no pelletta, l'unico obbligo lo hai se parti dagli schemi dell'arduino, e devi rilasciare solo gli schemi del circuito.
Anche se è un confine moolto invisibile a dir la verità.
Luca Dentella l'ha già spiegato bene.
lucadentella:
Ciaodice appunto...
Posso realizzare un prodotto commerciale basato su Arduino?
Sì alle seguenti condizioni:
1- l'inclusione di una board Arduino all'interno di un prodotto commerciale non impone la diffusione o la pubblicazione come opensource di alcuna informazione circa il suo design;
2- l'utilizzo dei files Eagle delle board Arduino come base di partenza per prodotti commerciali richiede che i files modificati vengano rilasciati secondo la medesima licenza Creative Commons Attribution Share-Alike. Puoi produrre e vendere il prodotto risultante;
3- l'utilizzo del core Arduino e delle sue librerie per il firmware di un prodotto commerciale non richiede che venga rilasciato il codice sorgente di tale firmware. La licenza LGPL richiede, comunque, che vengano rilasciati i files oggetto per re-linkare il firmware con versioni aggiornate di core e librerie Arduino. Qualsiasi modifica alle librerie va rilasciata con licenza LGPL.
4- il sorgente dell'ambiente Arduino è coperto da licenza GPL, la quale richiede che ogni modifica sia a sua volta rilasciata opensource secondo la medesima licenza. Questo non vieta la vendita di software derivati da tale ambiente o la sua inclusione in prodotti commerciali.
Per tornare al tema attuale, direi che si ricade nel punto 3... se qualcuno sviluppa un firmware per una applicazione commerciale con Arduino, al massimo deve rilasciare i files oggetto e non il sorgente dello sketch.
Altra cosa. Puoi benissimo stabilire 2 prezzi: un prezzo per il prodotto finito così com'è. Un prezzo (maggiore) per schemi e sorgente.
Poi bisogna vedere se ci sono altri problemi. Un prodotto "finito" deve avere la certificazione CE. Ad esempio, quel prodotto di Alberto ha la certificazione? Boh. A vederla così mi pare difficile.
leo72:
Altra cosa. Puoi benissimo stabilire 2 prezzi: un prezzo per il prodotto finito così com'è. Un prezzo (maggiore) per schemi e sorgente.Poi bisogna vedere se ci sono altri problemi. Un prodotto "finito" deve avere la certificazione CE. Ad esempio, quel prodotto di Alberto ha la certificazione? Boh. A vederla così mi pare difficile.
no, se l'alimentatore che porta corrente al tutto è marchiato CE, e poi il resto del circuito non supera i 120V(50in AC), allora è a bassissima tensione e non dovrebbe necessitare di nulla... o sbaglio?
E se il tuo circuitino poi pilota un cancello che schiaccia un bambino?
ok, la normativa non è così banale. Si fa già parte della sezione materiali da costruzione, e non più dell'elettronica, a meno che tu non simuli il telecomando, a quel punto la colpa rimane di chi ha messo i dispositivi di sicurezza. Alla fine è anche una questione di buon senso.
Io non sono un addetto ai lavori ma tempo fa, se ti ricordi, si affrontò il discorso e venne fuori che è comunque sempre un bel finger in the ass (come dicono a Londra): di chi è la colpa di.
Secondo me il rischio può esserci per qualunque cosa. Prendi un circuito come un allarme di fughe di gas (l'ho fatto qualche mese fa). E' alimentato a 5V con alimentatore CE, ha un Tiny84 con 2 sensori per CO e CH4, un buzzer e qualche led di segnalazione. Lo vendo già assemblato. Se non fa il suo lavoro e non segnala la fuga??? Ed il padrone di casa torna, accende una luce e salta per aria?
Se lo vendo come kit, la responsabilità ricade sull'utente che l'ha montato. Ma in questo caso non penso che uno venda un prodotto "semiprofessionale" in kit di montaggio.
lesto:
leo72:
Altra cosa. Puoi benissimo stabilire 2 prezzi: un prezzo per il prodotto finito così com'è. Un prezzo (maggiore) per schemi e sorgente.Poi bisogna vedere se ci sono altri problemi. Un prodotto "finito" deve avere la certificazione CE. Ad esempio, quel prodotto di Alberto ha la certificazione? Boh. A vederla così mi pare difficile.
no, se l'alimentatore che porta corrente al tutto è marchiato CE, e poi il resto del circuito non supera i 120V(50in AC), allora è a bassissima tensione e non dovrebbe necessitare di nulla... o sbaglio?
Non basta l' alimentatore. e poi le direttive Ce non sono solo una ma di piú.
Ciao Uwe
lesto:
no, se l'alimentatore che porta corrente al tutto è marchiato CE, e poi il resto del circuito non supera i 120V(50in AC), allora è a bassissima tensione e non dovrebbe necessitare di nulla... o sbaglio?
150V bassa tensione ? Con quella tensione DC rimani folgorato che è un piacere.
La normativa CE non è solo l'alimentatore, è tutta una serie di normative che spaziano dalla sicurezza all'inquinamento elettromagnetico.
ok, la storia della bassa tensione è vecchia dal 2006, non si parla più di "bassa tensione" Bassa tensione - Wikipedia
ma ora il termine è "materiale elettrico", comuqnue i limiti vanno da un nominale di 50V a 1000V in alternata, e 75V a 1500V in continua (salvo allegato II)
lesto:
ma ora il termine è "materiale elettrico", comuqnue i limiti vanno da un nominale di 50V a 1000V in alternata, e 75V a 1500V in continua (salvo allegato II)
Quelle sono definizioni applicate agli impianti elettrici, non hanno nulla a che vedere con le normative CE.