Protezione scheda Arduino (Fuse, Lock, .....)

Buonasera a tutti voi. Come gia spiegato nella mia presentazione, sono qui perchè lo scambio di esperienze consigli aiuti, assieme a tutti voi che siete molto preparati (in particolare Leo72, Astrobeed, Michele Menniti), è per me una bella esperienza emozionante di cui non posso farne a meno.

Ho acquistato il kit originale e gia ho fatto qualche prova con gli sketch, collegando qualche dispositivo esterno (servo, potenziometri, sensori). Ultimamente, grazie ad un mio caro collega di corso che mi fornirà un programma in C, ho iniziato a fare le prime prove di programmazione sia con AvrIsp dall'IDE di Arduino sia con apposito programmer AvrIsp MkII su una scheda Arduino "uno" (microcontrollore atmega328P-PU) e devo dire che quest'ultimo mi sembra un ottimo prodotto.

Premetto: da pochi mesi ho iniziato a studiare Arduino, e non sono molto ferrato in programmazione in quando sono al 1° anno.

Abito in un piccolo residence di 6 villette, con un sistema principale 2Voice (video-citofono con telecamera integrata nell'unità esterna). Si è creata la necessità, tra noi condomini, di gestire le funzionalità audio/video in maniera "espansiva" cioè: ogni volta che viene installato o si vuole installare qualche sensore, o una telecamera, un servo per ruotare dispositivi meccanici (camere IR)... non dobbiamo acquistare nuove centraline o stravolgere l'intero impianto, ma semplicemente installare una scheda che, opportunamente programmata, possa svolgere tutto ciò che vogliamo.

Ecco quindi che sono stato interpellato io (anche se tra noi condomini ci stanno altre persone brave in elettronica) perchè hanno piu fiducia in me e soprattutto lo faccio senza alcun interesse economico perchè lo faccio per me stesso (io ci vivo :) ) per migliorarne la sicurezza e le comodità.

Praticamente ho intenzione di installare all'interno della scatola stagna del citofono, una scheda Arduino (UNO), completa quindi di porta USB per poter ogni volta che ne ho bisogno, riprogrammare l'atmega328P-PU tramite il mio netbook, per implementare eventuali altre soluzioni. Fino a qua tutto ok..

Però non vorrei che qualcuno possa mettere mani sulla programmazione (io non sono l'unico smanettone di elettronica che vive in questo residence) e possa compromettere il funzionamento del sistema citofonico, rischiando anche di danneggiarlo e poi ne rispondo io che mi son preso l'incarico di implementare il sistema Arduino.

Quindi devo assolutamente proteggere il firmware, nessuno deve nè modificare il firmware, nè copiarlo, nè danneggiarlo. Insomma, devo proteggere il microcontrollore atmega328P-PU da ogni tentativo di manomissione.

Ho gia dato un'occhiata ad alcune vostre discussioni, ho capito che bisogna agire sui Fuse Bits, sui Lock Bits e su alcuni altri settori. Ma avrei bisogno del vostro aiuto per capire cosa devo utilizzare e come devo agire. In parole povere non so dove mettere mani.

Un grazie a tutti

..................... Fino a qua tutto ok..

Mica tanto...... Mi pare che tu pretenda un pò troppo da quello che puo' fare una UNO.

...nessuno deve nè modificare il firmware, nè copiarlo, nè danneggiarlo. Insomma, devo proteggere il microcontrollore atmega328P-PU da ogni tentativo di manomissione.

Si, è fattibile, però hai pensato che se lo fai, poi.......

ho intenzione di installare ... una scheda Arduino (UNO), completa quindi di porta USB per poter ogni volta che ne ho bisogno, riprogrammare l'atmega328P-PU tramite il mio netbook, per implementare eventuali altre soluzioni.

.... neanche tu la puoi riprogrammare

Aggiungo che, e non mi metto neanche io a spiegare perchè NON lo puoi fare, ma, visto che lo citi, riporto un vecchio post di Astrobeed:

astrobeed: Molto semplice, Arduino non rispetta i requisiti richiesti dalle varie certificazioni per l'uso in ambito civile/industriale/militare etc., pertanto non può essere utilizzato per nessun scopo che non sia la realizzazione di prototipi, test di laboratorio, supporto allo sviluppo, studio e ricerca. In linea di massima, con Arduino puoi fare quello che ti pare a patto che rimane sul tavolo del laboratorio e [u]non lo colleghi a nessun impianto dove è obbligatorio usare solo parti certificate/omologate[/u], p.e. l'impianto elettrico di casa. Quanto sopra si applica a tutte le schede Arduino, nessuna è certificata per uso industriale/civile e non sono in nessun modo certificabili a tale uso, questo non significa che non si può usare l'ambiente di sviluppo (IDE) di Arduino per prodotti commerciali, puoi farlo a patto che sviluppi un hardware Arduino Like che sia in regola con le vigenti normative per la destinazione d'uso. Rimane comunque vietato, senza se e senza ma, l'uso di Arduino in tutti quei settori ove ci sono anche delle restrizioni software oltre che hardware, p.e. nel mondo automotive non potrai mai usare Arduino perché il suo ambiente di programmazione non risponde alle specifiche richieste, molto severe per ovvi motivi.

... penso ci sia poco altro da dire.

Guglielmo

Jumpereset: Praticamente ho intenzione di installare all'interno della scatola stagna del citofono, una scheda Arduino (UNO)

NO, non è possibile in quel modo. Puoi sviluppare con Arduino e fare le tue prove. Ma all' atto della implementazione dovrai farti una schede con l' ATmega 328PU standalone. Con le eventuali responsabilità. Infine se lo vuoi proteggere in lettura e scrittura cosa te ne fai del collegamento USB ?

Jumpereset:
Quindi devo assolutamente proteggere il firmware, nessuno deve nè modificare il firmware, nè copiarlo, nè danneggiarlo. Insomma, devo proteggere il microcontrollore atmega328P-PU da ogni tentativo di manomissione.

Ho gia dato un’occhiata ad alcune vostre discussioni, ho capito che bisogna agire sui Fuse Bits, sui Lock Bits e su alcuni altri settori. Ma avrei bisogno del vostro aiuto per capire cosa devo utilizzare e come devo agire. In parole povere non so dove mettere mani.

Un grazie a tutti

No, non é possibile. Lo sketch caricato puó essere protetto da lettura (comunque ricavi giá ricavi solo il linguaggio macchina ma non lo sketch C) ma non puoi proteggerlo contro cancellazione e sovrascrizione di un altro sketch. Poi se uno Ti vuole male Ti sostituice semplicemente l’ Arduino che ha programmato lui. A quel punto il Tuo puó essere ultraprotetto se é possibile sostituirlo non serve a niente.

Ciao Uwe

[u]Per Brunello[/u]

Mi pare che tu pretenda un pò troppo da quello che puo' fare una UNO.

Ardunio Uno, possiede diversi ingressi e diverse uscite (analogici e digitali) su cui poter collegare vari dispositivi esterni. Poi sta tutto nella mente di ognuno di noi sperimentare e creare un qualcosa di originale (potrei pure fargli aprire la serratura di casa mia utilizzando un modulo gsm e un servo che, montato in una maniera molto particolare con demoltiplicatori, riesca a far girare la serratura...). Insomma, sui limiti di cosa possa fare Arduino dipende tutto dalle nostre inventive...

.... neanche tu la puoi riprogrammare

Si hai ragione che poi neanche io potrei metterci mani, ma so che potrei resettare il microcontrollore con un Chip-Erase e, nel caso in cui per motivi tecnici non riuscissi a ripristinarlo, potrei usare un programmatori HV. In parole povere si può sia proteggere, sia sproteggere cancellando ciò che ci sta dentro (ma poi potrei nuovamente riprogrammarlo perchè sarei in possesso del sorgente).

[u]Per Guglielmo[/u]

Ok, non sapevo che Arduino "non rispetta i requisiti richiesti dalle varie certificazioni", però mi permetto di dissentire su alcuni punti:

1) qui si sta parlando di un sistema citofonico a bassa tensione (48V Dc) 2) i contatti che devo andare a collegare alle entrare di arduino sono semplicemente i "pulsanti", quindi si parla di contatti "passivi" 3) i dispositivi che dovrei poi andare a collegare alle uscite di Arduino starebbero distanti dal videocitofono, quindi non ci vedo nessun problema. 4) quando si acquista un kit Arduino, è ovvio che si inizia con gli esperimenti sul banco di lavoro, con la realizzazione di prototipi, con i test sui nostri progetti, che si da supporto allo sviluppo... ma quando dopo mesi o anni di studio... finalmente si termina un progetto... mi sembra che sia piu che giusto che si possa UTILIZZARE, e non di lasciarlo nè sul banco di prova o su una bacheca in casa.

Permettetemi questo piccolo ma importante esempio: quando voi acquistate un'automobile, possiede una targa... un numero di telaio... ed una "omologazione", ma ciò non significa che è IMMUNE da pericoli. Potrebbero prendere fuoco, potrebbero bloccarsi le portiere e rimanere chiusi dentro, potrebbe danneggiarsi la centralina "omologata" bloccando improvvisamente l'automobile in autostrada e causando incidenti. Cadono gli aerei, deragliano i treni, prendono fuoco i pullman, affondano le navi... e sono tutte a "prova" di incidenti... E noi stiamo qui a dire se una scheda elettronica Arduino che funziona a 12V, con pulsanti collegati agli ingressi... possa causare problemi ad un impianto videocitofonico...

[u]Per ExperimentUno[/u]

Ma all' atto della implementazione dovrai farti una schede con l' ATmega 328PU standalone. Con le eventuali responsabilità. Infine se lo vuoi proteggere in lettura e scrittura cosa te ne fai del collegamento USB ?

Ok certo, potrei anche costruirmi una nuova basetta montandoci sopra l'Atmega328P-PU in stand-alone, utilizzando quindi gli elementi essenziali per il suo normale utilizzo (resistenze, condensatori, quarzo...). Certo, potrei quindi in questo modo eliminare la porta USB, ma intanto vorrei inizialmente programmare il microcontrollore montandolo su Arduino.

[u]Per uwefed[/u]

No, non é possibile. Lo sketch caricato puó essere protetto da lettura (comunque ricavi giá ricavi solo il linguaggio macchina ma non lo sketch C) ma non puoi proteggerlo contro cancellazione e sovrascrizione di un altro sketch. Poi se uno Ti vuole male Ti sostituice semplicemente l' Arduino che ha programmato lui. A quel punto il Tuo puó essere ultraprotetto se é possibile sostituirlo non serve a niente.

Se qualche disonesto volesse rubarmi la scheda Arudino o la scheda autocostruita (stand-alone) non se ne farebbe nulla se il microcontrollore è protetto. Io avrei il sorgente e potrei tranquillamente rifare una nuova scheda e riprogrammare un nuovo atmega328P-PU.

Alla fine voglio fare questa personale considerazione: tanti appassionati di elettronica, come me, hanno acquistato schede Arduino, Shield per Arduino, motori servo, motori DC, sensori...spendendo molti soldi.... non per vedere il proprio progetto funzionare e poi messo in bacheca o su internet agli occhi di tutti e senza poterlo utilizzare per motivi di "certificazioni", bensì trasformando i propri sacrifici in progetti da poter implementare privatamente (come il mio caso) o, per chi lo fa per lavoro, per motivi economici. Se tutti i progetti devono fermarsi sul banco di lavoro senza poterlo utilizzare per scopi funzionali... sarebbe come andare al lavoro per tanti anni... mettere i soldi in cassaforte...e a tarda età andare all'altro mondo senza aver avuto mai la possibilità di spendere i propri soldi per se stessi.

Io ringrazio voi per i consigli e per le delucidazioni, ma avevo aperto questa discussione non per avere informazioni sulle certificazioni, ma su come si protegge un Atmega328P-PU da possibili copie (copia da micro a micro) e letture del codice esadecimale.

Adesso, partendo dall'idea che potrei tranquillamente realizzare un circuito in standalone e me ne assumerei tutte le mie responsabilità... qualcuno potrebbe aiutarmi a proteggere il microcontrollore atmega328P-PU ?

NOTA: avete spesso dato un aiuto a tutti in questo forum, anche su questo tema. Quindi penso che non sto chiedendo nulla di male.

Grazie

Tu puoi dissentire quanto ti pare su tutto ciò che vuoi, ma la legge e la legge ... ... Arduino NON è certificato per essere installato i*n NESSUN impianto civile* (e NON c'entra la tensione, c'entrano tutte le altre normative) e SI, [u]è fatto SOLO per stare su un banco di laboratorio[/u] che a te piaccia o meno.

Per tutte le altre cose, si progetta una scheda (se vuoi ideata/prima provata sul banco, con Arduino), [u]la si fa certificare[/u] per controllare che rispetti tutte le norme (e sono migliaia di euro da spendere) e poi la si pù installare in un impianto civile.

Poi tu fai come ti pare, ma sappi che è illegale e che, in caso di un qualsiasi incidente (... che al 99% non sarà causato dalla tua modifica), comunque le assicurazioni NON pagano e tu sei civilmente e penalmente responsabile (e sicuramente, in caso di problemi, ti useranno come "capro espiatorio").

Detto questo, NO, la tua idea NON è applicabile, dato che, se programmi i fuse per proteggerlo, poi NON puoi più programmarlo neanche tu senza smontarlo e cancellare il chip su un apposito programmatore HV.

Guglielmo

Jumpereset: Ok, non sapevo che Arduino "non rispetta i requisiti richiesti dalle varie certificazioni", però mi permetto di dissentire su alcuni punti:

Liberissimo di dissentire, ciò non toglie che la legge è molto chiara su questa cosa, su nessun impianto civile, citofono incluso, puoi installare parti non certificate/omologate per l'uso specifico. Se vuoi usare Arduino, come sistema di programmazione, sul tuo citofono devi usare un PLC omologato basato su Arduino, ne esistono diversi e, ovviamente, non costano solo 20 E. Il fatto che il tutto funziona a bassa tensione non significa che non ci sono rischi, certo 48 V difficilmente risultano pericolosi per un essere umano, però bastano e avanzano per innescare un incendio, e questo può diventare molto pericoloso per gli esseri umani, oltre che a fare ingenti danni alle cose. Se proteggi contro la lettura un AVR poi non puoi più programmarlo tramite bootloader, ovvero con la USB al massimo puoi dialogare con il sistema ma non programmarlo, per riprogrammarlo devi per forza di cose usare un programmatore hardware ISP.

Voglio premettere una cosa: non sto polemizzando cio che scrivete, anzi vi ringrazio di cuore per mettermi in guardia contro i pericoli.
Sto soltanto cercando una COERENZA tecnica sull’uso dei dispositivi “Arduino” e cioè:

Se Arduino NON è “certificato” e non puo essere installato in nessun impianto (compresi quelli a bassa tensione…), perche potrebbe essere pericoloso per le persone… allora anche sul “banco prove” non potrebbe essere installato, ad esempio, con motori certificati…
Aggiungo anche che, secondo un punto di vista sicurezza, con un Arduino sul banco prove, test, esperimenti…il rischio di farsi male o di far male è maggiore rispetto ad un progetto che è stato gia testato ancor prima di esser montato.
Solitamente quando si fanno gli “esperimenti” sul banco prova…è scontato che prima di completare un progetto funzionale…si facciano errori o che qualcosa vada storto rischiando di farci male.

Questo discorso sta diventando interessante e penso possa essere uno spunto per fare maggiore chiarezza.

Detto questo… rispondo a:

Gpb01
Il microcontrollore atmega328P-PU (montato sulla Arduino Uno solo in fase di programmazione sul banco prove) voglio proteggerlo tramite opportuno programmatore collegato in ICSP

Astrobeed
Si ho gia acquistato un avrisp mkii ma so che non è in grado di compiere alcune importanti funzioni. Per ripristinare l’atmega328P-PU e per poterlo riprogrammare…avrei bisogno di un programmatore HV. Sto infatti provvedendo all’acquisto di un AVR Dragon, proprio perche per avere la piu alta sicurezza che il microcontrollore sia BLINDATO da ogni tentativo di manomissione…vorrei anche abilitare i fuse SPI e SPIEN.

Ma intanto vorrei capire se posso programmare il microcontrollore sulla scheda Arduino con AVR Dragon tramite ICSP o se deve necessariamente essere montato su AVR Dragon.

Jumpereset: Ma intanto vorrei capire se posso programmare il microcontrollore sulla scheda Arduino con AVR Dragon tramite ICSP o se deve necessariamente essere montato su AVR Dragon.

La programmazione HV può essere fatta solo montando il chip su un programmatore HV, quindi smontandolo da Arduino ed inserendolo nel programmatore.

Guglielmo

Jumpereset:
allora anche sul “banco prove” non potrebbe essere installato, ad esempio, con motori certificati…

Non hai capito un piffero di quello che ti ho detto, un conto è il lavoro di laboratorio, non importa se casalingo amatoriale o all’interno di una struttura di ricerca, chi ci lavora sa bene che può fare danni e deve prendere tutte le precauzioni del caso, un conto è installare un qualcosa in un impianto civile/industriale, nel secondo caso puoi farlo solo se l’oggetto ha i necessari requisiti.
Arduino, tutti i modelli, non ha i requisiti per l’uso civile/industriale e non li può avere perché non è stato progettato per passare le varie omologazioni/certificazioni, va bene solo per uso laboratorio e/o la realizzazione di prototipi, se vuoi usare Arduino in impianti civili/industriali devi progettare un hardware Arduino Like che ha i necessari requisiti.
Ti faccio presente che anche nel caso di laboratori professionali ci sono delle normative da rispettare, sopratutto per la sicurezza, se fai danni a cose o persone con i tuoi esperimenti ne sei comunque responsabile col rischio di dover pagare in prima persona se non hai fatto le cose nel modo corretto, le assicurazioni sono le prime a cercare tutti i possibili cavilli per non pagare.

Jumpereset: ... vi ringrazio di cuore per mettermi in guardia contro i pericoli.

... a quanto detto da Astro aggiungo solo che [u]tu continui a confondere[/u] la "pericolosità" con l' ILLEGALITA' !!!

Quanto tu vuoi fare è semplicemente ILLEGALE, punto.

La legge NON permette di mettere in un "impianto civile" cose non certificate/omologate/a norme e, in aggiunta, NON lo permette a te che ... NON sei persona qualificata e certificata per farlo.

Guglielmo

La conseguenza é che un assicurazione non paga se hai modificato l'impianto e faranno i furbi anche se Arduino non é ne la causa ne un fattore che ha contribuito al dnno. Che la Tua modifica non ha partecipato all'aumento dei rischi o al danno o sia stato la causa del incidente/incendio lo devi dimostrare Tu per avere una copertura assicurativa. Questo é praticamente e finanzialmente non possibile per normali mortali.

Un dispositivo omologato e un impianto certificato e collaudato da un perito abilitato Ti solleva da questa problematica.

Ciao Uwe

Ciao Astrobeed,

"hardware Arduino Like"....di cosa si stratta? Questa cosa mi ha incuriosito

una versione stand-alone, cioè il micro ed i necessari componenti esterni usati sull'Arduino, ma senza la board Arduino

Buongiorno Professore Menniti,

è un piacere scrivere con lei e ricevere i vostri suggerimenti. Si infatti è quello che voglio realizzare io e cioè:

  • una nuova PCB vetronite (realizzazione del master da me sviluppato, incisione delle piste tramite pantografo 3assi x,y,z), per funzionare con l'atmega328P-PU + i componenti esterni (oscillatore, resistenze, condensatori, pulsanti)

  • Dopodichè la nuova board dovrà essere protetta da possibili copie, da possibili letture del firmware che sta all'interno del microcontrollore.

Jumpereset: "hardware Arduino Like"....di cosa si stratta? Questa cosa mi ha incuriosito

Si tratta di quello che ti ho già detto all'inizio ...

... si progetta/disegna/realizza una scheda con sopra la stessa MPU (ATmega328P il cui codice puoi sviluppare su Arduinio) si realizza seguendo tutte le norme, si pagano $$$ fior di consulenti per far fare tutte le certificazioni e, alla fine ... NON tu che NON ne hai i titoli, ma un impiantista certificato può installarla in un impianto civile/industriale.

Guglielmo

Jumpereset: Buongiorno Professore Menniti,

è un piacere scrivere con lei e ricevere i vostri suggerimenti. Si infatti è quello che voglio realizzare io e cioè:

  • una nuova PCB vetronite (realizzazione del master da me sviluppato, incisione delle piste tramite pantografo 3assi x,y,z), per funzionare con l'atmega328P-PU + i componenti esterni (oscillatore, resistenze, condensatori, pulsanti)

  • Dopodichè la nuova board dovrà essere protetta da possibili copie, da possibili letture del firmware che sta all'interno del microcontrollore.

Piacere mio. Per l'hardware mi sembra che tu abbia già le idee chiare, riguardo il software la soluzione più immediata per imparare a fare ciò che ti serve è quella di reperire le quattro riviste di Elettronica In sulle quali ho pubblicato il mio progetto di Programmatore HV (vedi nella mia firma il link delle mia pubblicazioni); se ti registri sul sito mi pare che attualmente te ne regalino due, per le altre due magari gliele fai regalare ad un amico e sei a posto.

gpb01: ... si progetta/disegna/realizza una scheda con sopra la stessa MPU (ATmega328P il cui codice puoi sviluppare su Arduinio) si realizza seguendo tutte le norme, si pagano $$$ fior di consulenti per far fare tutte le certificazioni e, alla fine ...

...alla fine ti accorgi che ti costa mooooolto meno comprare una cosa già fatta e farla montare :)

Alternativa alla costruzione di una scheda con atmega e tutto il resto: Esistono anche delle schede già progettate per rispettare i vari requisiti. Ma... Immagina di comprare una "CertifiDuino Uno" (sto inventando il nome). Rispetta tutti i requisiti. Dovrai comunque inserire questa CertifiDuino Uno in un circuito creato da te. A questo punto dovrai certificare l'insieme CertifiDuino + PezzoTuoDiCircuito. Il vantaggio sarà che la parte CertifiDuino non ti creerà alcun ostacolo alla certificazione (ma potrebbe essere la parte "PezzoTuoDiCircuito" a crearne). Lo svantaggio sarà che ti costerà di più.

Se vuoi realizzare qualcosa e pensi di poter creare qualcosa di utile, ti suggerirei - visto quanto detto fino ad ora - di creare un prototipo e venderlo a terzi (che poi procederanno a tutte le fasi successive).

Io ora però vorrei approfondire questa cosa dell'illegalità contro la quale tanto ci si batte su questo Forum al punto che in alcuni momenti si sfiori quasi l'aggressione verbale nei confronti del malcapitato che ha in mente di realizzare qualcosa. Cioè io distinguerei, assumendo un atteggiamento un poco più moderato, tra le possibili diverse situazioni, che qui vengono trattate tutte allo stesso modo: 1 - la richiesta di aiuto in un progetto pericoloso già in fase di progettazione 2 - la richiesta di aiuto in un progetto che potrebbe essere pericoloso in fase di sperimentazione e attuazione 3 - la richiesta di aiuto in un progetto che di per sé non è potenzialmente pericoloso, ma lo si assume come tale SOLO perché si va a realizzare qualcosa per la quale in genere è richiesta una certificazione. Senza stare lì ora a pensare a tutte le sub-casistiche possibili se no non ne usciamo più ma se qualcuno poi vuole porre una 4a o 5a questione se ne può parlare, Moderatore permettendo. Iniziamo col fare una considerazione: Jumpereset è uno studente (così si è presentato almeno) è onestamente ha detto ciò che vuole realizzare, e subito sono iniziati i "ceffoni", benevoli ovviamente ed anche giusti se vogliamo, ma quante volte c'è gente qui che chiede aiuto specifico per fare qualcosa senza dire cosa, e magari sta preparando un timer/bomba per conto dell'ISIS? Cioè come si stabilisce chi aiutare e chi no se il metro è quello che racconta l'utente? Quindi quante volte abbiamo aiutato gente che poi magari c'è rimasta secca e non ne abbiamo saputo più nulla?

Detto questo, che no mi sembra di poco conto vediamo di capire le situazioni dei tre punti precedenti: 1 - Un tizio arriva e, anche senza raccontare cosa vuole fare, chiede aiuto per un progetto in cui si debba lavorare a piene mani con tensione di rete o magari alta tensione, o qualsiasi altra cosa per la quale si percepisca "a pelle" che questo rischia davvero di farsi del male, in quanto se chiede aiuto è perché non ha le necessarie cognizioni per metterci mano. Personalmente interverrei dicendo: Amico caro, se ti vuoi suicidare devi farlo da solo, in caso contrario chiunque qui ti aiuti rischia di diventare omicida in una delle sue varie forme, e rischia la galera. Non dimentichiamo infatti che se il tizio si dovesse far male seriamente potrebbe anche ricorrere ad un avvocato e denunciare chi lo ha aiutato, sempre che fosse chiaro il rischio.... 2 - Prendiamo l'utente che vuole realizzare qualcosa da applicare ad un mezzo di locomozione, un contagiri, o un sistema di frenata elettronica o qualsiasi altra cosa che vada a modificare le caratteristiche certificate del mezzo. Qui la pericolosità NON è insita nel progetto e nella sua realizzazione, ma può ragionevolmente esserlo nella sua attuazione. Cioè nel momento in cui l'utente deve lavorare in laboratorio e quindi in una situazione di simulazione cosa gli può succedere? probabilmente niente; invece quando andrà a collaudare il suo ABS magari finisce in un canalone..... Io penso che nel momento in cui si avvisi chiaramente l'utente della pericolosità della sua idea, non vedo perché non gli si debbano suggerire idee nella fase sperimentale; in questi casi spesso l'utente è un esperto della materia (un meccanico) quindi sa come muoversi; ecco magari ci si può sincerare circa le sue competenze extra-elettroniche, ma dal punto di vista elettronico dov'è il problema? Queste sono le classiche situazioni in cui spesso l'utente NON dice cosa vuole fare ma chiede aiuto p.es. per controllare un servomotore.....quante volte abbiamo aiutato di queste persone solo perché non ci hanno parlato del loro scopo finale? 3 - Io metterei il caso di Jumpereset nella terza casistica; concordo sul fatto che una scheda vada certificata, che vada fatta con criterio, che si debbano rispettare tutti i crismi della progettazione e allora? Non lo si può aiutare spiegandoglieli? E comunque parliamoci chiaro quello che vuole fare è davvero così pericoloso da rischiare vite umane? Allora non lo fa, poi magari il suo palazzo è senza la messa a terra, come decine di migliaia di costruzioni ancora in Italia oppure il vicino si scorda la stufa a gas accesa (e certificata) e crolla tutto lo stesso. Io dico, lo avete avvisato di tutte queste cose, perché ora non aiutarlo nella parte prettamente "arduinica"? Naturalmente Guglielmo e Astro, tanto per citare gli interventi principali, sono miei amici e due fior di professionisti, per cui ho il massimo rispetto per il loro punto di vista, ma che impari a proteggere il suo microcontrollore che tipo di pericolo può rappresentare per il suo palazzo? Quindi perché sia chiara la mia posizione, concordo anch'io che si debba discernere caso per caso la pericolosità dell'aiuto che si chiede, e che in determinati casi effettivamente ci si debba rifiutare, ovviamente motivando bene la cosa, ma forse ci vorrebbe un po' di apertura in più. Voglio lasciarvi riflettere su una cosa: tempo fa venne un altro a chiedere questa cosa, voi non siete intervenuti, invece altri cominciarono una infinita storia sull'open source e giù polemiche a morire. Eppure nessuno sapeva perché questo volesse proteggere il suo micro, non è che alla fine il vero problema diventa questo visto che se anche si superassero le vostre motivazioni interverrebbero quelle di secondo grado?