dunque .... come è andata a finire ?
Ho fatto numerose prove prendendo come input tutti gli esempi da voi riportati.
Quello che si è avvicinato di più (in pratica mi ha risolto la questione) è stato l'input dato in prima battuta da J-M-L .
Gli altri esempi funzionano ma non riflettono in modo chirurgico quello che volevo ottenere.
Ho diviso in modo virtuale la scala del potenziometro in due parti : quella bassa l'ho fatta andare da 0 a 25 e l'altra - il rimanente - da 26 a 100.
Nella prima (zona corta) ho fatto in modo che il map fosse da 0 a 800: così la "curva-poco curva" è stata racchiusa tutta dentro quel poco spazio.
Nella seconda (zona lunga) ho messo il rimanente 224 (tot 1024) , nella quale la curva in pochi spostamenti cresce esponenzialmente.
In questo modo ho dato più spazio al pot di controllo nella zona logaritmica ed ho ottenuto un andamento quasi lineare nel muoverlo.
Naturalmente cambiando i parametri dei due map si può giocare sul confine tra le due zone e l'attacco di una con l'altra, in modo che non si crei troppa differenza durante il passaggio tra la bassa e la alta.
Il pot logaritmico inverso è una bella gatta da pelare ...
Quanto fatto mi conferma che questa cosa doveva essere risolta NECESSARIAMENTE via software perchè temperatura e tolleranza dei componenti porterebbe a valori differenti per ogni eventuale applicazione che potrebbe necessitare di uno standard costruttivo seriale.