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Topic: Sensore umidità terreno fai da te (soil moisture measure) (Read 6920 times) previous topic - next topic

Ciao a tutti! Ho realizzato un semplice sensore umidità terreno seguendo questa guida:
http://www.cheapvegetablegardener.com/2009/11/how-to-make-cheap-soil-moisture-sensor-2.html

- Questo ragazzo usa la DC a 5V con una resistenza messa tra un catodo e GND... è corretto? non è meglio inserire una resistenza tra i 5V e l'altro catodo?

- Ho letto però che la DC potrebbe causare ELETTROLISI e in futuro influire sulle misurazioni, starando il "sensore". Consigliano quindi di usare la AC. Ho trovato qui uno sketch: http://www.arduino.cc/cgi-bin/yabb2/YaBB.pl?num=1255471714/all
Praticamente alterna il voltaggio su D3 e D2 e legge su un collegamento analogico. Domanda, è corretto il circuito
digital 2---*
                 |
                 \
                 /
                 \ R1
                 /
                 |
                 |
analog 0----*
                 |
                 |
                 *----> nail 1
                 
                 *----> nail 2
                 |
                 |
                 |
digital 3---*

oppure bisogna inserire una resistenza anche tra D3 e l'altro catodo?

- Se voglio collegare un altro sensore, secondo voi posso usare sempre le tensioni di D3 e D2 ?? grazie milleeeee

DanielaES

Grande il sito di cheapvegetablegardener.com, lo seguo da parecchio via feed :)
E' da lui che ho preso spunto per molte idee :)

BTW tornando in topic.
Ti suggerirei di lasciar perdere questa specifica strada, quei sensori funzionano bene all'inizio ma poi si starano completamente dopo un tempo variabile e non prevedibile.
Può essere utile come esperimento ma assolutamente non farci affidamento per tenere in vita le tue piante :)

BrainBooster

bisognerebbe usare elettrodi in inox e spostarli (e pulirli) frequentemente , perchè mantengano un minimo di affidabilità, anche se il contenuto di sali del terreno , aumentando durante la crescita delle piante rende comunque la misura falsata.
Il miglior metodo è quello di sollevare i vasi e soppesarli a mano (vecchio stile) oppure di pesarli con arduino e un sensore, prima dell'irrigazione e controllare il peso dopo ;)

DanielaES

Il realtà il miglior metodo è cambiare forma di irrigazione :)
L'innaffiatura in vaso è il metodo "peggiore del mondo", spreca tantissima acqua, favorisce marciumi radicali, non garantisce un apporto idrico costante (alternanza secco/bagnato) e rallenta la crescita della pianta.
Io uso una microirrigazione a singola goccia :)
http://www.torinoscienza.it/dossier/la_microirrigazione_o_irrigazione_localizzata_2715

BrainBooster

quoto Danielaes ,però non ha mica detto come innaffia :)

DanielaES

Effettivamente non ha nemmeno detto se innaffia :D
Molti sul forum sviluppano progetti solo per il gusto di farlo, senza necessariamente una implementazione quotidiana continuativa...

Io di solito ho visto usare quei sensori con gli impianti di irrigazione standard (od anche tubo gocciolatore).
Quando il terreno è secco, apre la valvola, quando si satura d'acqua chiude.
BTW un sensore di umidità terreno non credo abbia molta utilità con la microirrigazione a goccia localizzata.
Questo tipo di irrigazione deve essere lentissima e costante, senza interruzioni.
Il sensore darebbe quindi sempre lo stesso valore, ponendo per assurdo che funzioni senza stararsi ed in modo stabile :)
Io uso un sistema a gravità (senza nemmeno pompe o cose elettriche quindi) e dalla primavera all'autunno è sempre attivo con la medesima regolazione. Rabbocco il serbatoio quando si svuota.

lucadentella

Ciao a tutti!

approfitto della vs esperienza per una domanda: sto progettando un sistema di irrigazione automatica per la mia casa in montagna... avevo pensato anch'io di adottare qualche forma di sensore di umidità per capire quando i vasi andavano irrigati (utilizzando una pompa e dei micro-irrigatori a goccia della claber. A quanto mi pare di capire dai vs interventi invece il consiglio è trovare la corretta quantità di acqua e lasciare sempre aperti i gocciolatori, posizionandoli quanto più vicino possibile al fusto della pianta nel vaso? Non si rischia che solo una piccola porzione delle radici in questo modo riceva l'acqua?

grazie
lucadentella.it

DanielaES

Ma dite che possiamo invadere il topic con discussioni sul giardinaggio? :\ Al max ci spostiamo altrove...


avevo pensato anch'io di adottare qualche forma di sensore di umidità per capire quando i vasi andavano irrigati (utilizzando una pompa e dei micro-irrigatori a goccia della claber.


Personalmente vedo già un piccolo problema in partenza.
I microirrigatori a goccia sono fatti per funzionare in pressione, se pur bassa.
Ci vuole un bel pompone per dare sufficiente pressione agli irrigatori!
Io provai con una pompa con una portata di 2000litri e una prevalenza di 1,5mt e gli irrigatori funzionavano ma in modo instabile!
Preciso che sto ancora cercando il microirrigatore perfetto, ma irrigatori a goccia autocompensanti e pompe secondo me non sono un accoppiata vincente.

Quote

A quanto mi pare di capire dai vs interventi invece il consiglio è trovare la corretta quantità di acqua e lasciare sempre aperti i gocciolatori, posizionandoli quanto più vicino possibile al fusto della pianta nel vaso? Non si rischia che solo una piccola porzione delle radici in questo modo riceva l'acqua?
grazie


Il bello delle piante è che sono esseri viventi ed hanno la capacità di adattarsi, se gliene dai modo.
Se bagni completamente tutta la terra di un vaso le radici avranno acqua ovunque, per un po' assorbiranno poi inizieranno una leggera asfissia.
Se invece riproduci una situazione naturale con la microirrigazione avrai:
Parti del terreno molto areate e parti con una buona riserva idrica vicino alle radici, la pianta potrà quindi bilanciare la penetrazione radicale secondo il proprio fabbisogno, trovando un equilibro.
Soprattutto se tu mantieni costante nel tempo la distribuzione di queste zone.
Inoltre la microirrigazione ha una serie di vantaggi derivanti dalla fisica delle gocce d'acqua per cui puoi irrigare anche con acqua prossima agli 0°C (con l'irrigazione normale manderesti in shock la pianta) e dicono anche con acqua molto ricca di sali (calcio, magnesio, sodio).
Perché la goccia lascia i sali in superficie :)

http://www.fertirrigazione.it/ita_525/
http://www.netafim.it/article/e-possibile-irrigare-a-goccia-utilizzando-bassissime-pressioni

La frequenza del gocciolamento dipende ovviamente dal tipo di pianta, dalle dimensioni, dal clima e dalla esposizione.

grazie a tutti per le risposte... però ci siamo leggermente discostati :D io volevo capire se il circuito è corretto, e se posso collegare 2 sensori in AC con in comune 2 pin per alimentazione e massa. Oppure servono 4 pin?  :) grazie ancora

BrainBooster

@DanelaES però lucadentella usa dei vasi, di cui non sappiamo la dimensione quindi i sistemi di microirrigazione continua un caso di vaso magari troppo piccolo affogherebbero le radici prematuramente e sempre a causa delle dimensioni sarebbe costretto a montare il gocciolatore troppo vicino al fusto della pianta rischiando muffe del colletto ed altri agenti patogeni opportunistici.
Inoltre credo che ci sia una grande differenza nell'uso di sistemi di microirrigazione e fertirrigazione usati in campo aperto o in vaso, cambiano anche le necessità che ti portano a scegliere un sistema simile piuttosto che un'altro no?

DanielaES

Spirit, scusa se abbiamo (ho) divagato... per quanto mi riguarda purtroppo non so rispondere con certezza alle domande tecniche che hai posto :\
My 2 cents.
Che io sappia (ma mi piacerebbe il parere di un esperto) su un circuito tipo il tuo, fin tanto che la resistenza è in serie, non cambia molto dove la metti.
Puoi utilizzare gli stessi pin per l'alimentazione (alternata), l'unico accorgimento che secondo me va considerato è che non puoi ottenere due letture contemporaneamente.
Ma, ripeto, aspetta che un esperto intervenga :)

@Brain io ho utilizzato la microirrigazione a goccia anche in dei vasi per bonsai, che sono molto piccoli e molto flat. Avevo regolato 1 goccia ogni tipo 20 minuti :)
La scorsa estate ho "microirrigato" anche dei vasetti di 10cm di diametro, quindi molto piccoli.
Il problema sta tutto nel trovare il giusto microirrigatore.
Quelli per il campo aperto hanno una portata esagerata per la coltivazione in vaso e soprattutto è una portata fissa. Tipo 0.5 litri l'ora che onestamente è troppa per qualsiasi vaso domestico.
Io utilizzo delle valvole in linea al posto dei microirrigatori. Nascono con un altro scopo ma mi permettono di lavorare a pressioni bassissime (tank a circa 60 cm di altezza) e permettono una regolazione molto lenta.
Fino anche ad una goccia ogni mezzora :)
Come dicevo sto però ancora cercando il microirrigatore giusto.
Con la microirrigazione le piante mi crescono anche di inverno, cosa che prima non riuscivo a fare perché innaffiature troppo frequenti in inverno facevano marcire le radici.
Ovviamente la microirrigazione in un vaso da più di 20 litri è più comoda e pratica.
Per la fertirrigazione io non la utilizzo, per tutta una serie di ragioni, ma qua divaghiamo davvero nel giardinaggio :D

lucadentella

Ciao


grazie a tutti per le risposte... però ci siamo leggermente discostati :D io volevo capire se il circuito è corretto, e se posso collegare 2 sensori in AC con in comune 2 pin per alimentazione e massa. Oppure servono 4 pin?  :) grazie ancora


dunque ti confermo che il circuito è corretto... alla fine è tutto in "serie", semplicemente invece che alimentare sempre da Vcc a GND, qui tu alterni i due PIN digitali portandoli a Vcc e GND, in questo modo hai una sorta di corrente alternata.

Non ho invece capito la seconda domanda...

PS: se lavori a correnti basse non so quanto possa attivarsi il fenomeno della elettrolisi... forse con substrati davvero "carichi" di sali minerali qualche effetto sul lungo periodo
lucadentella.it

BrainBooster

L'irrigazione perfetta intesa come panacea usabile dappertutto credo che non esista.
DanielaES ma tu hai una serra? hai mai pensato di usare dei fogger a ultrasuoni? :P
le dimensioni delle giccioline d'acqua sono submicron quindi vengono assorbite abbastanza bene anche a livello fogliare e poi si accumulano sulle foglie creando delle goccie che cadendo le ripuliscono, inoltre la quantità di ossigeno che si incorpora con questo metodo è abbastanza alta, viene generata una specie di nebbia fredda.
Semplicemente una capsula ad ultrasuoni immersa nell'acqua trasmette la sua onda sonora fino al pelo dell'acqua rompendone la tensione superficiale e facendola nebulizzare, la nebbiolina che si genera con questo metodo elettronico (così torniamo in topic) è valida perchè è fredda non essendo frutto di evaporazione tradizionale, e quindi può essere "soffiata" in piccoli ambienti con poche piante.
Se si esagera dà l'effetto foresta pluviale ma senza il caldo afoso della foresta pluviale :D

lucadentella


Personalmente vedo già un piccolo problema in partenza.
I microirrigatori a goccia sono fatti per funzionare in pressione, se pur bassa.
Ci vuole un bel pompone per dare sufficiente pressione agli irrigatori!
Io provai con una pompa con una portata di 2000litri e una prevalenza di 1,5mt e gli irrigatori funzionavano ma in modo instabile!
Preciso che sto ancora cercando il microirrigatore perfetto, ma irrigatori a goccia autocompensanti e pompe secondo me non sono un accoppiata vincente.


grazie del consiglio... pensavo di orientarmi su qualche prodotto pensato per coltura idroponica, tipo:
http://www.hydroponics.eu/irrigation-c-25/water-pumps-s-49

tu lavori sempre utilizzando la caduta naturale (recipiente collocato più in alto dei vasi)? La pressione generata è sufficente?
lucadentella.it


Ciao


grazie a tutti per le risposte... però ci siamo leggermente discostati :D io volevo capire se il circuito è corretto, e se posso collegare 2 sensori in AC con in comune 2 pin per alimentazione e massa. Oppure servono 4 pin?  :) grazie ancora


dunque ti confermo che il circuito è corretto... alla fine è tutto in "serie", semplicemente invece che alimentare sempre da Vcc a GND, qui tu alterni i due PIN digitali portandoli a Vcc e GND, in questo modo hai una sorta di corrente alternata.

Non ho invece capito la seconda domanda...

PS: se lavori a correnti basse non so quanto possa attivarsi il fenomeno della elettrolisi... forse con substrati davvero "carichi" di sali minerali qualche effetto sul lungo periodo


grazie luca! per quanto riguarda la seconda domanda, pensavo di usare due sensori usando lo stesso circuito (aggiungengo la relativa resistenza). Mi avete già detto che è fattibile, vi ringrazio :)

Ora sto notando valori diversi in corrente alternata... sono molto più instabili del sensore messo in continua :/ boh boh

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