Domotica e azionamenti di potenza

Ciao a tutti, premetto di aver letto il regolamento e in particolare i punti 15.2 e 15.3, ho alcune domande relative agli azionamenti di potenza 'controllati' da Arduino.

Premessa
Prossimamente acquisterò casa, e mi piacerebbe che Arduino fosse uno dei componenti usati dall'impianto elettrico un po' in stile 'IoT gateway', cioè collettore di informazioni e azionamenti, usando MQTT e, a monte, altri software (es: OpenHAB, Home Assistant, ecc)

L'obiettivo del thread è capire quali elementi del puzzle necessitino di certificazione e se esistono prodotti certificati che potrò chiedere al mio installatore di implementare. Attualmente sto 'progettando nella mia mente' una possible architettura d'impianto.

Esempio di azionamento
Prendiamo ad esempio l'azionamento di una lampadina, e la ricezione dello status (accesa/spenta) da parte di Arduino.
Una possibile architettura prevede:

  • Un alimentatore 12V DC usato per tutta la parte di 'controllo'
  • Relè passo passo 2 vie NO, con azionamento in bassa tensione (es: 12V) (esistono vari modelli, es alcuni Finder)
  • Pulsanti (classiche serie civili dei vari produttori) che alla pressione del tasto inviano i 12V richiesti al relè
  • Un output di Arduino che, tramite relè o, meglio, MOSFET, può inviare 12V al relè per commutarne lo status
  • Un input di Arduino collegato ad una delle due vie del relè che riceve lo status della lampadina (una via del relè controlla i 230V necessari alla lampadina, l'altra via è collegata in bassa tensione e fornisce 12 Volt ad Arduino, ovviamentre tramite optoisolatore che adegui i voltaggi all'input previsto da Arduino)

Con quest'architettura posso controllare le luci dalle varie pulsantiere in giro per la casa oppure via software facendo arrivare il corretto comando ad Arduino

Domande

  • Dal punto di vista normativo è' possibile avere, in un quadro elettrico, un relè che gestisce in una via il segnale di potenza a 230V e nell'altra un segnale a bassa tensione? Il relè potrebbe essere un classico finder certificato per l'uso in impianti residenziali
  • La scheda di input con i vari optoisolatori, alla quale arrivano i 12V quando il relè è chiuso, necessità di certificazioni o è sufficiente che sia installata da un installatore certificato?
  • La scheda di output con i vari mosfet, che invia un segnale a 12V per 500ms al relè di potenza, necessità di certificazioni o è sufficiente che sia installata da un installatore certificato?
  • La board arduino alla quale sono collegate le schede di I/O necessità di certificazioni o è sufficiente che sia installata da un installatore certificato?

Nel caso siano necessarie certificazioni, mi date qualche suggerimento sulle possibili ricerche da fare per selezionare fornitori e prodotti?

Grazie,
Nicola

Mah, fondamentalmente, causa tutte le normative vigenti attualmente (e soprattutto causa il fatto che se dovesse succedere qualcosa, le assicurazioni si attaccherebbero a qualsiasi cosa, letteralmente, per non pagare), diciamo che TUTTO necessita sia di certificazioni che di documenti rilasciati dall'installatore ... poi vediamo i vari punti ...

I rele' che installano gli elettricisti devono essere certificati, ma in genere gia lo sono, o non potrebbero installarteli ... di solito se gli si spiega cosa si vuole, loro installano scatole apposite con rele' a guida din, e fanno loro tutto il cablaggio in tensione di rete (e per quello rilasciano certificato) ... poi i 24V alle bobine li puoi portare tu con una tua scheda, che puo anche non essere certificata (meglio se lo e', ma non e' un'obbligo), ma comunque e' meglio o costruirsela come si deve, o scegliere prodotti industriali ... considera anche che se vuoi "automatizzare" qualcosa, e' praticamente obbligatorio averla sotto rele', che siano luci o altro ... quindi niente interruttori in casa, solo pulsanti ...

e se vuoi fare le cose per bene, dire all'elettricista di prevedere gia il comando alternativo via rele' secondario per l'automatizzazione dell'impianto (il che in pratica vuol dire far installare dei rele' principali che abbiano un contatto extra NA per rilevare in bassa tensione se sono chiusi o aperti, piu gia un piccolo rele' secondario con un contatto NA gia cablato in parallelo ai pulsanti a muro, dato che altrimenti dovresti tirare tu parte dei cablaggi e non sarebbe consentito neppure quello, mentre cosi devi solo portare i 12 o 24 V (quelli che scegli di usare) ai rele' secondari ... e leggere dei semplici contatti puliti senza tensione presente per vedere lo stato dei rele' principali ...

Per gli opto, stesso discorso, se devono rilevare la presenza di tensioni di rete, devono essere sia certificate che installate dall'elettricista ... poi la parte dei cablaggi che va ad arduino la puoi fare tu, sempre fatta come si deve ... ma consiglio sempre i contatti extra puliti, se possibile ...

La scheda di output, non saprei quale intendi, ma se e' almeno certificata per uso industriale e' meglio ... mentre invece arduino di per se non e' certificato per nulla, puo essere usato solo per prototipazione, nel senso impianti che rimangono sul banco di prova, ma non possono essere installati poi da nessuna parte (lo so che c'e' chi lo fa, ma lo fa a suo rischio) ... ci sono invece diverse soluzioni "gia certificate" dal produttore per consentire l'uso di prodotti "tipo arduino" in ambito civile e/o industriale, come ad esempio CONTROLLINO oppure SIMATIC IOT2020 ... in pratica sono degli "arduini", solo con tutti i circuiti di protezione e tutte le certificazioni per poterli installare in ambito civile e/o industriale, per cui le varie uscite ed ingressi rispondono gia a quello che e' richiesto dalle normative ...

Credo che la cosa piu semplice che potresti fare e' dire all'elettricista di installare e cablare tutti i rele' che ti servono, poi collegarci uno di quelli (che programmi come Arduino, specie se non ricordo male il Siemens IOT2020, che si programma anche con l'IDE di arduino) ...

EDIT: se usi un Siemens o altro simile ed ha contatti puliti come uscite, puoi semplicemente chiedere all'elettricista di cablare i rele' principali (quelli con un contatto pulito extra) e poi usare i rele' interni del Siemens per chiuderli in parallelo agli interruttori ... in questo caso sarebbe forse meglio dire a chi fa l'impianto di prevedere una scatola grande a sufficenza e che contenga una guida DIN in piu vuota, dove fissare il Siemens o il Controllino o quello che vuoi usare ... cosi non servira' murare un'altra scatola e fare cablaggi extra ...

... suggerisco anche QUESTI ottimi prodotti, basati su Arduino e tutti certificati (ci sono anche quelli basati su MKR) :wink:

Guglielmo

cnicola:
è’ possibile avere, in un quadro elettrico, un relè che gestisce in una via il segnale di potenza a 230V e nell’altra un segnale a bassa tensione?

Si tratterebbe di una bassa tensione funzionale (FELV) e non di sicurezza (SELV). In sostanza ti troveresti nella condizione di una bassa tensione ma senza il doppio isolamento. Far installare un relé ripetitore ausiliario che metta a disposizione un contatto pulito dedicato sarebbe la soluzione migliore.

Oltre a questo c’è poi il discorso dei disturbi elettrici che se non filtrati fanno impazzire il micro.

Piccolo dubbio: può un prodotto certificato come sopra essere, poi, programmato senza certificazioni?

Perché mi pare assurdo che certifico tutto e poi il programma che metto dentro fa COSE ESTREMAMENTE PERICOLOSE....

steve-cr:
Piccolo dubbio: può un prodotto certificato come sopra essere, poi, programmato senza certificazioni?

Se usi quel dispositivo per realizzare un impianto, tu ditta che esegui il lavoro devi comunque certificare l'impianto nell'insieme a prescindere da cosa hai usato.

Anche se qui si parla di aggiungere un dispositivo programmato dall'utente successivamente alla realizzazione dell'impianto, quindi booo secondo me si entra in un limbo.

steve-cr:
Piccolo dubbio: può un prodotto certificato come sopra essere, poi, programmato senza certificazioni?

SI, purtroppo non mi risulta esistano certificazioni obbligatorie per i software di domotica (contrariamente ad altri settori dove invece ci sono e sono molto stringenti, es. automotive) ... però l'impianto, per essere certificato, dovrebbe essere fatto in modo tale che, comunque, anche se sbagli NON puoi fare danni ... sistemi autobloccanti per evitare che dai contemporaneamnete due segnali opposti, circuiti fatti in modo che sia comunque impossibile creare corto circuiti, ecc. ecc.

Limite della legislazione attuale ... magari un giorno metteranno l'obbligo di certificazione anche per i software di domotica (strano che non ci abbiano ancora pensato ... sarebbe un'altro ottimo modo per aumentare gli introiti ... :smiling_imp:)

Guglielmo

P.S.: Resta valido comunque quanto detto, in sovrapposizione temporale :D, da cotestatnt ... chi certifica l'impianto, certifica che tutto funzioni come si deve ...

In ambito industriale ci sono i PLC di sicurezza che oltre ad avere particolari accorgimenti di natura elettrica/elettronica (per i segnali che hanno a che fare con la sicurezza), di solito offrono la possibilità anche di “chiudere” il software ed in qualche modo “firmarlo” per una determinata versione (ad esempio con un checksum o meccanismi simili).