, in pratica, e qualche altro fattore)

pero' sotto l'aspetto dell'efficienza sono daccordo con Astro, cioe' a parita' di sole l'energia che infilo in una batteria e' superiore a quella che riesco a dinfilare in una una pila a combustibile, indi per cui perche' andare verso l'idrogeno ? andiamo direttamente verso l'auto elettrica.
vedete il primo quote, comunquer il problema di andare verso l'elettrico è proprio lo stoccaggio dell'energia. chissà, magari in futuro avremo macchine a calce e acqua, che produce al volo idrogeno, che viene bruciato nella cella combustibile, che fa andare il motore elettrico.


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ma ancora che se na parla di sto ecat?
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Per il momento si è visto solo una specie di boiler, alimentato da un gruppo elettrogeno da una montagna di kW, che produceva, solo in teoria perché nessuno ha potuto fare misure, meno energia di quella disponibile in ingresso, ovvero fumo negli occhi per spremere gli ultimi soldi dai finanziatori.
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sul sito dice che uno di questi cosi da 1MW e' in vendita, bha, ma sti finanziatori chi sono ? non controllano, specialmente in tempi di crisi, la bonta' degli investimenti ?

io non lo avevo mai sentito nominare, ma non serve la CIA per capire che non gli si possa affidare nemmeno un euro, copia da wikipedia per la questione petroldragon:
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Nel 1989 la Guardia di Finanza sequestra l'impianto di smaltimento di rifiuti di Caponago della PetrolDragon con altri sei depositi: le indagini avevano mostrato come il presunto petrolio che proveniva dall'azienda non avesse mai avuto collocazione sul mercato (il "prodotto" infatti era stato o stoccato in silos o illegalmente smaltito). Dalle analisi tale sostanza era risultata un miscuglio di rifiuti tossici non trattati contenenti solventi chimici altamente dannosi e con accentuata presenza di cloro e acido solforico.[7][8].
« Last Edit: September 27, 2012, 11:38:05 am by Testato » Logged

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Boh, io rimango dell'avviso che l'idrogeno non è la risposta.
Per me la risposta è il nucleare, e lo dico da ecologista.
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sul sito dice che uno di questi cosi da 1MW e' in vendita,

Peccato che nessuno ha mai visto un eCat funzionante e nessuno ne possiede uno.
Rossi si difende parlando di protezione dei suoi diritti per lo sfruttamento commerciale, e questo posso capirlo, fa vedere carte di importanti società che certificano la sicurezza degli impianti, però si parla solo della parte elettrica e idraulica, niente a che vedere con il reattore vero e proprio, ovvero fumo negli occhi.
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Per me la risposta è il nucleare, e lo dico da ecologista.

Concordo, non è la soluzione finale, però ci darebbe abbastanza tempo per trovare una soluzione migliore.
Il vero problema non è il potenziale pericolo delle centrali nucleari, quelle di ultima generazione sono ipersicure e producono pochissime scorie, sono le vecchie centrali ancora in servizio che sarebbero da rottamare tutte e sostituirle/rinnovarle con quelle di ultima generazione.
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se lo fanno quì in italia dove la gente non si accorge quando rubano dalle casse miglioni di euro, non mi sorprenderei se una mattina trovano il nocciolo vuoto.
La cosa bella è che diverrebbe una soluzione definitiva  smiley-mr-green
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Non mi convince... e il problema dell'estrazione / trasporto / trattamento della materia prima (miniere di uranio) e delle scorie ? Secondo me i problemi legati a estrazione e lavorazione sono spesso tenuti fuori dall'equazione di costo delle centrali nucleari...
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il problema del nucleare e' che l'incidente possibile e' troppo grave.
le si fanno sicure quanto si vuole, ma l'incidente non si ferma, terremoti, catrastrofi naturali, attacchi terroristici, sono variabili remote ma purtroppo quando capita non c'e' una spina da staccare, radiazioni a gogo per centinaia di anni.
Sti noccioli fusi (sono fusi ?) di cernobil e del giappone, quando smetteranno di fare danni ? quando si potra' costruire una scuola in quei posti ?
Il danno possibile e' talmente grande che lo ritengo superiore a qualsiasi vantaggio.
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il problema del nucleare e' che l'incidente possibile e' troppo grave.

Perché nell'equazione non metti in conto i danni enormi che fanno tutti i giorni le centrali che bruciano idrocarburi ?
Sei realmente sicuro che è meglio un danno certo e continuo piuttosto di un danno potenziale con una bassissima probabilità di verificarsi ?
Te lo spiego meglio, quando cade un aereo tutti a gridare alla strage perché muoiono molte persone assieme, eppure gli aerei sono tra i mezzi di trasporto più sicuri in assoluto, mentre uno di quelli più pericolosi sono le auto che tutti guidiamo ogni giorno, eppure nessuno grida alla strage sebbene c'è costantemente.


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Parlando di nucleare si parla di "rischi", ma nessuno mette mai l'accento sul fatto che il termoelettrico inquina "per certo".
Bruci carbone e petrolio, immetti gas inquinanti e tutti sono felici e contenti. Abbiamo decine di centrali nucleari ai confini (vedi Francia e altri Stati) e ci gongoliamo perché da noi non ci sono. E poi ti capita il blackout come quello del 2003.

Ma facciamo invece delle centrali in posti isolati e poi distribuiamo l'energia anche ai Paesi confinanti, e poi un bell'elettrodotto. Ci vorrebbe un Ente per la produzione del nucleare a livello mondiale, certo quando ogni Stato fa da sé poi ci ritroviamo con i disastri alla porta. In Giappone hanno secondo me sottovalutato il rischio di costruire una centrale vicino al mare e lo hanno fatto solo per risparmiare sull'approvvigionamento dell'acqua per la produzione energetica.

EDIT:
postato in contemporanea con astro, vedo però che siamo sulla stessa lunghezza d'onda
« Last Edit: September 27, 2012, 03:05:36 pm by leo72 » Logged


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io posso allinearmi tranquillamente a questo discorso, ma servono i dati.
Le centinaia di anni necessari al risanamento di un nocciolo fuso mi sono conosciuti, dove sono gli altri dati ?
C'e' uno studio? una tabella ? quanti morti ci sono per radiazioni da incidenti nucleari e quanti per inquinamento da carbone/petrolio ?

In presenza di tali dati certificati non ho problemi a gridare viva il nucleare  smiley
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Scusate se mi ripeto, ma sarebbe utile anche avere dei dati sui costi / problemi derivanti da estrazione, lavorazione e stoccaggio del combustibile radioattivo (e delle scorie).
Da confrontare con dati analoghi relativi all'estrazione del petrolio. Ad esempio andrebbe considerato l'inquinamento da incidenti petroliferi, ecc.
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