Arduino a banco e in produzione

Salve, è da circa 1 anno che programmo con Arduino e nel corso del tempo ho sviluppato dei progetti che vanno oltre l utilizzo a banco, come può essere un tagliaerba elettrico automatico, un solar tracket etc…
In tutti questi miei progetti, dopo 1-2 settimane Arduino andava in tilt, come se avesse dei falsi segnali.
Da poco ho sentito questa cosa che ora vi espongo:
Intanto i fili di Arduino che ti danno in dotazione non si usano, il pezzo di plastica dove inserisco il filo sul pin, si deve togliere e bisogna stagnare il filo direttamente sulla scheda e, ogni PIN non utilizzato deve essere collegato a massa, tutti questo per evitare i falsi segnali.
Ho fatto questo topic per accertare la veridicità di queste cose che ho sentito. Grazie

Non sono cose sbagliate quelle che dici, ovvero che usando i collegamenti “temporanei” della scheda si possono avere malfunzionamenti dovuti a falsi contatti (specie se montato su qualcosa in movimento). Quel genere di collegmento è previsto proprio perché Arduino è una scheda di prototipazione e in quanto tale non dovrebbe essere usata tal quale su un progetto che non sia “sul banco”, infatti una scheda come Arduino Uno di solito ha componenti aggiuntivi che magari sono inutili sul dispositivo finale (Es. connessione USB con relativo chip di gestione) ma soprattutto non prevede nessun genere di sicurezza e/o immunità ai disturbi. In base al tipo di progetto si divrebbe creare un apposito PCB con tutto ciò che serve al progetto e con tutte le caratteristiche che lo rendano adatto all’uso per cui è pensato. Se non si ha questa possibilità esistono in commercio alcune piattaforme basate sull’idea di Arduino e che possono essere programamte con l’IDE standard ma che garantiscono la possibilità di essere impiegate al di fuori “del banco di test”.
Dare un segnale stabile ai pin non usati è anch’esso corretto.
Altra cosa che spesso porta a blocchi imporovvisi o apparentemente casuali è la mal programmazione, un esempio su tutti l’uso della classe String, che porta a saturare la memoria con conseguente blocco.
Insomma passare dal banco alla realtà è molto complesso e delicato e, se il prototipo creato ad esempio dovesse essere impiegato in un impianto civile (ma in generale in un qualsiasi dispositivo in condizione di recar danno ad oggetti o persone) è obbligatorio che questo abbia tutte le certificazioni necessarie a tal scopo pena possibila gravi guai sia civili che penali.
Per venire al tuo esempio se il tuo tagliaerba elettrico automatico crea un danno ad una persona che si è introdotta nella sua area di lavoro un eventuale assicurazione non coprirebbe le spese del risarcimento e comunque saresti passibile di condanna per lesioni o peggio se non puoi dimostrare che l’apparato non era dotato di tutte le certificazioni necessarie al suo uso in ambito civile.

@pierr : Molto semplicemente … Arduino non rispetta i requisiti richiesti dalle varie certificazioni per l’uso in ambito civile/industriale/militare etc., pertanto non può essere utilizzato per nessun scopo che non sia la realizzazione di prototipi, test di laboratorio, supporto allo sviluppo, studio e ricerca.

In linea di massima, con Arduino puoi fare quello che ti pare a patto che rimane sul tavolo del laboratorio e non lo colleghi a nessun impianto dove è obbligatorio usare solo parti certificate/omologate, p.e. l’impianto elettrico di casa.

Quanto sopra si applica a tutte le schede Arduino, nessuna è certificata per uso industriale/civile; questo non significa che non si può usare l’ambiente di sviluppo (IDE) di Arduino per prodotti commerciali, puoi farlo a patto che sviluppi un hardware Arduino Like che sia in regola con le vigenti normative per la destinazione d’uso.

Rimane comunque vietato, senza se e senza ma, l’uso di Arduino in tutti quei settori ove ci sono anche delle restrizioni software oltre che hardware, p.e. nel mondo automotive non potrai mai usare Arduino perché il suo ambiente di programmazione non risponde alle specifiche richieste, molto severe per ovvi motivi.

Guglielmo

a meno che, ovviamente, la soluzione non sia certificata da un’autorità competente (il che è costoso se nessuno degli elementi costitutivi ha credenziali)

NO, nessun ente relativo agli ambienti che ho indicato (avionica, automotive, medical) ti certifica l’IDE di Arduino ed il suo codice perché NON è assolutamente conforme alle severissime norme in ambito software imposte da tali ambienti.

Sull’hardware, certamente, realizzando un prodotto che risponda a tutte le normative, la certificazione, con i dovuti costi, è sempre possibile.

Guglielmo

I “fili di Arduino” non sono “i suoi” fili. I connettori strip di contatti prevedono come unica soluzione giusta l’equivalente strip del genere opposto (https://www.settorezero.com/wordpress/orbit16-how-to-protoboards-economiche-fatte-in-casa/). E si, in un progetto definitivo o si salda, o si usano morsetti a vite (https://www.amazon.it/Hihey-Assembled-Prototipazione-Prototipo-Arduino/dp/B07S8TD8QG/ref=sr_1_17).

Oltre a questo come già detto Arduino è solo “una base di partenza grezza”, ma per avere un circuito adatto a funzionare “nel mondo reale” (come ad esempio un PLC industriale) occorre completarlo con tutti gli accorgimenti del caso, in primis filtrare/disaccoppiare ingressi/uscite/alimentazione, ed evitare collegamenti che lo sottopongano a tensioni o correnti “estranee”, esattamente come si dovrebbe fare con qualsiasi circuito logico progettato da sé.

Poi possono esserci ulteriori inghippi di natura software, la nominata String, ma anche variabili varie che vanno in overflow “casualmente” (per errata logica del programma).

Quali sarebbero quelle schede sull’idea di Arduino? Me ne sapresti elencare alcune? Grazie

Basta che ad esempio guardi quelle di Sferalabs … le fano sia basate su Arduino che su Raspberry.

Oppure QUESTO prodotto di Siemens che programmi con l’IDE di Arduino.

Guglielmo

O Industruino https://industruino.com/

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