RESISTORI

Buon giorno a tutti, vorrei farvi una domanda sui resistori , ma prima alcune precisazioni che stanno alla base e spero siano corrette altrimenti che gli amministratori mi folgorino.

premesso che :

una tensione rappresenta uno squilibrio di cariche elettriche ( ad esempio nel sistema pila )
una intensita di corrente determina quanti elettroni stanno migrando da un polo negativo ad uno positivo
e che una potenza è un lavoro svolto da una carica elettrica per raggiungere un certo stato energetico ,

perche si dice che una resistenza abbassando il flusso di elettroni abbassa anche il voltaggio di una rete? ( non ci arrivo concettualemnte non capisco perche si abbassa la differenza di potenziale. ) e in piu sapere se le resistenze possono , come dire , sovraccaricarsi e fondersi o rompersi o esplodere o che so io .

se posso azzardare una risposta almeno per il secondo quesito credo di no. Giusto?

grazie per la pazienza.

erunamo:
perche si dice che una resistenza abbassando il flusso di elettroni abbassa anche il voltaggio di una rete? ( non ci arrivo concettualemnte non capisco perche si abbassa la differenza di potenziale. ) e in piu sapere se le resistenze possono , come dire , sovraccaricarsi e fondersi o rompersi o esplodere o che so io .

Se metti due resistenze in serie e le fai attraversare da una corrente la tensione si ripartisce sulle stesse in funzione del loro valore ohmmico e la corrente che le attraversa in funzione della legge di ohm, V =R * I che è la legge di base che governa tutta l'elettronica.
In pratica su una resistenza può scorrere una corrente pari a I = V/ R, se ne metti due in serie dello stesso valore la tensione ai loro capi sarà pari a 1/2 della tensione applicata agli estremi.
Esempio pratico la tensione è 10V le due R valgono 100 ohm pertanto il loro valore serie è 200 ohm, con tale valore resistivo scorrono 10V/200 ohm = 0.05 A, su ciascuna resistenza avrai 5V perché V = RI = 0.05 * 100 = 5V.
Tutti i componenti elettronici hanno una potenza massima che possono sopportare, per le normali resistenze è molto piccola, quanto dipende dalle loro dimensioni comunque parliamo di pochi decimi di Watt.
Se su una resistenza fai passare troppa corrente, la potenza è il prodotto V
I, il risultato è che scalda e che in un tempo più o meno breve, dipende dalla potenza massima ammessa e quella dissipata, prende fuoco, se la potenza applicata è molto più alta di quella ammessa la resistenza fonde in pochi decimi di secondo.

ok grazie della risposta ora è piu chiaro ed allo stesso modo è chiaro che devo passare al secondo capitolo del libro "imparare l'elettronica partendo da zero" di nuova elettronica.

al via lo studio di ressitenze trimmer e potenziometri

grazie mille

erunamo:
libro "imparare l'elettronica partendo da zero" di nuova elettronica.

Questo è quello che penso di quel "libro"

Volta e Ampère si rivoltano nella tomba ogni volta che viene citato :grin:

astrobeed:
Questo è quello che penso di quel "libro"

Volta e Ampère si rivoltano nella tomba ogni volta che viene citato :grin:

Beh, dai, schiere di ragazzini si sono fatti con Nuova Elettronica e Elettronica Pratica, e poi chi ha voluto "evolversi" è andato avanti...
Conosco personalmente alcuni "ingegneri elettronici" che sanno cosa sono transistor, resistenze ecc.., ma non hanno la più pallida idea di come "metterli insieme".
Quindi, ben venga la divulgazione "terra terra": male non fa !!!

steve-cr:
Beh, dai, schiere di ragazzini si sono fatti con Nuova Elettronica e Elettronica Pratica, e poi chi ha voluto "evolversi" è andato avanti...

Tutti quelli che sono sono "fatti" con Nuova Elettronica sono rimasti degli amatori, al massimo degli eterni apprendisti, non conosco nessun professionista che ha imparato sul serio l'elettronica sulle riviste.

Conosco personalmente alcuni "ingegneri elettronici" che sanno cosa sono transistor, resistenze ecc.., ma non hanno la più pallida idea di come "metterli insieme".

Non è compito degli ingegneri elettronici montare i circuiti e farli funzionare, per quello ci sono gli schiavetti assistenti di laboratorio, il loro compito è fare gli schemi teorici :slight_smile:
Per mia fortuna non sono un ingegnere elettronico, prima di tutto sono un fisico (cibernetico) e solo dopo sono un ingegnere (informatico con specializzazione in automazione).

Quando fai queste dichiarazioni mi viene in mente solo lui:

:grin:

sono un fisico (cibernetico)

Anch'io ho un fisico da cibernetico e allora? :grin: :grin:

Vespucci:
Quando fai queste dichiarazioni mi viene in mente solo lui:

Magari avere anche solo 1/3 della sua competenza (televisiva) come fisico teorico :grin:
Probabilmente a me il premio nobel non lo daranno mai, però posso competere per il premio ignobel per la mia ricerca sul motore a rana mielosa, uno spin off del motore a gatto imburrato :grin:

Non fatemi ridere troppo, che e' mattina e sono ancora mezzo addormentato :stuck_out_tongue: :smiley:

Be, seriamente, e' ovvio che l'elettronica non la si impara da una rivista, e neppure da un libro, se non ci si applica anche con la pratica ... diciamo che quel libro puo essere un punto di partenza per persone che non sanno praticamente nulla, per prendersi un minimo di infarinatura teorica ed iniziare a smanettare un po ... se poi uno vuole approfondire, deve passare a testi piu seri, e se possibile ad un corso serio, ma tanto per iniziare a capire qualcosa (traduzione: a capire come non far saltare l'edificio in cui vivi :stuck_out_tongue: :D) e divertirsi un po, non e' proprio da buttare.

... motore a rana mielosa ...

Lascia perdere, recenti studi hanno evidenziato un bug di principio nella teoria (il miele attira gli insetti, e quando la rana cerca di mangiarseli, si aggroviglia su se stessa) ... :grin: :grin: :grin:

Etemenanki:
Lascia perdere, recenti studi hanno evidenziato un bug di principio nella teoria (il miele attira gli insetti, e quando la rana cerca di mangiarseli, si aggroviglia su se stessa) … :grin: :grin: :grin:

Ecco perché non riesco mai a farlo funzionare per più di cinque minuti prima di dover sostituire la rana :grin: