Giuro che non volevo intervenire, ci ho pensato e ripensato, poi mi sono loggato per altri motivi e ho riletto tutto, e come potete constatare alla fine ho postato.
@stenoxp
Non sei l'unico ad avere problemi con la lingua Inglese, diciamo che fai pare della maggior parte degli Italiani.
Ciò che non va, è il titolo e ciò che dici riguardo al fatto che sia o meno open source, cioè sembra che tu voglia dire che si tratta di un open source "azzoppato", per il fatto che Ubuntu (o altra distrò) è internazionalizzato mentre arduino no.
Non mi pare di aver letto nella licenza GPL, l'obbligo di internazionalizzare il software, anzi credo di ricordare che sia specificato che la lingua principale in cui devi produrre il software deve essere l'inglese. La licenza GPL guarda caso l'ha ideata un Americano, il perchè non abbia imposto l'internazionalizzazione o un'altra lingua bisognerebbe chiederlo a lui, in mancanza si può pensare che: visto che ci vuole troppo lavoro si finirebbe per rilasciare il codice dopo anni.
Perchè il paragone con le distrò non regge?
Non regge, perchè ad esempio Ubuntu ha un papà che se la passa bene, ma anche perchè il numero di utenti attivi di Ubuntu è molto maggiore di quello di arduino. Se ci fai caso usando una distrò GNU/Linux alcuni software non sono internazionalizzati, prendi KDE4, quando usci, l'unica lingua era l'inglese, come appunto scritto nella GPL, ma non si tratta di cattiva volontà o di un caso isolato, ma di una consuetudine che deriva dalla licenza e da altre varianti, come ad esempio il fatto che gli sviluppatori devono per forza dialogare in una lingua comune, quindi inizialmente se io volessi contribuire allo sviluppo di un progetto open source dovrei per forza conoscere l'inglese, diversamente non posso sentirmi discriminato quando non è colpa loro se io non ho studiato l'inglese (forse non è neanche mia, ma della situazione italiana, cioè si sapeva dal 60 che l'inglese avrebbe dominato).
Ubuntu è basata sulla distrò Debian, per cui i pacchetti software provengono da li e il grosso del lavoro lo hanno già fatto gli sviluppatori di Debian, che non è detto non abbiano preso qualcosa di pronto da Fedora (red hat).
Ok, purtroppo ti senti linguisticamente "andicappato", e se dovessi approfondire le cose non potrebbero che peggiorare, perchè la letteratura Italiana sull'argomento embedded è una merce rara, e c'è ancora da scoprire nella rarità cosa salta fuori in merito alla qualità.
La colpa è tutta di Arduino e di Banzi
(non è vero), questo ha trovato un modo per far sembrare semplice quasi banale una cosa tanto complessa che tanti prima di adesso hanno provato ad avvicinarsi ai microcontroller per poi abbandonare per tanti motivi, anche per il fatto che tutto è in inglese. Tempo addietro, circa hanni 90 ci fu il boom di ST6 e microchip, tanto che Nuova Elettroinica non si lascio scappare l'occasione per divulgare questi chip. Ricordo il corso sugli ST6 fu trattato in modo comprensibile solo a chi aveva già una base di programmazione e il linguaggio scelto fu quello più difficile e meno produttivo, cioè l'assembly.
Arduino dal suo lato.....dovresti sapere qualcosa di più su Arduino, in mancanza lasci perdere, ti esprimi senza congnizione di causa, cioè ti mancano alcuni elementi che se fossero tuoi ti porterebbero ad esprimerti in modo leggermente diverso, certo la difficoltà con l'inglese rimarrebbe, ma finiresti col dire: Così è, e così me lo devo accollare.
Appena scendi minimamente alla ricerca del dettaglio arduino non è più "responsabile" in merito di documentazione, es:
La corrente sopportata da ogni pin di uscita di arduino, o meglio la corrente sopportata dal micrcontroller montato su arduino, questo
perchè la scheda arduino non usa buffer, ma i pin del microcontroller vengono portati sui contatti direttamente tramite una pista di circuito.
Il dato di corrente di cui prima è dipendente dal microcontroller e non da arduino.
Ok, il post è già troppo lungo, potrei continuare, ma accontentati di quanto segue:
Malgrado il volere del team di Arduino di semplificare al massimo, non è possibile slegarsi più di tanto dallo strato inferiore complesso
rappresentato dal microcontroller che è la parte fondamentale di Arduino (in genere di ogni board di sviluppo).
PS: se cogli sfumature di polemica o toni duri e solo una impressione, non ho scritto con questa intezione.
Ciao.