Delucidazioni teoriche alimentazione Progetto Arduino

Metto subito le mani avanti scusate se le domande possono sembrare stupide ma volevo chiedervi chiarimenti riguardanti l'alimetazione generica di un progetto.

Dunque supponiamo di avere 3 moduli da 3,3 V l'uno: Io ho 2 possibilità (credo)

  • alimentare arduino a parte fornendogli da 6 a 12 v; mentre i moduli posso collegarli tramite 3 relay da 5 V e fornire una tensione da 15 volt utilizzado delle resistenze per proteggere il modulo?

  • E se invece vorrei una sola alimentazione allora avrei bisogno di un alimentatore da 20 v e fornire 5 v ad arduino sempre tramite relay?

Nel caso i moduli non lavorassero mai in contemporanea ma alternatamente potrei utilizzare anche un alimentazione da 6v?

Grazie mille.

Credo che tu stia facendo confusione tra i concetti di "corrente" (A) e di "tensione" (V) ... ... magari, se spieghi meglio ed esattamente cosa realmente devi fare, troviamo la migliore soluzione.

Guglielmo

Forse il problema è proprio quello non è un circuito reale ma faccio una domanda ancora più generica (forse troppo) quando inizio un progetto come decido quanta alimentazione dare?

La "tensione" (V) dipende dal singolo circuito, ci sono oggetti fatti per lavorare a 5V (es. Arduino UNO) altri fatti per lavorare a 3.3V (es. ESP8266), ecc. ecc.

A volte, questi oggetti, hanno a bordo dei "regolatori di tensione" che provvedono ad abbassare una tensione in ingresso (in un determinato range) nella tensione voluta. Ad esempio, Arduino UNO, ha un regolatore per cui, sul jack nero (o sul pin Vin) posso dare, realisticamente, dai 7V ai 12V ed il regolatore abbassa tale tensione ai 5V richiesti da Arduno UNO.

La "corrente" (A) che il tuo alimentatore dovrà fornire, sarà invece calcolata sommando gli assorbimenti in "corrente" di tutti gli oggetti che esso dovrà alimentare. Quindi, se avrò un Arduino UNO, dei sensori, un LCD, ecc. ecc., dovrò conoscere l'assorbimento di OGNI singolo oggetto e fare la somma per sapere come dimensionare correttamente il mio alimentatore.

Nota bene che, mentre la "tensione" (V) di alimentazione DEVE essere quella, l'alimentatore che collego può essere in grado di dare molta più "corrente" (A) di quella che a me serve, tanto il circuito [u]assorbirà solo quella realmente necessaria[/u].

Normalmente, calcolato l'assorbimento (la somma di tutti gli assorbimenti) si calcola un 30/40% in più come margine di sicurezza ;)

Guglielmo

Grazie mille per la risposta e la pazienza

Andiamo alle basi Una tensione puoi immaginarti come differenza di quantitá di cariche (elettroni o elettroni mancanti) tra 2 punti; normalmente i 2 poli di una batteria o di un alimentatore. Come analogia con Acqua puoi dire la differenza di altezza tra i 2 livelli d' acqua.

Una corrnete é il passaggio di cariche in un conduttore in un determianto tempo (quanti elettroni passano). Come analogia con acqua é il flusso di acqua.

Se hai un rubinetto e lo apri uscirá piú acqua se la pressione (differnza di altezza tra inizio del tubo e rubinetto) é piú alta.

Se hai piú rubinetti puoi mettere alcuni T e avvitarle tutte alla fine del tubo. la quantitá di acqua sará la somma dell' acqua che esce da ogni rubinetto.

Se vuoi irrigare l'erba hai bisogno di una certa pressione per far funzionare bene l' irrigatore. Per far funzionare un circuito hai bisogno di una certa tensione per la quale il circuito e i suoi componenti sono stati costruiti o il circuito é stato progettato.

Se vuoi far funzionare un circuito che ha bisogno di una certa corrente l' alimentatore deve fornirla. Se ne hai 2 allora il doppio.

Ciao Uwe

Grande Uwe, l'analogia tra circuiti elettrici ed idraulici è sempre la migliore perché "visiva" quindi funziona.

Dovresti raccogliere questa descrizione in una FAQ così la copiaincolliamo ogni volta che qualcuno ha qualche dubbio ;)