Progetto multipresa comandabile

Ciao a tutti, essendo nuovo vorrei un consiglio se tutto va bene prima di fondere qualcosa:

Voglio realizzare una multipresa comandabile da un tastierino a 4 pulsanti.

La multipresa comanderebbe 3 monitor e una stampante.

Avevo pensato di usare Arduino Nano - rele 5v 220v 10A (4 rele)- tastierino 4 pulsanti.

Fino a qui credo nessun problema. Ma come lo alimento arduino dentro alla multipresa? voglio evitare un altro alimentatore esterno quindi dovrei metterne uno switching interno ma trovo solo quelli da 5v 2A che sono grandi. Posso costruirmi qualcosa che eroghi 500mA e che rimanga molto piccolo?

Il cavo del tastierino quanto puo essere lungo prima che Arduino non senta piu la pressione dei tasti?

Grazie.

Ciao,
io ho fatto qualcosa del genrere, totalmente amatoriale e incertificabile, ma credo possa esserti di ispirazione :wink: Ovviamente occhio con l'alta tensione (220V) che se maneggiata impropriamente è estermamente pericolola!

Ti lascio qui sotto il link al progetto:
Multipresa telecomandata IR con Arduino - Piattaforma hardware

Nel progetto ho optato per una versione "standalone" cioè ho tolto l'ATMega dalla board Arduino e l'ho saldato su una millefori insieme agli altri componenti necessari, proprio per poterlo far stare all'interno della multipresa.

Per la lunghezza del cavo dipende dalla sua resistenza e quindi dalla caduta di tensione che hai sul cavo stesso, se riesci a procurarti i parametri del cavo puoi calcolarti la lunghezza massima imponendo che l'ampiezza minima del segnale di controllo sul pin di arduino per uno stato alto deve essere di almeno 2.6V se l'alimentazione è a 5V.

Silvio

Dalla lista della spesa si intuisce che tu non abbia chiaro il collegamento Arduino - relè, te ne già stato suggerito uno con una spiegazione, ma anche questo presenta dei problemi, è sprovvisto di protezione dalle extracorrenti. Questo schema è una soluzione corretta.
Per quanto riguarda l'alimentazione in giro suggeriscono di optare per i caricatori dei cellulari, li apri e posizioni l'elettronica all'interno del box.

RobertoBochet:
Dalla lista della spesa si intuisce che tu non abbia chiaro il collegamento Arduino - relè, te ne già stato suggerito uno con una spiegazione, ma anche questo presenta dei problemi, è sprovvisto di protezione dalle extracorrenti. Questo schema è una soluzione corretta.
Per quanto riguarda l'alimentazione in giro suggeriscono di optare per i caricatori dei cellulari, li apri e posizioni l'elettronica all'interno del box.

Mi sono spiegato male: avrei preso un relè gia completo di tutto.

Per l'alimentazione non ci avevo pensato al smontare un caricatore... Grazie.

Intendi un modulo relè, ne trovi di svariate dimensioni adatti per Arduino, ma dipende dallo spazio che hai. In ogni caso il circuito per la gestione di un relè non è nulla di complicato da realizzare. Basta stare attenti all'impiego dei sistemi di protezione passivi.

sisuino:
Ciao,
io ho fatto qualcosa del genrere, totalmente amatoriale e incertificabile, ma credo possa esserti di ispirazione :wink: Ovviamente occhio con l'alta tensione (220V) che se maneggiata impropriamente è estermamente pericolola!
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Silvio

Hai fortuna che non si sono ancora rotti i transistori che pilotano i relé. Mai sentito niente di un diodo di protezione in antiparalello all'avvolgimento del relé.

@Demetriu
Perché non Ti compri un o di prese telecomandate?
Ciao Uwe

Si, in effetti c'è una nota nell'articolo:

Note sull’avvolgimento del relay

Essendo l’avvolgimento del relay un carico induttivo accumula energia quando è alimentato e la rilascia quando si toglie l’alimentazione. Per evitare che questa energia si scarichi sul transistor danneggiandolo è consigliabile collegare ai capi dell’avvolgimento un diodo, tipo 1N4003, con il catodo rivolto verso il + e l’anodo verso il -.

ma forse non è sufficientemente evidente!

Modificherò per bene gli schemi dove in effetti non compare e l'articolo per renderlo più evidente.
Grazie per il consiglio uwe e roberto!
Ciao
Silvio

Per quanto riguarda l'alimentazione in giro suggeriscono di optare per i caricatori dei cellulari

Non concordo, sono caricabatterie per Li-ion, non alimentatori stabilizzati ...

Probabilmente hai ragione, smontando il tutto e aggiungendo un regolatore di tensione dici che potrebbe andare?

pablos:
Non concordo, sono caricabatterie non alimentatori stabilizzati ...

I caricatori dei cellulari tipicamente sono dei semplici alimentatori, di tipo switching, stabilizzati a 5V con tot Ampere out, il circuito di ricarica della batteria è interno al cellulare, infatti lo ricarichi anche collegandolo alla USB.
Che poi la tensione in uscita dai caricatori per cellulare, sopratutto quelli cineseria da pochi Euro, sia piena di rumore ad alta frequenza, anche 200-300 mV di ampiezza, questo è un altro paio di maniche.

pablos:
Non concordo, sono caricabatterie per Li-ion, non alimentatori stabilizzati ...

Nella mia (poca) esperienza i moderni caricatori che presentano sul case una presa USB devono essere compatibili con i dispositivi alimentabili via USB. La qualità dell'alimentazione è bassa probabilmente proprio perchè vengono impiegati principalmente per caricare batterie.

Su altre piattaforme tipo RaspberryPI vengono correntemente utilizzati, con tutti gli accorgimenti del caso, per alimentare la board.

Anche io avevo usato la circuitistica di un alimentatore, come suggerisce Roberto qui sopra, quindi in qualche modo è fattibile; e un prototipo fatto così è in funzione da mesi (probabilmente sono anche fortunato neh...)

Quello di smontare il circuito di un caricatore e montarlo all'interno di un altro oggetto è sicuramente un approccio "hobbistico", che potrebbe presentare problemi di stabilità, ecc... ma costituisce comunque una alternativa come chiesto da Demetriu e mi sembrava gentile segnalargliela.