inscatolare arduino

Prima di tutto mi presento, dato che sono nuovo, sono Davide Penna, praticamente inesperto di elettronica e di programmazione se non per reminescenze scolastiche di livello basso.
Ho ordinato 20 minuti fa un arduino uno, mai nemmeno preso in mano fino ad ora, quindi mi sto portando avanti con le pippe mentali ancora prima di avere l'oggetto in mano.

Dopodiché la domanda:
Dato che il mio interesse per Arduino si rivolge soprattutto al mondo domotico (sono un progettista e lavoro in ambito domotico) mi chiedevo se è previsto un qualche tipo di contenitore per i moduli arduino. Perchè per piccola che sia la scheda un insieme di schede fanno volume, e non posso mettere in casa della signora Maria una scheda elettronica nuda.
Mi sono fatto anche altre domande, ma credo che le esporrò più avanti. :cold_sweat:

un saluto a tutti.

Ciao e benvenuto.
Di contenitori ce ne sono tanti, ma poi puoi adattare qualunque cosa che vada bene per il tuo progetto. NOn dovresti avere difficoltà in questo senso.

Vendono il http://store.arduino.cc/ww/index.php?main_page=product_info&cPath=11&products_id=79 , ma per progetti in uso fisso un Arduino UNO é sprecato. Ti consiglio di usare per esempio un Arduino Mini oppure addiritura solo il controller programmato e collegare le interfaccie/driver su una millefori e una scatola per uso elettronico comune.

Ciao Uwe

sono un progettista lavoro in ambito domotico praticamente inesperto di elettronica e di programmazione se non per reminescenze scolastiche di livello basso.

Ciao
Sei un progettista inesperto di elettronica e di programmazione e come tale vedi in arduino la possibilità di fare impianti domotici +/- complessi e magari fare qualche soldo con la Sig.ra Maria, ma la prima cosa alla quale tu pensi .... è il contenitore in cui metterlo. Fico!!! davvero fico!! :slight_smile:
Benvenuto.

pennadavide:
Dato che il mio interesse per Arduino si rivolge soprattutto al mondo domotico (sono un progettista e lavoro in ambito domotico) mi chiedevo se è previsto un qualche tipo di contenitore per i moduli arduino. Perchè per piccola che sia la scheda un insieme di schede fanno volume, e non posso mettere in casa della signora Maria una scheda elettronica nuda.

Attenzione che Arduino non è omologato per uso su impianti civili/industriali, non puoi utilizzarlo per una realizzazione professionale come un impianto domotico, puoi utilizzarlo per realizzare il prototipo, ma il prodotto finito che andrai ad installare deve essere riprogettato per essere a norme e omologato come previsto dai regolamenti/leggi, solo dopo questa fase puoi installarlo da un cliente.
Pure se lo utilizzi in casa tua, quindi a livello privato, rischi problemi perché in caso di guasti che creano danni a cose e/o persone l'eventuale assicurazione non paga e c'è la possibilità di passare grossi guai con la legge, sia civile che penale.

Un errore che ho fatto io è quello di progettare la scheda e poi cercare un involucro.

Avrei invece dovuto prima cercare l'involucro adatto e poi dimensionare la scheda per farcela stare. Sbagliando si impara :0

Alla fine non trovando nulla (perchè troppo grande/piccolo) ho acquistato due pezzi di questo: http://www.robot-italy.com/product_info.php?products_id=182 e me lo sono costruito.

e non è venuto nemmeno così male. Certo non penso sicuramente di presentarla al pubblico (il progetto è ad uso personale) perchè con un involucro creato professionalmente non ha nulla a che vedere, ma i costi cambiano sensibilmente (per la cronaca un bell'involucro, serigrafato etc. mi costava per un pezzo intorno ai 200 euro).

Ciao,
io ho risolto così, vedi immagini nella firma.

Alberto

astrobeed:
Attenzione che Arduino non è omologato per uso su impianti civili/industriali, non puoi utilizzarlo per una realizzazione professionale come un impianto domotico, puoi utilizzarlo per realizzare il prototipo, ma il prodotto finito che andrai ad installare deve essere riprogettato per essere a norme e omologato come previsto dai regolamenti/leggi, solo dopo questa fase puoi installarlo da un cliente.
Pure se lo utilizzi in casa tua, quindi a livello privato, rischi problemi perché in caso di guasti che creano danni a cose e/o persone l'eventuale assicurazione non paga e c'è la possibilità di passare grossi guai con la legge, sia civile che penale.

Se è marchiato CE non ci sono problemi.. che io sappia.. cmq grazie per la dritta.

pablos:
Ciao
Sei un progettista inesperto di elettronica e di programmazione e come tale vedi in arduino la possibilità di fare impianti domotici +/- complessi e magari fare qualche soldo con la Sig.ra Maria, ma la prima cosa alla quale tu pensi .... è il contenitore in cui metterlo. Fico!!! davvero fico!! :slight_smile:
Benvenuto.

Infatti.. prima mi tolgo le pippe mentali.. così poi posso concentrarmi sulle cose serie.. 8)

pennadavide:

astrobeed:
Attenzione che Arduino non è omologato per uso su impianti civili/industriali, non puoi utilizzarlo per una realizzazione professionale come un impianto domotico, puoi utilizzarlo per realizzare il prototipo, ma il prodotto finito che andrai ad installare deve essere riprogettato per essere a norme e omologato come previsto dai regolamenti/leggi, solo dopo questa fase puoi installarlo da un cliente.
Pure se lo utilizzi in casa tua, quindi a livello privato, rischi problemi perché in caso di guasti che creano danni a cose e/o persone l'eventuale assicurazione non paga e c'è la possibilità di passare grossi guai con la legge, sia civile che penale.

Se è marchiato CE non ci sono problemi.. che io sappia.. cmq grazie per la dritta.

Tempo fa se ne discusse ampiamente.
Se non ricordo male la certificazione CE riguarda solo il fatto che è stato costruito rispettando la normativa vigente ma non ha nessuna certificazione per usi specifici perché non è un dispositivo per uno scopo preciso che quindi è stato certificato seguendo qualche regolamento. Spetta a chi poi lo inserisce in un suo progetto rilasciare apposita certificazione sul prodotto finito nel suo insieme.

ok..
la domotica e la tipologia di impianto oggi non trova regolamentazione.. l'unico riferimento normativo a oggi si trova nella CEI64/8 rev 3 che definisce a "tre stelle" un impianto altamente tecnologicizzato. (e questo da mettere una master 8i\8o e fare due scenarietti per la chiusura delle tapparelle a riprodutte la Stark Tower)

All'elettricista che va dalla signora Maria, interessa che il prodotto sia marchiato CE perchè possa redigere adeguata dichiarazione di conformità.

La marchiatura IMQ non è indispensabile.

Giusto per sapere personale.. più o meno avete idea del nome del post in cui si è svolto il dibattito sopracitato?

Spetta a chi poi lo inserisce in un suo progetto rilasciare apposita certificazione sul prodotto finito nel suo insieme.
[/quote]

Apposita certificazione = dichiarazione di conformità in base al DM 37.08 .

pennadavide:
Spetta a chi poi lo inserisce in un suo progetto rilasciare apposita certificazione sul prodotto finito nel suo insieme.

Apposita certificazione = dichiarazione di conformità in base al DM 37.08 .
[/quote]
Non sono un tecnico, non cito DM che non conosco. Ma tu che sei del campo vedo che l'hai trovato. :wink:
Comunque hai capito il succo del mio discorso. :smiley:

pennadavide:
Se è marchiato CE non ci sono problemi.. che io sappia.. cmq grazie per la dritta.

Il marchio CE ha ben poco a che vedere con l'impiantistica civile e industriale, anche se indispensabile servono ben altre certificazioni, visto che dici di essere un progettista (di cosa ?) che lavora in ambito domotico queste sono cose che dovresti sapere molto bene.

cit.

Dato che il mio interesse per Arduino si rivolge soprattutto al mondo domotico (sono un progettista e lavoro in ambito domotico)

@pennadavide
In parte hai ragione, in parte devi rivedere i livelli di responsabilità.

Ti parlo da installatore che possiede lettera A e B sugli impianti e che utilizza prodotti commerciali che troviamo tutti dai grossisti di materiale elettrico delle marche più conosciute, quindi ti dico si è vero che l'installatore certifica con apposito modulo del decreto 22/01/2008 n37 ma hai visto cosa c'e' scritto su questo modulo?

  1.  rispettato il progetto redatto ai sensi dell’art. 5 da ...............tizio................(2)
  2.  seguito la norma tecnica applicabile all’impiego (3)
  3.  installato componenti e materiali adatti al luogo di installazione (artt. 5 e 6);
  4.  controllato l’impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità con esito positivo, avendo eseguito le verifiche
    richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge.
    Allegati obbligatori:
  5.  progetto ai sensi degli articoli 5 e 7 (4);
  6.  relazione con tipologie dei materiali utilizzati (5);
  7.  schema di impianto realizzato (6);
  8.  riferimento a dichiarazioni di conformità precedenti o parziali, già esistenti (7);
  9.  attestazione di conformità per impianto realizzato con materiali o sistemi non normalizzati

Allegati facoltativi (9):

Al punto 1 se tu hai fatto il progetto dirò si l'ho fatto come ha detto tizio, io ne ho una copia il committente pure ovviamente anche tu in alcuni casi che non sto a specificare va depositata in comune
Al punto 2 ad esempio se usi sistema BUS conforme alla serie di Norme CEI EN 50090, bho cosa ci mettiamo?
Al punto 3 io questo non te lo barro o mi riservo di specificare tralasciando la centrale
al punto 4 è una conseguenza del punto 3 ... non posso barrarlo
Al punto 6 posso farlo, ma mi riservo di specificare che l'unità centrale me l'hai data tu

Ora dal momento che tu sei progettista entri in gioco solo tu, io non discuto su cio' che mi dai da installare, posso anche farlo se tu firmi il progetto, ma la responsabilità diventa tutta tua se io ho fatto esattamente tutto quello che mi hai detto.
In caso di incendio si va a vedere prima chi ha fatto i lavori e poi chi hha fatto il progetto. Si fanno i dovuti accertamenti e si scopre che ho alimentato una lavatrice con un doppino telefonico e guarda caso c'e' scritto anche sul progetto...... sei fregato.

Per quanto riguarda l'utilizzo di arduino, devi creare un manuale installatore, un manuale utente, e specificare tutta la componentistica usata con schemi, sezione dei cavi, tipologia dei cavi, luoghi dove si può mettere e dove non si può, anche di non lavare in lavatrice, più tutte le normative che hai rispettato specificando articoli ecc ecc. Se poi pensi possa essere un prodotto valido dove puoi farci dei soldi, spendi quei 10.000-20.000 e fagli fare tutti i test che ti servono. Se è un investimento vale la pena di farlo.

Comunque se riesci a rispettare tutti i punti suddetti e l'installatore riconosce che la sicurezza c'e' non dovrebbero esserci pericoli, però non pensare tra te e te tanto c'e' il pirla che certifica.

ciao

per quanto riguarda l'essere fregato mettendo una firma da qualche parte.. è la norma.. :grin:

punto 3.. chiedevo di una scatola apposta..
punto 4.. sicurezza.. una volta rispettata la sezione dei cavi per illuminazione e potenza, inserito il tuo differenziale per la presenza del bagno (la norma CEI17?? lo prevede solo per quello), provato il differenziale, eventualmente se proprio vuoi strafare l'impianto di terra..che poi è tutta la sicurezza prevista dalle norme.
punto 6.. che io sappia questa parte è espletata dall'installatore raccattando ognio foglietto presente nelle scatole dei componenti e inserendole in una cartellina che è obbligato per legge a tenere insieme alla sua copia del progetto. non ti chiede che il materiale risponda alle norme perchè quella è la condizione che ti rende possibile la certificazione.

per la parte di relazioni.. lo ha già fatto chi ha prodotto e certificato l'oggetto.. se no non lo poteva vendere.

detto ciò, mi informo con colleghi più anziani e così ci aggiorniamo..

Scusate ma se l'apparecchiatura fosse tutta in bassa tensione, max 24V e servisse ad implementare un impianto già in essere e già certificato, arrivando solamente fino a dei relè per far scattare le varie utenze, serverebbe la stessa mole di "scartoffie" o sarebbe ridotta?

Ma guarda se fosse per me per molti altri, per il buon senso ti direi no non servono scartoffie in questo caso, ma siccome stiamo in un paese che se non fa le cosi difficili non è contento, se non mettiamo burocrazia inutile che non è capita nemmeno da chi la fa, no non potresti. Non potresti per il semplice fatto che sei andato a modificare un impianto finito e chiuso. La legge dice che chiunque apre e modifica il precedente funzionamento diventa per assurdo responsabile di tutto (come se non bastasse per 10 anni), il massimo dell'assurdità è che se ti accorgi di un difetto preesistente lo devi correggere o comunque segnalare con una manleva documentata.
Dobbiamo ringraziare tutti coloro che fanno questo come doppio lavoro, in nero e senza autorizzazione inasprendo e complicando ancora di più i regolamenti verso chi lo fa con criterio.
Comunque, come in tutte le cose tutto fila liscio finchè non succede nulla, il discorso automazione casalinga o domotica non è ancora ben definita e regolamentata in Italia, ci si appoggia a qualche decretino Europeo buttato li ma tutto da interpretare, ci sono ancora molte cose da precisare e non credo che per ora gli enti si metteranno al tavolo a definirle, in questo momento saranno più preoccupati a non farsi schiodare il cu** dalla poltrona.

ciao

Che dire pablos, quoto in toto. Aggiungo che, facendo pagare una certificazione completa 10-20k € si tagliano completamente le gambe ai giovani, perché prima di rientrare da queste cifre ne devi vendere di pezzi, mentre grandi aziende che hanno già camere climatiche ecc ecc in house possono notevolmente diminuire questi costi avendo la possibilità poi, di immettere sul mercato il prodotto ad un prezzo che tu, pinco pallino, non potresti mai fare. Per questo molte menti eccelse del made in italy o si trovano costrette a vendere i brevetti, oppure fanno le valigie e se ne vanno all'estero. Per non parlare poi di tassazioni varie ma questo è un altro argomento...

Ciao!

9six4:
Che dire pablos, quoto in toto. Aggiungo che, facendo pagare una certificazione completa 10-20k € si tagliano completamente le gambe ai giovani, perché prima di rientrare da queste cifre ne devi vendere di pezzi, mentre grandi aziende che hanno già camere climatiche ecc ecc in house possono notevolmente diminuire questi costi avendo la possibilità poi, di immettere sul mercato il prodotto ad un prezzo che tu, pinco pallino, non potresti mai fare. Per questo molte menti eccelse del made in italy o si trovano costrette a vendere i brevetti, oppure fanno le valigie e se ne vanno all'estero. Per non parlare poi di tassazioni varie ma questo è un altro argomento...

Ciao!

Hai perfettamente ragione, ecco perchè i giovani se ne vanno con le loro idee all'estero, e chi c'era prende le proprie industrie e si trasferisce. Ho un amico che ha provato a fare una cosa simile in Italia, poi rinunciando, è andato in Albania a farlo e c'e' riuscto..... Ma come - gli ho detto??!!! Gli albanesi vengono da noi e noi andiamo da loro? Ma come stiamo!!! :smiley: :smiley: