cella di carico, estensimetri e arduino........... cercasi qualche anima pia....

ciao a tutti...... premesso che prima di postare ho provato a cercare ma anziche' schiarirmi le idee le ho confuse quasi di piu'...... sto cercando di ampliare il mio primo progettino del cambio elettronico moto.

http://forum.arduino.cc/index.php?topic=303137.0

tutto funziona perfettamente ma vorrei aggiungere la chicca che farebbe la differenza...

Al posto di quello che nello sketch è chiamato bottone e che in realta' non è altro che un pulsante che serve per l'input della cambiata vorrei mettere una cella di carico sulla pedalina. nello specifico ho comprato alcuni estensimetri... per la verita' ne ho presi 3 ma uno forse sono gia' riuscito a renderlo inutilizzabile...... cmq dando per scontato di riuscire a istallarlo correttamente sul pezzo ho dei questiti

intanto questi che ho hanno una pallina di stagno per contatto (2). meglio saldare prima o dopo averlo incollato?

ho trovato dopo un po di ricerche come fare il ponte di Wheatstone.... ho Bridge voltage e Output voltage. Bridge voltage è la tensione da applicare e Outputvoltage la tensione in uscita determinata dalla flessione dell'estensimetro?

se cosi fosse utilizzando 1 estensimetro e 3 resistenze da 180 ohm e i 5v di aruino ottenevo 0,700 v... ho letto che sia necessario amplificare e, ammesso che fin'ora ho fatto tutto correttamente come faccio ad amplificare? ho letto di usare l'ina125 ma come si usa? ho letto anche che è meglio usare 2 estensimentri per compensare la variazione termica e sicuramente poi cosi' sara'. ho notato che nella configurazione che ho utilizzato l'estensimetro si intiepidiva.........

Lodo la tua ricerca della soluzione, ma credo che tu parta da presupposti sbagliati.

Il fatto di interrompere l'alimentazione HT al motore toglie solo una parte della potenza, poiché c'è da considerare l'inerzia del sistema (effetto volano): solo la frizione toglie questa potenza, poiché stacca il "volano" dalla trasmissione.

Il cambio di marcia senza usare la frizione sfrutta la sincronizzazione degli ingranaggi della scatola del cambio: una volta non c'era questa sincronizzazione ed un cambio senza riduzione del gas e senza usare la frizione comportava la distruzione degli ingranaggi.

Quindi è una sorta di protezione nel caso la frizione non venga premuta, ma tu la vuoi usare sempre e, probabilmente, con la farfalla del gas aperta al massimo o quasi, quindi con alti valori di coppia.

Nel caso di rottura degli ingranaggi della scatola del cambio, c'è la possibilità che la ruota posteriore si blocchi, con ovvio slittamento sull'asfalto e pericolo di caduta.

Ricordo che un mio amico (con mio grande stupore) cambiava la marcia su una Vespa 50 senza ridurre il gas e senza premere la frizione, ma era un azzardo.

Riconsidera, nel tuo interesse, la validità del tuo progetto.

Ciao..... Non lo sto inventando io.... Esiste gia' il cambio elettronico per moto e funziona esattamente come descritto. Addirittura certi cambi elettronici anziche intervenire sulla bobina intervengono sugli ignettori. Io sto solo cercando di crearlo da solo perche' comunque portare in gara una cosa autocostruita e una soddisfazione. Sono un meccanico quindi diciamo che l'aspetto "meccanico" della questione l'ho gia' analizzato. In verita' questo che ho fatto l'ho gia' anche provato con successo ma ora funziona solo con un pulsante al manubrio o con uno switch sulla pedalina. Nelle moto da cross gli spazi sono ridotti e da qui la necessita' della cella di carico sulla pedalina.......

Essendo cambi sequenziali puoi anche cambiare senza frizione, di solito chi non ha il cambio elettronico cambia semplicemente togliendo e ridando il gas.

Capisco... se il cambio è sequenziale e sei un meccanico allora la cosa è diversa.

Ma mi chiedo, perché una cella di carico e non un semplice pulsante (anzi due, per il cambio in salita ed in discesa di marcia) sul bilanciere del cambio?

Serve solo a metterle a salire le marce perche' a scendere il motore e' gia nella fase di rilascio e quindi lo "stacco non servirebbe. Per le moto stradali non c'e' grande differenza tra switch e cella di carico perche' lo switch e dato da un blocchetto che si inserisce nell'asta tra l'alberino del cambio e la pedivella e a seconda puo' lavorare in compressione o estensione. Sulle moto da cross o supermotard invece la pedivella e' inserita direttamente sull'alberino e quindi l'unico modo per mettere uno switch e' metterlo nella parte inferiore dove fa contatto col piede... Non e' facile tarare lo switch che non si muova prima di aver trovato il punto esatto di azionamento del cambio perche' la pedivella stessa ha un lasco e quindi si rischia di staccare e attaccare la corrente prima che la marcia venga inserita. Infatti i primi cambi erano cosi' e funzionavano male poi hanno iniziato a usare le celle di carico dove regolando con un trim o con 2 tasti e un display la sensibilità . Nella prima fase della corsa della pedalina finche' si muove la cella non e' stressata, quando la pedalina si ferma incontrando il "duro" perche' il motore in piena rotazione non permette il cambio marcia, a quel punto la pedalina ha una infinitesimale flessione che trasmettendo il valore attiva lo sketch del cambio marcia. Ecco il perche' della cella di carico. Il mio problema e' che celle di carico gia' pronte della misura e della forma utile al caso non ne ho trovate e quindi devo costruirla. Sicuramente a sto punto usero' 2 estensimetri. Non mi e' chiaro pero' come amplificare il voltaggio prodotto dal ponte di wheatstone. Per realizzare quest'ultimo da quello che ho capito, usando 2 estensimetri , dovro' usare solo 2 resistenze. Secondo voi posso partire dai 5v di arduino e poi amplificare cio' che esce dal ponte o mi conviene alimentare il ponte a 12v?

Forse potresti usare un sensore di forza, meno preciso di una cella di carico, ma molto più semplice da gestire.

In pratica è un resistore che varia la sua resistenza in funzione della pressione applicata (da 100g a 10kg).

Interponendolo tra la pedivella e una piccola lastra di alluminio, potrebbe misurare la forza applicata dal piede del pilota.

https://www.futurashop.it/componenti-elettronici/sensori-1/sensore-di-forza-7300-sensoreforza

per non sbagliare ne ho ordinato uno, pero' vorrei intraprendere la strada della cella di carico perchè secondo me è la cosa migliore da un punto di vista dell'uitilizzo. con la cella, di fatto non si altera la configurazione della pedalina e quindi dal punto di vista della guida non comporta variazioni e in caso di caduta la punta della pedalina(dove si mette il piede per salire di marcia e quindi dove si dovrebbe mettere il sensore di forza) è il primo punto che tocca per terra e si lima.... forse l'unica sarebbe fare un taglio nella parte lunga della pedalina e infilarlo li.... devo valutare..... cmq mi piacerebbe imparare a usare anche per applicazioni future gli estensimetri per poter costruire una cella di carico personalizzata....... per quanto riguarda il ponte di wheatstone dovrei a grandi linee cavarmela ma poi come mi comporto con l'ina125p? sono proprio a digiuno dell'argomento...........

Ti mando uno schema sicuramente funzionante di INA125 collegato ad Arduino.

Nota che la cella di carico ha i due estensimetri che la compongono in opposizione per la compensazione della temperatura.

super grazie per ora Cyberhs!!!!!! ;) ;) ;) ti aggiorno appena collego il tutto ;) ;) ;)

Salve a tutti,
sono uno studente dell’ITI e sono alle prime armi con Arduino.
Vorrei realizzare un prototipo di studio per leggere le deformazioni di un estensimetro (connesso a ponte di Wheatstone) tramite un amplificatore differenziale, come descritto nello schema in allegato.
Qualcuno gentilmente potrebbe suggerirmi uno script per leggere i dati dalla porta 2 ?

Grazie mille a voi tutti!!!

Il tuo schema è un po' diverso dal mio, nel senso che, correttamente, prelevi la tensione di alimentazione dal Vin (7-12V) e in questo caso puoi sfruttare il riferimento interno di precisione che richiede una tensione di alimentazione superiore di 1.25V a quella di riferimento (5V).

Tuttavia, questa non è "pulita" e forse neanche stabilizzata: certamente non è il massimo.

Inoltre, rischi di danneggiare Arduino inviando agli ingressi analogici una tensione che potrebbe essere superiore a 5V.

Comunque, ecco uno sketch per il tuo schema:

float Vref = 0.0;
float Vsense = 0.0;

void setup() {
  analogReference(EXTERNAL);  
  Serial.begin(9600);
}

void loop() {
  Vref = analogRead(A5) * 5.0 / 1023;
  Vsense = analogRead(A2) * 5.0 / 1023;
  Serial.print("Vref");
  Serial.println(Vref, 3);
  Serial.print("Vsense");
  Serial.println(Vsense, 3);
  delay(1000);
}