Pericolosità 220V con Arduino, consiglio?

Ciao a tutti :slight_smile:
Ho deciso di chiedere un consiglio più esteso qui sul forum dopo che un mio amico, elettronico, ha fatto del terrorismo psicologico su di me :slight_smile:
L’argomento è trattare la 220V con arduino, ho allegato lo schema stilizzato/semplificato di funzionamento e ve lo spiego brevemente.
Ho un Arduino Mega al quale ho collegato dei sensori di temperatura che vanno a variare la velocità di alcune ventole che uso per dispensare aria calda all’interno di alcuni condotti, collegato ai dati che ricevo da questi sensori vorrei sviluppare un algoritmo che vada a spegnermi o accendermi la “caldaia” dove genero calore, come farebbe un termostato. La caldaia viaggia a 220V però quindi avevo pensato di ovviare al problema con dei relais pilotabili a 5V in modo da utilizzarli direttamente con Arduino.
Ora il punto è che questo circuito sarebbe attivo 24H no stop, almeno fino in primavera… Questo mio amico elettronico mi ha detto che pilotare così la 220 è pericoloso perchè, se Arduino “sbarella”, potrebbe aprire e chiudere di continuo il relais rischiando di infiammarlo…
Calcoliamo che questa caldaia sarebbe attiva un totale di max 12 ore NON continuative al giorno…
Secondo voi è veramente pericoloso o posso stare tranquillo? E’ possibile che Arduino “impazzisca” così senza motivo?

Grazie in anticipo

schema logico.PNG

Ciao

se Arduino "sbarella", potrebbe aprire e chiudere di continuo il relais rischiando di infiammarlo...

:D e come dovrebbe "sbarellare" ? Se va in freeze/hang, semplicemente il relais rimarrebbe o chiuso o aperto; se invece da codice c'è un baco.. beh, io proverei per bene lo sketch su di un led, prima di attaccarci la caldaia!!

Secondo voi è veramente pericoloso o posso stare tranquillo? E' possibile che Arduino "impazzisca" così senza motivo?

a me non è mai capitato. La cosa su cui lavorare, invece, è un buon isolamento dalla 220 (es. optoisolatori)

ok allora mi informo su questi optoisolatori :) Per il debug si, prima lavoro con i led :)

Bene mi hai risolto un grande dubbio ma immaginavo che non ci sarebbero stati problemi! Ho già fatto altre cose con Arduino per l'uso di tutti i giorni, senza 220, e non mi è mai capitato di vederlo impazzire una volta ultimato bene il circuito e il sw!

Grazie mille :)

Secondo me il problema non è tanto nell'"impazzimento" di Arduino, che può essere ragionevolmente escluso con una programmazione accurata e test estensivo, magari per alcuni giorni prima di andare "in produzione". Quello che mi preoccuperebbe (se dovessi farlo io) è il rischio scintille e "cotture" del relè. Non sono un elettronico, ma forse il problema può essere affrontato con un buon dimensionamento del relè e con un numero di attivazioni / disattivazioni contenuto nell'arco della giornata. Ad ogni modo verificherei bene l'assorbimento elettrico della caldaia (maggiore è la corrente, maggiore è l'intensità della scintilla).

Questo secondo la mia (poca) esperienza con queste cose, sia chiaro :-)

Per il pilotaggio di utenze 230V io preferisco dei SOLD STATE RELAIS con morsetti a vite. Comunque un termostato meccanico che é messo su una temperatura di 5-10 gradi superiore a quella regolata e che interrompe il riscaldamento é una sicurezza necessaria. In alternativa puoi prendere anche dei Fusibili termici che fondono a una temperatura ben determinata e interrompono cosí il riscaldamento in caso di malfunzionamento del Arduino. Ciao Uwe

il termostato come sicurezza estrema mi piace! Di sicuro lo adotterò! :)

Mi sa che qui non avete capito molto ne te ne il tuo amico elettronico :) in base a quello che dici

primo perchè non parlate di specifiche alettriche, cosa deve essere azionato a 220v, quali sono le correnti nominali, poichè in base a questo va scelto il relè e la portata dei contatti, considerando anche un corto e relative protezioni termiche e/o fusibili che ci vanno soprattutto se si hanno dei dubbi.

Secondo nessuno ti vieta di usare un relè a 12v con alimentatore e adeguato transistor pilota.

vorrei sviluppare un algoritmo che vada a spegnermi o accendermi la "caldaia" dove genero calore, come farebbe un termostato

Terzo una caldaia da che mondo e mondo non si accende dando tensione 220 o togliendola, c'e' sempre una scheda elettronica di controllo e quindi una morsettiera su scheda (termostato) contatto chiuso = ON, contatto aperto=OFF. L'alimentazione 220v della caldaia deve essere sempre presente e non è quella che va interrotta.

Questo mio amico elettronico mi ha detto che pilotare così la 220 è pericoloso perchè, se Arduino "sbarella", potrebbe aprire e chiudere di continuo il relais rischiando di infiammarlo...

Questo dipende dagli assorbimenti in giocoè ovvio che allora se hai potenze elevate non devi più andare su relè, ma su teleruttori fatti apposta per aperture e chiusure in microsecondi, perchè è proprio l'arco voltaico che fonde e brucia i contatti. Dubito che sia il tuo caso, a me sa tanto che il tuo contatto sia a 5-12v con una corrente pressochè nulla.

Specifica meglio quali sono i fattori in gioco, accertati che davvero siano componenti a 220v da pilotare, qual'è la corrente di spunto in caso siano motori, allora potrai fare le scelte giuste

inoltre è palese che se l'assorbimento sarà es: 2A prenderai un relè da 10A, i componenti vanno sovradimensionati proprio per evitare che gli imprevisti provochino danni specie quando i comandi non sono sotto controllo umano ciao

Terzo una caldaia da che mondo e mondo non si accende dando tensione 220 o togliendola, c'e' sempre una scheda elettronica di controllo e quindi una morsettiera su scheda (termostato) contatto chiuso = ON, contatto aperto=OFF. L'alimentazione 220v della caldaia deve essere sempre presente e non è quella che va interrotta.

eh già, questa mi era sfuggita ma se non fai attenzione a lungo andare rischi di rovinare la caldaia.

beh ho messo "caldaia" tra virgolette perchè nel mio progetto è la sua funzione... in realtà siccome devo scaldare dell'aria in piccole quantità e devo convogliarla su tre bocchette separate, mi sono arrangiato con un po' di materiale di recupero e di ingegno creandomi così una piccola "caldaia" diciamo. Ho preso, per rendervi l'idea, la parte che scalda di una pistola da colla a caldo e l'ho innestata dentro un dissipatore da CPU in alluminio. Mi sono fatto una scatola di acciaio dove ho collocato il dissipatore, da una parte ho due luci di aspirazione e dalla parte opposta le tre ventole che convogliano l'aria sulle tre bocchette... Il meccanismo, per quello che serve a me, funziona egregiamente, proprio per questo volevo continuare a sfruttarlo... Leggendo le specifiche della pistola a caldo dalla quale ho estratto il "cuore riscaldante" c'è solamente scritto che va a 220V con un potenza di picco di 20W. A questo punto W = V * I quindi I = W/V quindi 20/220 = 0.09A

Non credo serva un teleruttore per questo... Spero di avervi dato maggiori informazioni per valutare meglio il mio caso :)

Foto foto! :D

Ahhhhhh bhe allora è tutta un altra faccenda :), pensavo volessi fare chissà cosa, dubito che un eventuale demone si impossessi di arduino e fargli fare le 4 freccie di un automobile :grin:, ma se vuoi essere tranquillo che il generatore di calore non provochi incendi in tua assenza metti un termostato di quelli col bulbo in rame sull’alimentazione al di fuori di arduino come sicurezza (generalmente li trovi nelle stufette elettriche) da qualche parte lo recuperi. Per il resto prendi un relè da 5-6A così fai sonni tranquilli, tanto un 2A un 6A costeranno +/- uguali.
Ciao

ecco le foto, la caldaietta è solo improntata per il momento, se qualcuno è interessato, quando l’impianto è ultimato faccio foto e ne spiego la logica di funzionamento con Arduino :slight_smile:
Si penso alla fine per le potenze che sono in gioco credo basti un relais da 6A per stare tranquilli e comunque metto il termostato di “sicurezza”.

Grazie a tutti per l’attenzione e i consigli :slight_smile:

un ultimo appunto non usare rele' monostabili, ma bistabili in questo modo basta un impulso per farlo attivare, e non passa corrente nella bonina, mentre con un rele' normale, se e' attivo 12 ore, passa corrente nell bonina per 12ore

Ciao, io ho un arduino con sei relè, che alimenta quattro pc, acceso ininterrottamente da luglio e non ho avuto nessun problema. C'è una differenza sostanziale con il tuo progetto, il mio prevede l'accensione e lo spegnimente dei pc, che avviene saltuariamente, tramite degli input umani forniti ad arduino. E' importante che provi bene il codice per assicurati che non si blocchi, come detto sopra, e lasci accesa la caldaia. La parte più importante è la solidità dell'algoritmo, che come dice il pitux è meglio provare prima con led e input simulati.

Testato: un ultimo appunto non usare rele' monostabili, ma bistabili in questo modo basta un impulso per farlo attivare, e non passa corrente nella bonina, mentre con un rele' normale, se e' attivo 12 ore, passa corrente nell bonina per 12ore

E' vero, non avevo proprio pensato ai bipasso! Quelli sono proprio ottimi per quello che devo fare!

Uno e' lieto di servire :)

Sono contro i relé bistabili perché non si sá in che posizione si trovano.

Prendi dei Relé a stato solido tipo: http://it.rs-online.com/web/p/rele-allo-stato-solido-ssr/7204035/ Non hanno problemi di essere accesi per lunghi tempi e neanche se vengono comutati spesso.

A riguardo delle foto. Metti l' involucro di metalto a terra.

Ciao Uwe

skizz87: Ciao a tutti :) Ho deciso di chiedere un consiglio più esteso qui sul forum dopo che un mio amico, elettronico, ha fatto del terrorismo psicologico su di me :) L'argomento è trattare la 220V con arduino, ho allegato lo schema stilizzato/semplificato di Calcoliamo che questa caldaia sarebbe attiva un totale di max 12 ore NON continuative al giorno... Secondo voi è veramente pericoloso o posso stare tranquillo? E' possibile che Arduino "impazzisca" così senza motivo?

Grazie in anticipo

ma chi ti a messo in guardia sulla 220 ha fatto bene, tieni a mente che chi "muore" non sa che sta per morire se no non morirebbe,

la 220 non dovrebbe nemmeno stare sullo stesso stampato della bassa tensione (arduino) le piste 220, vanno ben distanziate fra loro e distante dai bordi sempre meglio pensare che un componenente potrebbe dare segni di rottura precocemente, e in tal caso non dovrebbe creare problemi anche se si guasta,

Attenzione alle cose che richiedono dei sistemi di sicurezza topo cancelli porte ecc mettersi a comandare che so un cancello senza i dispositivi di legge (fotocellule lampeggianti ecc9 in caso di incidente si passano i guai

poi raramente potrebbe andare in corto anche un semplice diodo (di solito si brucia) creando disastri, una sicurezza in piu potrebbe essere un fusibile (sempre meglio metterli)

con la 220 bisogna sempre metterer la massima attenzione,

Ciao, mi sono ricordato di un post che avevo letto in giro. Non l'ho mai messo in pratica, ma forse potrebbe esserti utile :-)

http://www.giannifavilli.it/blog/arduino-controllo-remoto-http/