Certificazione impianti domotici

Spinto dalle continue richieste di aiuto per impianti domotici, mi sono deciso ad aprire questo thread per chiarire alcuni punti.

Poiché anche io non sono aggiornato sulla normativa, richiedo a che ne sa più di me di correggere eventualmente quelle che dirò.

Gli attuali impianti elettrici casalinghi richiedono per [u]legge[/u] una certificazione da parte di un [u]tecnico abilitato[/u].

Con questa qualifica si intende non un semplice elettricista, ma un perito elettrotecnico.

Per certificare l'impianto, oltre a verificare lo schema, deve verificare anche i materiali usati, a partire dai semplici fili anti fiamma/gas, per finire con le centraline elettroniche.

Questa verifica richiede che i produttori di questi componenti possano produrre dei certificati di conformità dopo aver fatto passare ai dispositivi i test previsti da uno o più enti certificatori.

Secondo voi, può Arduino/Raspberry e schede relative (magari autocostruite) disporre di questa documentazione?

Ritengo proprio di NO e questo taglierebbe la testa al toro sulla possibilità di un loro utilizzo.

Gli attuali impianti elettrici casalinghi richiedono per legge una certificazione da parte di un tecnico abilitato. Con questa qualifica si intende non un semplice elettricista, ma un perito elettrotecnico.

no, non serve essere periti

pablos: no, non serve essere periti

Sicuro ? Non mi risulta che senza esame di stato puoi rilasciare una certificazione indipendentemente da quanti corsi, o esperienza, hai accumulato.

cyberhs: Secondo voi, può Arduino/Raspberry e schede relative (magari autocostruite) disporre di questa documentazione?

Arduino di serie, Raspberry e schede similari sono tutti sistemi di prototipazione, ovvero puoi farci tutti i test, esperimenti, sviluppo, che ti pare in laboratorio, anche professionale/industriale, però non puoi usarle per impianti/installazioni che prevedono omologazioni/certificazioni, la domotica appartiene a questa categoria. L'iter è che usi queste schede per realizzare il prototipo e completare la prima fase dello sviluppo, poi devi farti un tuo hardware che sia omologabile/certificabile oppure cerchi di farti certificare le schede commerciali che hai utilizzato (= $$$).

L'iter è che usi queste schede per realizzare il prototipo e completare la prima fase dello sviluppo, poi devi farti un tuo hardware che sia omologabile/certificabile oppure cerchi di farti certificare le schede commerciali che hai utilizzato (= $$$).

Proprio come pensavo...

Dato che con l'elettricità non si scherza (e con la legge pure!), invito tutti a considerare questo fatto PRIMA di intraprendere qualsiasi progetto domotico con Arduino & C.

In ambienti civili, fino a 6kW e sotto i 200mq basta la certificazione di un elettricista in possesso dei requisiti tecnico-professionali (Lettere), resta comunque il fatto che un impianto domotico realizzato con arduino non è di per se certificabile perchè, come dice cyberhs, tutti i materiali utilizzati devono avere determinati requisiti e certificazioni che arduino, in quanto scheda di prototipazione, non ha. Uno standalone fatto in casa, per gli stessi motivi, è anche peggio. Finchè si gioca ognuno per proprio conto (sempre se si è competenti e si usa buon senso) può andare bene, ma se si vuole fare le cose regolari si devono usare altri prodotti. Inoltre ultimamente vedo sempre più nuovi utenti che giocano con la tensione di rete come nulla fosse, senza sapere niente a livello teorico e neanche a tenere un cacciavite in mano. Non mi riferisco a qualcuno in particolare, ma sono in perfetta sintonia con chi smette di dare indicazioni a chi non ha un minimo di competenza e vuole fare da se.

cyberhs: invito tutti a considerare questo fatto PRIMA di intraprendere qualsiasi progetto domotico con Arduino & C.

Non ti darà retta nessuno, l'abbiamo detto mille volte, nei vari topic, di non pasticciare con l'impianto elettrico di casa, se ti va bene semplicemente ti ignorano, se ti va male ti rispondo male asserendo che a casa loro possono fare quello che vogliono.

Sicuro.

Io posso certificare dal 1994 i miei impianti o per legge posso certificare anche quelli fatti dal cugino dell'amico idraulico. Per assurdo l'draulico che ha usato guaine in corrugato pesante delle dimensioni corrette, cavi IMQ antifiamma delle giuste sezioni, giunzioni eseguite con appositi morsetti IMQ con serraggio a vite, che abbia separato impianti di diversa natura, che abbia installato le giuste protezioni termico differenziali coordinate con le sezioni dei conduttori e l'impianto di dispersione, che abbia rispettato le distanze da fonti acqua e gas, che abbia eseguito i collegamenti equipotenziali, che abbia usato circuiti BT di isolamento ove necessario, installato componenti in genere col giusto grado IP con marchio CEI e IMQ..... io posso andare smontare tutto, controllare e fare il certificato di conformità, schema di massima e l'elenco dei materiali utilizzati, fare i test di isolamento, misure di terra ecc ecc, dietro chiaramente compenso e fattura allegata alla documentazione.

Il perito serve in questi casi: - Quando l'impianto si estende su una superficie > di 400 Mtq - Quando la potenza complessiva è > di 6Kw - Quando si supera i 9 posti auto - Quando i locali anche minori di 400Mtq sono deposito di materiali infiammabili a rischio di incendio e/o esplosione - Quando i locali sono ad uso medico

Quindi serve un progetto redatto da perito iscritto all'albo dove l'elettricista qualificato dovrà eseguire esattamente l'impianto come da progetto, non dovrà fare schemi perchè sono già compresi nel progetto, dovrà solo fare la relazione e i test vari.

Io sono perito elettronico e questo non mi dava titolo per poter certificare, ho dovuto lavorare 3 anni sotto una ditta di impianti elettrici industriali abilitata per poter aquisire la qualifica, scatuto tale termine ho fatto richiesta alla camera di commercio dove la commissione dopo aver esaminato la documentazione e fatto gli accertamenti mi ha rilasciato un certificato che deve essere allegato alle certificazioni da chiunque entri in casa vostra e mette mani sull'impianto, che dice questo:

Protocollo n° xxxxx Iscrizione CIIA n° xxxxxxxxxx la commissione di questa camera di commercio ..... bla bla bla ... ha accertato che nome cogmome possiede i requisiti tecnico-professionali di cui alla legge 5 marzo 1990 n° 46 (modificata nel 2008 ma la zuppa è sempre quella) previsti dalla legge suddetta con riferimento agli impianti di cui all'art. 1 lettera "A"

non è proprio così l'unico che può fare la DICO è l'installatore, quello che ha eseguito l'impianto e che ha i requisiti, se l'impianto lo ha eseguito l'idraulico o l'amico è un inganno alla legge. poi esiste la DIRI (roba tutta italliana) per chi ha perso la DICO (e solo per questo)..... non faccio commenti... in questo caso l'impianto va verificato totalmente, smontando tutto lo smontabile e rimontando il tutto, tutte le apparecchiature ..tutte... devono avere il marchio tipo IMQ o altro equivalente europeo, non basta il CE, da elencare nella relazione della tipologia dei materiali installati

DICO= dichiarazione di conformita DIRI= dichiarazione di rispondenza

l'unico che può fare la DICO è l'installatore, quello che ha eseguito l'impianto e che ha i requisiti, se l'impianto lo ha eseguito l'idraulico o l'amico è un inganno alla legge.

Entriamo nell'argomento in modo approfondito ...

Fidati, sono rimasto scioccato anch'io. Per anni ho rifiutato di fare dichiarazioni su impianti che non ho fatto io pensando che fosse un raggiro e una truffa. Il certificare impianti già fatti da altri fa parte del tuo lavoro!! Non perchè sei perito o ingegnere, ma perchè sei qualificato.! Se non mi credi rivolgiti a studi di progettazione seri che conoscono bene leggi e regolamenti.

Se però tu metti mano ad un impianto fatto da altri sei tenuto certamente a fare certificato di quello che hai fatto, ma ti assumi anche la responsabilità di quello che hai lasciato fatto da altri senza controllare, una regola molto importante che mi hanno insegnato!!! tu sei l'ultimo che sei entrato in quella casa e tu sei responsabile di quello che hai visto e lasciato e non verificato.

Esempio: Se la nonnina mi chiama ad installare un lampadario a gemme nel suo salotto chiedendomi la conformita sul lavoro fatto e trovo che la linea che lo alimenta è una piattina inchiodata nel suo soffitto senza manco la terra .... ho 2 strade: 1) lo installo ma non mi chiedere nulla 2) rifiuto il lavoro

Se tu sei un elettricista con tanto di abilitazioni e qualifiche puoi fare le perizie, chiamiamole perizie inteso come soprallluogo su impianti entro certi limiti che non obbligano progetto, questo fa parte delle tue mansioni, sono prestazioni tecniche, chiamale come ti pare, hai diritto ad essere pagato per controllare e stilare una conformità. Quando un tizio pinco pallino ti chiama perchè deve vendere il suo appartamento e l'agenzia immobiliare deve avere la documentazione corretta e completa su impianto Gas-riscaldamento e impianti elettrici secondo te è obbligato a chiamare uno studio di ingegneri aerospaziali? :) , no cosa fa? guarda caso gli viene consigliato un geometra che si occupa di tutto ... ma il geometra può certificare gas e luce? no!! deve chiamare un idraulico qualificato e un elettricista qualificato che entrambi facciano bene i loro controlli e rilascino le dovute documentazioni. Sei ancora dell'idea che gli impianti vanno certificati solo se li hai fatti tu? :D

In sintesi, quando vengo chiamato per fare verifiche, io non chiedo chi lo ha fatto, a me non deve interessare, non sono tenuto a dimostrare che l'ho fatto io, io devo solo smontare, controllare, se necessario correggere e certificare, se il cavo telefonico e antenna passano insieme ai cavi elettrici aprendo il primo cassetto, lo richiudo, mi faccio pagare la prima ora e ciao ... niente, spiego la situazione, ma non firmo! non posso .. tutto qui ... ma tranquillo che arriverà qulcun'altro che firmerà :) l'Italiano la soluzione la trova sempre!

Lascia stare le dichiarazioni di rispondenza che sono praticamente progetti semplificati che rientrano entro certe date antecedenti, questi comunque vanno redatti da periti, è fuori dall'argomento trattato :)

ciao

non mi trovi d'accordo :sweat_smile: solo in impianti con organi in movimento diventi responsabile di tutto l'impianto ad esempio con la sola sostituzione di una "fotocellula" di un cancello carraio, quindi prima di intervenire ci si deve accertare che ci siano tutti i dispositivi di sicurezza.

Nell'impianto elettrico civile sei responsabile di solo ciò che fai, certo devi tener conto dell'impianto esistente rimanente magari è malmesso , ma se il committente non ne vuole sapere... di certo non glielo fai a gratis. la frase nella legge "si deve tener conto dell'impianto esistente" è da intendersi che il tuo nuovo lavoro non pregiudichi la sicurezza del restante impianto.

la DIRI è attualissima e la può redarre un tecnico abilitato (l'elettrico) serve per gli impianti prima del 2008 (di chi ha smarrito la DICO) si deve inserire la data presunta dell'impianto... cioe...non voglio scriverlo ma l'impianto potrebbe farlo oggi il tramviere e far fare la DIRI all'amico elettrico datata 2007 la solita italianata :drooling_face:

poi scusa, ma non sono a conoscenza di "certificati" sugli impianti elettrici al di fuori di DICO e DIRI ciao

quoto paplos Se volete un impianto Domotico certificato dovete chiamare un istallatore che provveda ad installare componenti domotici proprietarie (MyHome, etc) e redigerà la dichiarazione di conformità. D.M. 37/2008 CEI 64.8

non esiste la "certificazione di conformità" esiste la "dichiarazione di conformità" (DICO)

non mi trovi d'accordo :sweat_smile:

Ci mancherebbe .... io non sono un prof ... stiamo confrontando idee e conoscenze

solo in impianti con organi in movimento diventi responsabile di tutto l'impianto ad esempio con la sola sostituzione di una "fotocellula" di un cancello carraio, quindi prima di intervenire ci si deve accertare che ci siano tutti i dispositivi di sicurezza.

Si ma comunque questi non rientrano nella lettera "A", un elettricista non dovrebbe nemmeno avvicinarsi qualificato o meno.

Nell'impianto elettrico civile sei responsabile di solo ciò che fai, certo devi tener conto dell'impianto esistente rimanente magari è malmesso , ma se il committente non ne vuole sapere... di certo non glielo fai a gratis. la frase nella legge "si deve tener conto dell'impianto esistente" è da intendersi che il tuo nuovo lavoro non pregiudichi la sicurezza del restante impianto.

Sulla questione responsabilità totale mi metto in discussione, non posso dire hai ragione tu o ho ragione io, però tali parole le ho sentite uscir fuori dalla commissione del tribunale dei periti di Genova qualche anno fa e devo fare chiarezza giusto perchè hai messo la pulce nell'orecchio cercherò conferme.

la DIRI è attualissima e la può redarre un tecnico abilitato (l'elettrico) serve per gli impianti prima del 2008 (di chi ha smarrito la DICO)

Infatti ho parlato di date antecedenti (al 2008) Le dichiarazioni di rispondenza le hai tirate fuori tu :) comunque le faccio fare da un perito e io le rivendo, proprio perchè sono cose troppo vecchie e io sono giovane per finire dietro le sbarre ahahahhaha

si deve inserire la data presunta dell'impianto... cioe...non voglio scriverlo ma l'impianto potrebbe farlo oggi il tramviere e far fare la DIRI all'amico elettrico datata 2007 :drooling_face:

non dirlo :grin: :grin:

ciao

camperos: non esiste la "certificazione di conformità" esiste la "dichiarazione di conformità" (DICO)

Stai a guardare il capello :D

ps. topic corretto

Ma DICO io!!! Sarà stato un gioco di parole ... si comunque è dichiarazione di conformità

non si dice più handicappati ... ma diversamente abili non si dice più spazzini ... ma operatori ecologici non si dice più parrucchiere ... ma acconciatore ... ... ogni scusa è buona per renderci la vita più incasinata

stavo per cancellare il post precedente, anzi lo cancello

pablos:

solo in impianti con organi in movimento diventi responsabile di tutto l'impianto ad esempio con la sola sostituzione di una "fotocellula" di un cancello carraio, quindi prima di intervenire ci si deve accertare che ci siano tutti i dispositivi di sicurezza.

Si ma comunque questi non rientrano nella lettera "A", un elettricista non dovrebbe nemmeno avvicinarsi qualificato o meno.

ma potrebbe essere la sostituzione di un teleruttore di un tornio, o qualcosa di un trapano a colonna.

Allego come esempio di abilitazione la mia ottenuta dalla camera commercio e regione allo stesso modo di plablos, anche se non l'ho mai usata dovrebbe essere ancora valida o no?

www.dmxpassion.altervista.org/varie/Ab_Imp_El.rar

camperos: ma potrebbe essere la sostituzione di un teleruttore di un tornio, o qualcosa di un trapano a colonna.

Un tornio non é un impianto elettrico, ma un macchinario che percui deve sostenere a altre normative, certificazioni ecc.

Non sono d' accordo che chi ampia un impianto e percui certifica la modifica puó chiudere gli occhi e dire che il resto del impianto elettrico no gli riguarda. È un perito perché svolge le sue mansioni con una sua responsabilitá e conosenza. Non credo che deve verificare l' impianto facendo uno studio approfondito del materiale montato, ma basta anche verificare che l' impianto da ampiare é regolarmente certificato. Comunque come sempre in italia davanti a un tribunale quando cercano il colpevole o cercano a far passare la colpa a te é bene che puoi dimostrare che hai fatto tutto il possibile per essere sicuro che tutto andava bene. Rifiutare un lavoro perché é a rischio la Tua incolumitá sia fisica che mentale ( stess da rogne legali con eventuale prospettiva di risarcimento danni, il rischio di essere pregiudicato o passare tempo in carcere) non é una decisione malvagia. Mi meraviglio di tante persone che non considera i rischi a cui va incontro.

Ps: lavoro in ospedale e riparo apparecchiature medicali. Sono perito elettrotecnico, ma non seguo impianti elettrici. Quando qualcosa non funziona o non é chiaro dietro la presa elettrica chiamo l' elettricista, ditta che segue l' impianto elettrico o il responsabile del ufficio tecnico.

Ciao Uwe