Cercando un modo, come chi ha letto un mio post vecchio ricorderà, per visualizzare una tensione alternata con arduino, ho scoperto l'esistenza dei diodi.
Ora, se non ho capito male, i diodi sono dispositivi che permettono il flusso di corrente in un certo verso, e lo bloccano in quello opposto.
Se ho una corrente continua sono abbastanza inutili, certo, però se ho una corrente alternata mi dovrebbero consentire di vederla (nelle parti in cui la sinusoide è > 0) attraverso un pin analogico senza bruciare la scheda, dico bene...?
Bene, la domanda è : se è vero che i Led sono diodi, potrei usarli tranquillamente a questo fine, se non fosse che disperdono energia sotto forma di radiazione luminosa, dico bene???
La "tensione di accensione" di un diodo di segnale (e.g. 1N4148) e' di c.a. 0.7 V. Quella di un LED di circa 2 V. Significa che devi sottrarre questo valore alla tensione in ingresso per ottenere il valore di quella in uscita quando il diodo e' polarizzato in diretta.
A che ti serve fare una cosa simile con un LED? Che devi fare di preciso?
EDIT:
Mi rendo conto che sono per te concetti nuovi, quindi te lo spiego in modo piu' semplice. Il diodo non permette ad una corrente inversa (che va dal catodo all'anodo, per intenderci) di scorrergli attraverso (tralasciamo il breakdown). La corrente diretta (dall'anodo al catodo) scorre provocando una caduta di potenziale di 0.7 V (2 V per i led) sul diodo.
Dici abbastanza bene, ma ti consiglio di leggere questa pagina, che potrebbe tornarti parecchio utile, abbastanza sintetica...giusto per entrare nell'argomento.
Sappi che i diodi per funzionare devono essere polarizzati (il led quando si accende si polarizza), quindi poi circuitalmente avrai una perdita di tensione sull'uscita dovuta alla polarizzazione del diodo. quando è polarizzato lo modellizzi proprio come un generatore di tensione di verso opposto a quella con cui lo stai alimentando. Per i led la tensione di polarizzazione è abbastanza alta (varia da colore a colore) e ciò rovinerebbe il tuo scopo.
I diodi normali hanno una Vs (tensione di accensione) di 0.7V oppure i diodi schottky di circa 0.3V
Ops... ho editato mentre vanzati ha postato...
hehe e io ho risposto dicendo quasi le stesse cose dopo di te!
Siamo pari dai 
superkulak:
... Mi rendo conto che sono per te concetti nuovi, quindi te lo spiego in modo piu' semplice. Il diodo non permette ad una corrente inversa (che va dal catodo all'anodo, per intenderci) di scorrergli attraverso (tralasciamo il breakdown). La corrente diretta (dall'anodo al catodo) scorre provocando una caduta di potenziale di 0.7 V (2 V per i led) sul diodo.
Penso che si deve proprio considerare la tensione di breakdown ( massima tensione che regge il diodo polarizzato inversamente)
Ci sono 3 parametri principali per un Diodo che ci sono anche sui LED chiamati diversamente: (ci sono tanti altri ma tralasciamoli in questa discussione)
- la tensione che perde tra anodo e catodo se polarizzato im modo da condurre
- la massima corrente che regge quando conduce
- la massima tensione che regge quando é polarizzato inverso (quando non conduce)
valori tipici:
- questa tensione dipende dal tipo di diodo: germaio 0,2V, silico 0,7V; diodo skotky 0,3-0,4V; LED da 1,4 (infrarosso) a 4,5V (blu - bianco)
- un valore "costruttivo" che dipende dal diodo (valori da 100mA a qualche centinaia di A) I LED sopportano poca corrente da 20mA a 100mA secondo modello.
- tensione che va da qualche decina di V a qualche kV (i LED sopportano al massimo da 5 a 7V)
Se usi un LED come radrizzatore puoi usarlo solo per tensioni molto basse (sotto i 3,5V effettivi) e con perdite di tensone alte (a secondo il colore da 1,4 a 4,5V) e per correnti basse.
Per questo non ha senso usare i LED come diodi radrizzatori.
I diodi standard che usi sono il 1N4148 (silico, 100mA e 100V) oppure il 1N4007 (silicio 1A, 1000V) che costano poco:
1n4148: 3-4 Centesimi uno se compri uno fino a 0,7Centesimi se ne compri 10000 
1n4007: anche 4 Centesimi comprati singolarmente fino a 1,5 centesimi se compri 5000 
I LED sono molto piú costosi.
Ciao Uwe
uwefed:
Penso che si deve proprio considerare la tensione di breakdown ( massima tensione che regge il diodo polarizzato inversamente)
Ci sono 3 parametri principali per un Diodo che ci sono anche sui LED chiamati diversamente: (ci sono tanti altri ma tralasciamoli in questa discussione)
- la tensione che perde tra anodo e catodo se polarizzato im modo da condurre
Non e' una perdita, la tensione non si perde, e' una caduta dovuta al normale comportamento del dispositivo. Non e' una idealita', certo, ma permette di farci i distorsori 
uwefed:
2) la massima corrente che regge quando conduce
In realta' devi specificare dove conduce, ci sono due zone di funzionamento (cfr. dopo)
uwefed:
3) la massima tensione che regge quando é polarizzato inverso (quando non conduce)
Il diodo non si rompe fisicamente in breakdown, non c'e' rottura del dielettrico, ma si verifica un fenomeno quantistico (anzi due possibili fenomeni quantistici, ma non credo che stefanomazzei sia interessato a conoscerli). Questo rende possibile l'utilizzo del diodo in breakdown in modo (quasi) normale (v. effetto zener) 
superkulak:
Non e' una perdita, la tensione non si perde, e' una caduta dovuta al normale comportamento del dispositivo.
Ciao superkulak
Chiedo che mi sia perdonato di aver usato il termine sbagliato. Alcune volte non mi vengono in mente i termini giusti. Questo non é da stupirsi perché ho imparato l' elettrotecnica e elettronia da testi tedeschi e non italiani.

superkulak:
In realta' devi specificare dove conduce, ci sono due zone di funzionamento (cfr. dopo)
Le mie considerazioni sono semplificate e trattati tanti effetti. Questo per rispondere a stefanomazzei senza che lui dovesse fare uno studio aprofondito di elettronica.
I seguenti dati ho preso per dati:
Si usa uno diodo polarizzato in modo che conduce; con una caduta di tensione a suoi capi e una corrente che passa atraverso.
Il terzo dato é quando il diodo é polarizzato inverso e non conduce.
superkulak:
Il diodo non si rompe fisicamente in breakdown, non c'e' rottura del dielettrico, ma si verifica un fenomeno quantistico (anzi due possibili fenomeni quantistici, ma non credo che stefanomazzei sia interessato a conoscerli). Questo rende possibile l'utilizzo del diodo in breakdown in modo (quasi) normale (v. effetto zener) 
Se il diodo é protetto da un dispositivo che limita la corrente a valori che non lo riscaldano troppo non succede niente nel caso che si supera la tensione di breakdown, ma visto che i diodi per radrizzare una corrente non sono provisti di un dispositivo simile si rompono.
Per l' uso pratico di un diodo radrizzatore stefanomazzei deve sapere che non puó superare questa tensione di breakdown.
Comunque ricordiamoci; stefanomazzei ha fatto una domanda teorica perché gli interessava saperne un po di piú (non tutto).
Ciao Uwe
In realta' sei stato tu ad aggiungere roba in piu' alla mia risposta 
Il breakdown non rompe fisicamente il diodo, anche quando non e' protetto (i diodi non si proteggono, servono a proteggere e per farlo sfruttano il breakdown). Cito il Sedra-Smith ("Circuiti per la microelettronica", 3a ed. italiana della 5a ed. inglese, pag. 152):
La regione di breakdown inizia quando il modulo della tensione inversa supera un valore di soglia, specifico per un particolare diodo, detto tensione di breakdown o di rottura (si noti tuttavia che il diodo non si rompe, cioe' non smette di funzionare. [...])