gianluca_degiorgio:
E comunque con l'accorgimento delle resistenze fino a che distanza si potrebbe arrivare? La sezione dei fili da usare?
Purtroppo non è un argomento che si liquida con una resistenza o con una sezione.
La parola "segnale" è un'astrazione. Quando ad uno stato fisico (o alla sua variazione) si associa un significato convenzionale, allora quello stato fisico è un segnale che rappresenta quel significato. Possiamo avere segnali binari a due livelli, e segnali continui che rappresentano un insieme continuo di "valori".
Elettricamente parlando, i casi più semplici di stati fisici con cui creare dei segnali elementari sono livelli di tensione, di corrente e di frequenza, eventualmente manipolati in modo da produrre segnali più complessi.
Si possono fare i chilometri come solo pochi centimetri, ma bisogna conoscere (oltre alla indispensabile legge di Ohm), esattamente con cosa si sta lavorando (segnali statici? frequenze? impulsi? tensioni? correnti? di che valore?), e tener presente che un collegamento reale avrà un'induttanza, una resistenza e una capacità, per cui potrà accoppiarsi induttivamente e capacitivamente con ogni altro conduttore nei paraggi.
Se si parla di segnali statici in tensione la sezione per poche decine (o anche centinaia) di metri è quasi irrilevante, i tipici cavetti per allarmi, telefonici, citofonici, ethernet, vanno tutti bene. Ma la sezione potrebbe essere la cosa meno importante, magari in un caso specifico è più importante la twistatura (intrecciamento) per fronteggiare i campi magnetici variabili, o la schermatura per fronteggiare i campi elettrici, o il blocco delle radiofrequenze con ferriti e induttanze.
Inoltre le sorgenti di disturbo non influiscono solo su un "segnale", ma su tutti i conduttori nei paraggi, per cui oltre a degradare il segnale utile potrebbero anche causare blocchi e reset. In alcuni casi la geometria fisica o il percorso dei collegamenti, soprattutto delle masse (GND) diventa importante.
In generale un pin di Arduino non va mai collegato direttamente ad una lunga linea che si allontana. Se si parla di decine di metri meglio sarebbe optoisolare (bisognerebbe essere in grado di montare da sé qualche piccolo circuito di adattamento), ma almeno come minimo interporre una resistenza di disaccoppiamento in serie al pin (diciamo 330Ω se è un'uscita e 10kΩ se è un ingresso).
Poi una linea è tanto meno disturbabile quanto più bassa è la sua impedenza, il che vuol dire che da un lato o dall'altro dovrà avere una resistenza, pull-up o pull-down (a seconda se la si collega a Vcc o a GND), che ne determina il livello stabile a riposo (1kΩ è un valore tipico adatto per linee 5V di pochi 10 metri in ambiente elettricamente "normale"). MA... bisogna vedere se il sensore in questione da collegare genera una tensione compatibile con gli ingressi di Arduino E se è in grado di erogare/assorbire la corrente richiesta dalla resistenza di pull.
Inoltre se si deve leggere un contatto meccanico (pulsante, sensore con uscita a relé ecc) vanno anche filtrati i rimbalzi di commutazione (debounce) tramite un condensatore posto tra il pin di ingresso di Arduino e GND, quindi non esiste "la ricetta", ogni caso è a parte... per questo sarebbe meglio partire dal sensore preciso e non da discorsi astratti.