perchè si consiglia sempre di separare l'alimentazione della logica e dei motori

ho letto molti tutorial sui robot e spesso si consiglia di mantenere separata l' alimentazione di arduino e quella dei motori senza però spiegare il perchè. Cosa succede se si usa un alimentazione in comune ? si possono evitare questi problemi?

I motori elettrici possono generare disturbi elettrici sulla linea di alimentazione.

Ad esempio, un motorino a spazzole, se non ha sui suoi terminali di alimentazione dei condensatori, è un vero e proprio generatore di disturbi.

Oppure anche la semplice caduta di tensione dovuta all’assorbimento iniziale (spunto) è dannosa per i circuiti logici.

Esistono dei filtri per ridurre tali disturbi e per lo spunto si possono usare dei grossi condensatori elettrolitici sulla linea di alimentazione del motore, tuttavia in certi casi servono a poco.

io quando uso, ad esempio, 12V per l'alimentazione di potenza, per alimentare arduino ci metto un bel condensatore e un 7808. mai avuti problemi (per ora) :roll_eyes:

E' sempre buona norma separare l'alimentazione di circuiti digitali da quella di gestione della potenza (Transistor di potenza, Mosfet, IGBT, ecc.).

Queste linee sono sempre "sporche", spike, transitori di commutazione e fenomeni affini, bucano tranquillamente i regolatori di tensione (tipo 78xx) e si presentano sulle linee che alimentano le logiche digitali.

Può non succedere nulla, come può succedere di tutto, come il conteggio errato di impulsi spurii, fino a disturbi che provocano un reset non desiderato del microcontrollore.

L'alimentazione è una branca dell' Elettronica che è una "Arte". Chi non lo capisce non sarà mai un buon Elettronico.

Una buona alimentazione senza disturbi o abbassamenti di tensione é la base minima di un circuito digitale ben funzinante. Come giá detto una separazione dell'alimentazione per la parte di potenza e quella per Arduino é una buona norma. Questo accorgimento si adotta anche perché le tensioni sono spesso differenti. L' Arduino a 5V e il motore a 12V o 24V.

Ciao Uwe

Giusto per completezza del discorso, solitamente si consiglia di utilizzare due sorgenti di alimentazione, una per l'elettronica e una per la parte di potenza, per evitare di incorrere in seri problemi, p.e. reset random dei micro, dovuti agli inevitabili disturbi generati dai motori e, più in generale, dai carichi induttivi/capacitivi. Nulla vieta di utilizzare una singola sorgente di alimentazione per tutto quanto, però questa soluzione richiede la realizzazione di complessi stadi di alimentazione, con relativi filtri, e particolari cure nel separare le masse, cose che spesso e volentieri sono fuori portata per i principianti e portano a complicazioni costose oltre alla necessità di disporre degli appropriati strumenti di misura per verificare lo stato delle cose. La via della doppia batteria è quella più semplice ed economica, sopratutto tenendo conto del fatto che l'elettronica ha consumi abbastanza ridotti rispetto a motori/servo, basta una batteria di piccole dimensioni per garantire una autonomia nettamente superiore a quella della parte di potenza. Come giustamente dice BaBBuino "L'alimentazione è una branca dell' Elettronica che è una "Arte", mi ricordo ancora che un mio professore di elettronica, in merito agli switching, ci diceva sempre che il primo componente è il pcb, grandissima verità anche se adesso grazie a ic specifici le cose sono diventate molto più semplici. Ultima nota, spesso leggo di persone che usano motori da 3V e per questo ritengono che non ci siano problemi, gravissimo errore, un motore a bassa tensione richiede molta corrente ed è proprio questa la causa primaria dei disturbi, molto meglio lavorare con motori a tensioni maggiore, p.e. 12/24V, e di conseguenza correnti minori. Attenzione che su i motori controllati in PWM non ci vanno assolutamente dei condensatori, salvo piccole capacità da massimo 50-100 pf, pena la distruzione del ponte H.