[RISOLTO] Ciclo di vita di Arduino

Salve a tutti.

La domanda credo sia veramente "generale", spero non troppo filosofica :)

Poichè un po' alla volta inserirò Arduino in un mio progetto (impianto elettrico classico "seguito" anche da una simil-domotica fai-da-te), mi stavo chiedendo: - visto che come molti non sono del settore elettronico - visto che farò tutto per diletto, con l'aiuto del Forum, di amici, della Rete, di manuali e guide - visto che utilizzerò Arduino così com'è, e non per quello che dovrebbe essere: un punto di partenza per sviluppare schede proprie alla fine di una sperimentazione,

come dovrei considerare il suo ciclo di vita?

Non credo che Arduino, per quanto trattato bene elettricamente, durerà quanto l'intero impianto elettrico. Magari durerà molti anni, ma quando lo dovrò sostituire :astonished:....... 1. non esisterà più in commercio (ci sarà Arduino "sette", "otto", la "Arduino 2020"??) ? Ok ne prendo 1 di scorta, ma alla dipartita di quest'ultimo non esisterà più davvero! 2. si dovrà riscrivere codice per un nuovo micro?

Diciamo che sostituire un relè tipo Finder non dovrebbe essere un problema per svariati anni, rivedere la parte elettronica fai-da-te potrebbe esserlo.

Sono considerazioni del tutto generali, probabilmente per i più bravi ad apprendere nuovi strumenti (nuovi micro, o di altri produttori, ecc.) è una passeggiata e un divertimento, per altri invece potrebbe essere un ostacolo non da poco.

Dopotutto lo stesso problema lo troverà chiunque oggi decida per impianti domotici commerciali, anche di marche affermate nel settore degli impianti civili, o peggio di costruttori improvvisati senza storia (...e futuro :zipper_mouth_face:): non è un aspirapolvere che tanto basta attaccare alla presa quello nuovo! Per quanto tempo si può pensare di avere a disposizione componentistica sofisticata, ad alto valore (di magazzino!!)?

Gradite anche eventuali considerazioni su come proteggere adeguatamente una scheda Arduino, inserita in un impianto elettrico residenziale.

La domanda è rivolta anche a chi ha sviluppato bellissimi progetti di domotica, tutti basati su una moltitudine di Arduino in casa. E credo valga per soluzioni basate Arduino, Raspberry, ecc.

Niente di urgente, tuttavia... XD

Grazie

A.

Finchè mamma Atmel non manda fuori produzione i microcontrollori montati sugli arduino puoi stare tranquillo

andreino:
Non credo che Arduino, per quanto trattato bene elettricamente, durerà quanto l’intero impianto elettrico. Magari durerà molti anni, ma quando lo dovrò sostituire :astonished:

Ci sono apparecchi elettronici vecchi di decenni che funzionano ancora. Tutto sta anche nella bontà dei componenti usati.

  1. non esisterà più in commercio (ci sarà Arduino “sette”, “otto”, la “Arduino 2020”??) ? Ok ne prendo 1 di scorta, ma alla dipartita di quest’ultimo non esisterà più davvero!

Fa parte della normale evoluzione di tutte le cose. Magari fra 5 anni ci sarà l’Arduino 10 e sari tu a sostituirlo per “sfizio” invece che per vetustà :wink:

  1. si dovrà riscrivere codice per un nuovo micro?

Forse sì forse no. L’Atmega328 è un chip ad 8 bit, un’architettura che ha quasi 40 anni eppure è ancora usata. Dipenderà dale funzionalità della scheda. Dipenderà da tanti fattori, non si può dire ora.

Diciamo che sostituire un relè tipo Finder non dovrebbe essere un problema per svariati anni, rivedere la parte elettronica fai-da-te potrebbe esserlo.

Dipende dalle attitudini personali. Io mi troverò senz’altro meglio a sostituire l’Arduino che rifare un circuito elettronico :wink:
Probabilmente i tuoi timori sono dettati dal fatto di essere forse più portato al lato elettronico che a quello software :smiley:

Gradite anche eventuali considerazioni su come proteggere adeguatamente una scheda Arduino, inserita in un impianto elettrico residenziale.

Intendi a livello hardware, cioè come “preservarla” non come “custodirla”, giusto?

leo72:

andreino: Non credo che Arduino, per quanto trattato bene elettricamente, durerà quanto l'intero impianto elettrico. Magari durerà molti anni, ma quando lo dovrò sostituire :astonished:.......

Ci sono apparecchi elettronici vecchi di decenni che funzionano ancora. Tutto sta anche nella bontà dei componenti usati.

  1. non esisterà più in commercio (ci sarà Arduino "sette", "otto", la "Arduino 2020"??) ? Ok ne prendo 1 di scorta, ma alla dipartita di quest'ultimo non esisterà più davvero!

Fa parte della normale evoluzione di tutte le cose. Magari fra 5 anni ci sarà l'Arduino 10 e sari tu a sostituirlo per "sfizio" invece che per vetustà ;)

  1. si dovrà riscrivere codice per un nuovo micro?

Forse sì forse no. L'Atmega328 è un chip ad 8 bit, un'architettura che ha quasi 40 anni eppure è ancora usata. Dipenderà dale funzionalità della scheda. Dipenderà da tanti fattori, non si può dire ora.

Diciamo che sostituire un relè tipo Finder non dovrebbe essere un problema per svariati anni, rivedere la parte elettronica fai-da-te potrebbe esserlo.

Dipende dalle attitudini personali. Io mi troverò senz'altro meglio a sostituire l'Arduino che rifare un circuito elettronico ;) Probabilmente i tuoi timori sono dettati dal fatto di essere forse più portato al lato elettronico che a quello software :D

Gradite anche eventuali considerazioni su come proteggere adeguatamente una scheda Arduino, inserita in un impianto elettrico residenziale.

Intendi a livello hardware, cioè come "preservarla" non come "custodirla", giusto?

grazie Leo

ehm... più portato al software direi :blush: l'elettronica l'è un altro mondo :)... intendevo che una sostituzione dell'hardware (nuovo chip, nuove schede, gestione dei pin I/O da rifare...) si porta dietro anche il probabile apprendimento di qualcosa di nuovo su cui lavorare poi di software.

Dopo aver preso la mano bene bene con Arduino, ci voglio sviluppare sopra la parte software (per me un'applicazione VB.NET), e la mia opinione è che questa ultima parte (quella che controllo meglio) dovrà essere il più possibile sviluppata in termini generici per interfacciarsi con un Arduino diverso (spero di no, ma anche un non-Arduino!), p.es. senza una mappatura "fissa" dei pin.

"Arduino 10": visto che non intendo sviluppare una scheda ad-hoc che monta il micro, sostituire una UNO con una DIECI non dovrebbe essere un dramma, sarà da rivedere la mappatura, l'alimentazione, ecc.

Preservare Arduino: si in termini elettrici, correnti, tensioni, ecc. Non dico contro i fulmini, ma proteggerla almeno da dannosi e continui disturbi. P.es.: vorrei alimentare Arduino con un trasformatore (magari da barra DIN, raccolgo il più possibile nel quadrone generale), sarà sufficiente a garantire la stabilità?

Grazie

A.

pelletta: Finchè mamma Atmel non manda fuori produzione i microcontrollori montati sugli arduino puoi stare tranquillo

ahah come dire, finchè c'è....c'è! XD

andreino: intendevo che una sostituzione dell'hardware (nuovo chip, nuove schede, gestione dei pin I/O da rifare...) si porta dietro anche il probabile apprendimento di qualcosa di nuovo su cui lavorare poi di software.

la UNO è la "migliore" come supporto e per la possibilità di cambiare il chip atmega328p, il vero cuore

andreino: Dopo aver preso la mano bene bene con Arduino, ci voglio sviluppare sopra la parte software (per me un'applicazione VB.NET), e la mia opinione è che questa ultima parte (quella che controllo meglio) dovrà essere il più possibile sviluppata in termini generici per interfacciarsi con un Arduino diverso (spero di no, ma anche un non-Arduino!), p.es. senza una mappatura "fissa" dei pin.

arduino tenterà sicuramente di mantenere la compatibilità congli attuali shield, per quanto possibile. Però si è limitati dal fatto che è il chip che comanda, ed è prodotto da un'azienda esterna (Atmel per ora), che li sviluppa per scopi commerciali. Noi hobbisti siamo una fetta esigua, uno sputacchio sul bilancio :)

per il resto non so risponderti

Io non avrei paura più di tanto. È vero che potrà essere abbandonato il 328, ma Arduino stesso sarà interessato a essere retrocompatibile fino a certi punti. Stai cm dicendo che fai tu l impianto, programmerai tu il micro, decidersi tu che pin usare e cosa deve fare il sw. Sei quindi adatto ad un futuro aggiornamento. Diverso il discorsi di un ragioniere che comprerebbe il tuo impianto pari pari.

@lesto: grazie, agganciandomi al commento di pelletta, teniamoci quel che c'è finchè dura, poi si vedrà

@Testato: si per la parte automazione ci penserò io un po' alla volta (non l'impianto elettrico di base, ovviamente)

Diciamo che se il tutto funzionerà e lavorerà in modo autonomo senza metterci le mani (dubito, ne ho per anni!! :)), sarà il caso di avere almeno una board di riserva per sostituire la prima che salta. Se nel frattempo il mercato non la tratta più, ci dovrebbe essere tempo per passare ad una soluzione più moderna. Dopotutto, nella mia personale situazione, ho considerato di avere un impianto elettrico standard a relè. Io poi mi ci appoggio sopra, ampliando con sensori e logica. Ma se salta un Arduino, la moglie in casa riesce ancora a viverci! :D

Ma difatti io non vedo il problema. Quando hai l'hardware esterno funzionante, il sistema di pilotaggio può anche cambiare ma basta usare interfacciarsi al primo. Cambierà il chip, cambierà la scheda, ma il principio rimarrà quello. 30 anni fa le automobili erano tecnologicamente diverse ma in linea di massima, anche se sei abituato a guidare un'auto moderna, riesci a mandarle lo stesso. Lo sterzo non sarà assistito ed il cambio non sincronizzato ma girando a destra vai a destra su entrambe, ed il pedale di mezzo è sempre il freno ;)

andreino:

pelletta: Finchè mamma Atmel non manda fuori produzione i microcontrollori montati sugli arduino puoi stare tranquillo

ahah come dire, finchè c'è....c'è! XD

Mah ... secondo le ultime news del produttore, direi che fino a giovedi dovreste essere a posto ... (sto scherzando, ovviamente :P XD XD XD)

Seriamente, per le protezioni ti consiglierei il sistema che si usa negli impiantio automotive, che sono in genere quelli piu soggetti a disturbi ... per gli ingressi, una resistenza da 100 ohm in serie, seguita da uno zener da 5,6V e da un condensatore da 100nF in parallelo, entrambi verso massa ... per le uscite, lo stesso, piu eventualmente un diodo tipo 1n4148 in serie alla resistenza da 100 ohm (solo se c'e' il rischio di ritorni verso le uscite, altrimenti non e' indispensabile) ... le eventuali schede dei rele o dei comandi, disaccoppiare sia a livello di alimentazione sia a livello di segnale (opto) ... per l'alimentazione usare un'alimentatore di buona qualita' con protezioni, ed eventualmente aggiungerne una "fatta in casa" con un transistor di potenza ed un PTC, ma solo nel caso che si prevedano picchi di tensione seri ...

Etemenanki: Mah ... secondo le ultime news del produttore, direi che fino a giovedi dovreste essere a posto ... (sto scherzando, ovviamente :P XD XD XD)

giovedì?? subito al lavoro allora! :P

Seriamente, per le protezioni ti consiglierei il sistema che si usa negli impiantio automotive, che sono in genere quelli piu soggetti a disturbi ... per gli ingressi, una resistenza da 100 ohm in serie, seguita da uno zener da 5,6V e da un condensatore da 100nF in parallelo, entrambi verso massa ... per le uscite, lo stesso, piu eventualmente un diodo tipo 1n4148 in serie alla resistenza da 100 ohm (solo se c'e' il rischio di ritorni verso le uscite, altrimenti non e' indispensabile) ... le eventuali schede dei rele o dei comandi, disaccoppiare sia a livello di alimentazione sia a livello di segnale (opto) ... per l'alimentazione usare un'alimentatore di buona qualita' con protezioni, ed eventualmente aggiungerne una "fatta in casa" con un transistor di potenza ed un PTC, ma solo nel caso che si prevedano picchi di tensione seri ...

ok!

grazie!

Etem bello il consiglio di proteggere gli ingressi, ti ho messo un karma :) ma perché anche le uscite ? Capisco il discorso del diodo per rientri non graditi, ma il resto ? Essendo un uscita non supererà mai i 5v ed essendo a bassa impedenza anche i disturbi vengono attenuati, quindi perché zener + RC ?

http://ruggedcircuits.com/html/ruggeduino.html

Testato: ... perché anche le uscite ? Capisco il discorso del diodo per rientri non graditi, ma il resto ? Essendo un uscita non supererà mai i 5v ed essendo a bassa impedenza anche i disturbi vengono attenuati, quindi perché zener + RC ?

Dipende sempre da cosa le colleghi (e a chi va in mano il tutto alla fine :P ... una volta un'amico ha sbagliato a connettere il connettore del motore sul rov e l'ha infilato in quello delle camere, friggendo tutta la sezione videoswitch ... l'unico motivo per cui non si e' fritto anche tutto il resto del rov, e' perche' da buon paranoico avevo infilato protezioni dappertutto ;P) ... se c'e' il rischio che una scheda pilotata da arduino possa friggersi e spararti magari 24V o la 220 verso il micro, e' sempre meglio proteggere anche le uscite, poi dipende appunto dall'uso ... ad esempio, se piloti una scheda di rele o di triac usando degli opto, la protezione e' gia costituita dagli opto ... se ci piloti delle schede senza opto, o magari a distanza e con i cavi che passano per le stesse canaline della rete perche' non ce ne sono altre, un minimo di protezione da disturbi e segnali spurii non guasta ... per la serie "... male 'un fa' ..." ;)

PaoloP: --> http://ruggedcircuits.com/html/ruggeduino.html

:blush: sembra fatto per me.................

Who needs a Ruggeduino? Anyone who makes mistakes

Etemenanki:

Testato:
… perché anche le uscite ? Capisco il discorso del diodo per rientri non graditi, ma il resto ? Essendo un uscita non supererà mai i 5v ed essendo a bassa impedenza anche i disturbi vengono attenuati, quindi perché zener + RC ?

Dipende sempre da cosa le colleghi (e a chi va in mano il tutto alla fine :stuck_out_tongue: … una volta un’amico ha sbagliato a connettere il connettore del motore sul rov e l’ha infilato in quello delle camere, friggendo tutta la sezione videoswitch … l’unico motivo per cui non si e’ fritto anche tutto il resto del rov, e’ perche’ da buon paranoico avevo infilato protezioni dappertutto ;P) … se c’e’ il rischio che una scheda pilotata da arduino possa friggersi e spararti magari 24V o la 220 verso il micro, e’ sempre meglio proteggere anche le uscite, poi dipende appunto dall’uso … ad esempio, se piloti una scheda di rele o di triac usando degli opto, la protezione e’ gia costituita dagli opto … se ci piloti delle schede senza opto, o magari a distanza e con i cavi che passano per le stesse canaline della rete perche’ non ce ne sono altre, un minimo di protezione da disturbi e segnali spurii non guasta … per la serie “… male ‘un fa’ …” :wink:

ok

io infatti per l’acquisto delle scheda relè definitiva propendo per una opto

Si sul discorso CGE le prot non fanno mai male sono d'accordo, cervo vi fossero motivi più tredici che non vedi. Dico la mia sulle schede relè, io non le prendo con opto per due motivi: 1 visto che parliamo di relè che altro vuoi isolare ? Il carico è già indipendente dal circuito 2 a fronte di un secondo isolamento già di per se inutile si devono spendere preziosi ma per accendere l opto, tenere attivi 8 relè vuol dire tenere accesi 8 led inutilmente, che se sono sulla stessa porta sono 160mA. Quindi meglio pilotare i relè con transistor, in bel bc517 darlington ed il micro manco si accorge che sta lavorando

Etemenanki e Testato, sono 2 punti di vista opposti che io non riesco a gestire… :blush:

il pericolo che si fulmini una scheda relè e che si danneggi Arduino (che poi è collegato al pc, o all’ethernet, ecc.) è realistico?

Dico, è una possibilità che deriva da inesperienza (p.es. la mia) oppure un ipotetico incidente elettrico? :~