cyclone:
scusa mandorlone,
chiaramente il tuo topic come dicono è OT, ma ti voglio ripondere ugualmente....
arm (advanced risc machine) rappresenta una architettura non un micro..., con architettura arm ci sono migliaia di chip a partire della versione arm1 fino agli arm versione 11 per non parlare di Cortex e Xscale. Io non so se hai esperienza con i micro e con quali (vedi le tue domande) .... ma ti assicuro che lavorare con architetture a 32 bit specie se si tratta di cortex-m4 con supporto DSP e IEEE 754 compliant, event generator e DMA channel,prendendo come es l'STM32 non è una passeggiatina. Ti rispondo così perchè tu chiedi un programmatore senza sapere di che chip e modello stai parlando.... anche se la maggior parte adotta una programmazione di tipo J-tag.
Se vorrai giocherellare con gli ARM a livello hobbistico aspetta l'uscita di arduino 2.
Ma io le cose le capisco sempre a modo mio. Cyclone non ha idea delle conoscenze tecniche di "ilmandorlone" per cui ha risposto prendendo entrambe i casi possibili, cioè esperto o no e nell'ultimo caso consiglia ad un non esperto di aspettare l'uscita di Arduino due, che grazie all'IDE al core Arduino e alla comunity può compiere i primi passi nella famiglia ARM.
Quindi non ha detto che Arduino è un prodotto obbistico.
Booh, poi le schede sono proggettate bene e la realizzazione è ottima come pure la componentistica quindi possono essere usate a livello professionale durante la fase di sviluppo. Per l'ambiente di sviluppo mi sento di dire che di professionale non c'è nulla, vedremo cosa cambierà con l'uscita della Arduino DUE e le possibilità offerte per debbuggare in jtag, ma comunque di professionale e certificato c'è altro in giro che a fronte di un costo non indifferente offre un'ambiente di sviluppo simulazione e debbug completo.
se va bene alla NASA non deve andare bene agli altri?
Questa affermazione potrebbe in futuro essere sfruttata dai giornalisti senza scrupoli nel caso un veicolo NASA andasse in flop.
Ovviamente non sarebbe una publicità positiva per Arduino e pochi capirebbero che se la NASA ha deciso di usare Arduino o paperino
la decisione di usarlo è stata loro e quindi la colpa del flop ricade sempre su di loro. Chissa poi per cosa lo usano e se hanno usato l'IDE per sviluppare il software?
cyclone:
Menniti,
finalmente uno che ha veramente saputo cogliere il nocciolo della discussione.
Nessuno ha messo in dubbio l'operato di Banzi... anzi nei replay precedenti mi ero complimentato con lui per la brillante idea che aveva avuto.
cioè quella di rendere alla portata di tutti qualcosa che negli anni passati era solo roba per "santoni o dei".Però quello che voglio dire è che man mano che alziamo il livello di astrazione di un linguaggio di programmazione e più ci avviciniamo ad una intelleggibilità umana (linguaggio naturale), più ci allontaniamo da quello che è il linguaggio verso il basso (macchina). Se è vero che il sistema IDE di arduino e la piattaforma stessa, vi fornisce una stragrande facilità d'uso con i suoi comandi semplici, è anche vero che allontana il programmatore da quelle che sono le problematiche intrinsecamente legate alla gestione del microcodice in un microprocessore/controllore.
Un professionista durante lo sviluppo di applicazioni es: real-time, non si può distanziare molto dal controllo a basso livello, quindi necessariamente deve utilizzare tools e sistemi di sviluppo che eseguendo trace e debugger hardware che gli forniscano tutte quelle indicazioni per portare il progetto ad avere zero-bugs.
OK?
Ecco il motivo per cui, per usare arduino, visto la sua semplicità, non è necessario conoscere l'architettura dei RISC-AVR nè tantomeno il microcodice assembly/machine ed è adatto agli hobbisti.
I professionisti, per il tipo di applicazioni che sviluppano, necessariamente devono appoggiarsi ad altri sistemi che permettono le facility di cui ho parlato prima.
Cmq alla fine tutto chiarito, che sudata...
Certo, questo un programmatore lo capisce, un dilettante no.
Ma che ci vuoi fare se poi si accorge di avere esagerato e rettifica, io dico, meno male che poi se ne accorge.
Qui in Sicilia si dice:
Un cè nienti un cè nienti pigghiamuni u cafè. ![]()
Ciao.