Un paio di domandine "tecniche"

astrobeed:

MatteoG: Magari mi informo se esite qualche deviazone nel caso sia "regalato".

Te lo dico io senza farti perdere tempo, non importa se la scheda la regali, la noleggi o la vendi, nel momento in cui la introduci sul mercato come un prodotto finito deve essere omologata con le varie normative dipendenti dalla categoria merceologica. Non sono soggetti a CE, o altra certificazione di questo genere, solo i prodotti non finiti, p.e. un kit di montaggio elettronico, una scheda su cui l'utente finale deve montare altri componenti etc, però sono comunque soggetti al rohs e altre eventuali regolamentazioni su i materiali e l'inquinamento. Va da se che un prodotto senza CE, come il kit di montaggio, se causa danni alle persone o alle cose viene comunque analizzato da un perito disposto dal tribunale e se viene riscontrata colpa del produttore per errori di progettazione e/o realizzazione la responsabilità civile e penale è comunque presente.

Ti ringrazio, sai anche ( più o meno ) a che certificazioni devo fare riferimento per la mia scheda ( oltre alla CE ). RoHS ? EMC? Se la scheda non la faccio fisicamente io, le certificazioni me le deve rilasciare chi l ha costruita?

L'autocertificazione come posso farla?

astrobeed:

MatteoG: Magari mi informo se esite qualche deviazone nel caso sia "regalato".

Te lo dico io senza farti perdere tempo, non importa se la scheda la regali, la noleggi o la vendi, nel momento in cui la introduci sul mercato come un prodotto finito deve essere omologata con le varie normative dipendenti dalla categoria merceologica. Non sono soggetti a CE, o altra certificazione di questo genere, solo i prodotti non finiti, p.e. un kit di montaggio elettronico, una scheda su cui l'utente finale deve montare altri componenti etc, però sono comunque soggetti al rohs e altre eventuali regolamentazioni su i materiali e l'inquinamento. Va da se che un prodotto senza CE, come il kit di montaggio, se causa danni alle persone o alle cose viene comunque analizzato da un perito disposto dal tribunale e se viene riscontrata colpa del produttore per errori di progettazione e/o realizzazione la responsabilità civile e penale è comunque presente.

Ecco, appunto. Poi in questo caso è anche un prodotto finito.

astrobeed:

D4ng3R92: Una scheda come la mia (9V, relè, max323) che certificazioni deve avere?

Senza ulteriori dettagli è difficile dirlo, in linea di massima in questo caso dovrebbe bastare l'autocertificazione del produttore, ma devi avere una persona competente e qualificata per contro firmarla, ovviamente solo se il titolare non è lui stesso qualificato per farlo.

Basta l'autocertificazione, anche senza nessuna controfirma. Ovviamente chi autocertifica e non è competente rischia molto grosso.

MatteoG:

astrobeed:

D4ng3R92: Una scheda come la mia (9V, relè, max323) che certificazioni deve avere?

Senza ulteriori dettagli è difficile dirlo, in linea di massima in questo caso dovrebbe bastare l'autocertificazione del produttore, ma devi avere una persona competente e qualificata per contro firmarla, ovviamente solo se il titolare non è lui stesso qualificato per farlo.

Basta l'autocertificazione, anche senza nessuna controfirma. Ovviamente chi autocertifica e non è competente rischia molto grosso.

C'è un modulo da scaricare/compilare ? Cosa devo fare?

Grazie mille a tutti....

D4ng3R92: Ti ringrazio, sai anche ( più o meno ) a che certificazioni devo fare riferimento per la mia scheda ( oltre alla CE ). RoHS ? EMC?

Senza vedere il prodotto non posso dirti cosa serve, di sicuro CE e rohs, ma non è detto che bastano.

Se la scheda non la faccio fisicamente io, le certificazioni me le deve rilasciare chi l ha costruita?

Dipende da chi la realizza, i service che fanno pcb e montaggio ti certificano solo il rispetto delle normative rohs, per la CE, o altre certificazioni, o non le fanno oppure si rivolgono a professionisti e le fanno fare a loro con costi notevoli.

L'autocertificazione come posso farla?

In teoria da solo, in pratica hai bisogno di una persona esperta che sa come va realizzata, ovvero devi pagare un consulente per fartela stilare.

Da buon costruttore "competente" devi fare una dichiarazione dove citi le norme relative alle quali il tuo prodotto è conforme. Per il tuo settore non le conosco. Prova a vedere qua se trovi qualcosa: http://www.imq.it/it/index.html

MatteoG: Basta l'autocertificazione, anche senza nessuna controfirma.

La controfirma di persona qualificata serve eccome se il titolare della ditta non è lui stesso competente per farlo, non è ammissibile che uno che non sa cosa sia una resistenza auto certifichi un apparato elettronico :)

astrobeed:

MatteoG: Basta l'autocertificazione, anche senza nessuna controfirma.

La controfirma di persona qualificata serve eccome se il titolare della ditta non è lui stesso competente per farlo, non è ammissibile che uno che non sa cosa sia una resistenza auto certifichi un apparato elettronico :)

No no, legalmente non serve. E' auto-certificazione. E' chiaro che se la fai solo per scrivere il pezzo di carta sei un pazzo ( e ce ne sono, te lo assicuro...). E' per quello che esistono i laboratori di prova come quello per il quale lavoro. Ti dirò di più: in caso di controversia legale il primo a rispondere è comunque sempre il Costruttore che poi ha facoltà di rivalersi in seconda battuta sul laboratorio o sull'Ente che devono dimostrare la validità dei test effettuati.

@D4ng3R92 Comunque se hai pazienza domani chiedo lumi al mio titolare che fa parte del CEI, magari mi da qualche suggerimento. ;)

MatteoG:

astrobeed:

MatteoG: Basta l'autocertificazione, anche senza nessuna controfirma.

La controfirma di persona qualificata serve eccome se il titolare della ditta non è lui stesso competente per farlo, non è ammissibile che uno che non sa cosa sia una resistenza auto certifichi un apparato elettronico :)

No no, legalmente non serve. E' auto-certificazione. E' chiaro che se la fai solo per scrivere il pezzo di carta sei un pazzo ( e ce ne sono, te lo assicuro...). E' per quello che esistono i laboratori di prova come quello per il quale lavoro. Ti dirò di più: in caso di controversia legale il primo a rispondere è comunque sempre il Costruttore che poi ha facoltà di rivalersi in seconda battuta sul laboratorio o sull'Ente che devono dimostrare la validità dei test effettuati.

lavori in un laboratorio dove fate questi test? Sai dirmi i prezzi per certificare una scheda ( a spanne ) ?

MatteoG: @D4ng3R92 Comunque se hai pazienza domani chiedo lumi al mio titolare che fa parte del CEI, magari mi da qualche suggerimento. ;)

ti ringrazio :)

Io offro ad una certa azienda un apparato elettronico. Io vendo questo sistema, e sono responsabile del software. La costruzione della parte hardware è stata fatta da un'altra persona incaricata da me. Mi devo far fare una dichiarazione che è lui il costrutture dell'hardware e quindi responsabile di ogni danno causato ecc ecc?

lavori in un laboratorio dove fate questi test? Sai dirmi i prezzi per certificare una scheda ( a spanne ) ?

Si ma nel settore illuminotecnico.

Io offro ad una certa azienda un apparato elettronico. Io vendo questo sistema, e sono responsabile del software. La costruzione della parte hardware è stata fatta da un'altra persona incaricata da me. Mi devo far fare una dichiarazione che è lui il costrutture dell'hardware e quindi responsabile di ogni danno causato ecc ecc?

E' il costruttore del prodotto finale che risponde. Quindi se tu vendi qualcosa rispondi. Poi a tua volta ti puoi rivalere, se è il caso, sulla certificazione del componente rilasciata dal tuo fornitore. Per prezzi e quant'altro non ti so dire adesso perchè non mi occupo di questo settore. Indago e ti dico.

il discorso della certificazione interessa pure me, mettiamo il caso che io:

compro una basetta di rame (omologata visto che viene venduta, quindi non dovrei avere problemi chimici) ci faccio il mio circuito, poi ci monto altre cose omologate, tipo sensori o altro, magari (nel mio caso) ci metto una fotocamera, omologata pure quella, e una batteria omologata, gli standard, che dovrei utilizzare riguardano solo le saldature.. ovviamente uso anche cavi omologati ecc... come dovrei comportarmi??

e se modifico la fotocamera?? tipo ci attacco 2 fili al posto del tasto per poterla pilotare in automatico??

Sei un installatore di impianti elettrici ed elettronici? Hai una ditta regolare con part. iva iscritto alla camera di commercio?

Se si, come tale saprai bene che non puoi vendere solamente il componente se non comprensiva di manodopera, quindi "fornitura e posa", altrimenti saresti un commerciante e non un artigiano o imprenditore.

Le ditte di impianti elettrici per certificare devono possedere i requisiti tecnico proffesionali del titolare e/o un responsabile all'interno della società che abbia i requisiti, nel secondo caso il titolare li acquisisce automaticamente dopo 2 anni.

Alla lettera "A" : impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonchè gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere ;

Alla lettera "B" : impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;

Tu possiedi la lettera B?

Perchè in questo caso non ha importanza se il dispositivo è certificato o meno, non puoi in teoria installarlo.

Poi sta a te fare un lavoro nel massimo del rispetto della sicurezza tua, del cliente, usando accorgimenti che potrebbero ridurre al minimo i rischi di pericolo, incidenti e responsabilità civili.

Mettere il dispositivo all'interno di un quadro metallico o plastico certificato, ignifugo, autoestinguente, a bassa emissione di gas tossici in caso di incendio, ecc è già buona cosa. Contrariamente se avviti la schedina su una tavoletta di legno o posizioni la centralina in una cabina armadio, sei da galera subito senza perizia :) Puo' anche accadere che tu fai un impianto perfetto certificato e che poi dopo un anno il proprietario (smanettone) decida di aprire le scatole modificarlo e scoppia un incendio..... ti voglio vedere dimostrare che tu i coperchi li avevi messi davvero, o che il filo blu si trovava davvero su N e che il nero era su L.

Con questo voglio dirti che dal momento in cui entri in casa di qualcuno a fare un lavoro hai sempre il dito puntato contro, sei sempre a rischio in tutti i casi, parti dal concetto che il prossimo non aspetta altro che tu commetti un errore per sistemarsi economicamente a vita. Ti sembrerà una visione pessimista a stecca, ma ti renderai conto dopo molti anni che il nostro paese è questo.

ciao

pablos71: Con questo voglio dirti che dal momento in cui entri in casa di qualcuno a fare un lavoro hai sempre il dito puntato contro, sei sempre a rischio in tutti i casi, parti dal concetto che il prossimo non aspetta altro che tu commetti un errore per sistemarsi economicamente a vita. Ti sembrerà una visione pessimista a stecca, ma ti renderai conto dopo molti anni che il nostro paese è questo.

Vero e non solo in Italia, infatti molti installatori stanno prendendo l'abitudine di documentare fotograficamente gli impianti proprio per evitare problemi futuri in seguito a manomissioni degli utenti. In linea di massima il concetto che chi esegue una installazione, o fornisce un prodotto finito, deve farlo a norma di legge e in modo che sia sicuro è giusto, poi come la legge viene applicata ed interpretata è un altro paio di maniche. Ovviamente un conto è realizzare un impianto elettrico in un appartamento, o in uno stabilimento, e un conto è realizzare una schedina che funziona con una batteria a 9V che non aziona/controlla nulla di potenzialmente pericoloso, il primo può portare a grossi problemi e gravi danni a cose e persone, il secondo al massimo si guasta e smette di funzionare, nel peggiore dei casi possono chiederti soli i danni per eventuale perdita di dati o blocco dell'attività lavorativa.

astrobeed:

pablos71: Con questo voglio dirti che dal momento in cui entri in casa di qualcuno a fare un lavoro hai sempre il dito puntato contro, sei sempre a rischio in tutti i casi, parti dal concetto che il prossimo non aspetta altro che tu commetti un errore per sistemarsi economicamente a vita. Ti sembrerà una visione pessimista a stecca, ma ti renderai conto dopo molti anni che il nostro paese è questo.

Vero e non solo in Italia, infatti molti installatori stanno prendendo l'abitudine di documentare fotograficamente gli impianti proprio per evitare problemi futuri in seguito a manomissioni degli utenti. In linea di massima il concetto che chi esegue una installazione, o fornisce un prodotto finito, deve farlo a norma di legge e in modo che sia sicuro è giusto, poi come la legge viene applicata ed interpretata è un altro paio di maniche. Ovviamente un conto è realizzare un impianto elettrico in un appartamento, o in uno stabilimento, e un conto è realizzare una schedina che funziona con una batteria a 9V che non aziona/controlla nulla di potenzialmente pericoloso, il primo può portare a grossi problemi e gravi danni a cose e persone, il secondo al massimo si guasta e smette di funzionare, nel peggiore dei casi possono chiederti soli i danni per eventuale perdita di dati o blocco dell'attività lavorativa.

Appunto, i rischi sono completamente diversi. La mia scheda è molto difficile ( se non impossibile ) che provochi seri danni. E' installata in una scatola totalmente isolata. Io che ho venduto questo impianto devo richiedere la certificazione da chi me lo ha costruito quindi? In modo che se succeda qualcosa posso avvalermi su il costruttore effettivo ( che è la stessa persona che l'ha montato ) dell' impianto?

EDIT: ho trovato una direttiva dalla gazzetta ufficciale:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:374:0010:0019:IT:PDF

La quale dice:

Ai fini della presente direttiva per «materiale elettrico», si intende ogni materiale elettrico destinato ad essere adoperato ad una tensione nominale compresa fra 50 e 1 000 V in corrente alternata e fra 75 e 1 500 V in corrente continua, fatta eccezione per i materiali e per i fenomeni di cui all'allegato II.

e per comodità vi cito anche l'allegato II

Materiali elettrici destinati ad essere usati in ambienti esposti a pericoli di esplosione. Materiali elettrici per radiologia e uso clinico. Parti elettriche di ascensori e montacarichi. Contatori elettrici. Prese di corrente (basi e spine) a uso domestico. Dispositivi d'alimentazione di recinti elettrici. Disturbi radioelettrici. Materiali elettrici speciali, destinati ad essere usati sulle navi o sugli aeromobili e per le ferrovie, conformi alle disposizioni di sicurezza stabilite da organismi internazionali cui partecipano gli Stati membri.

Qui sorge un dubbio. Il mio sistema non è a 75 volt, o meglio non la scheda che ho progettato. Utilizzo soltanto un alimentatore 220 V / 9 V che mi viene venduto separatamente ( quindi conforme alle norme CE ). Sulla mia scheda devo avere il marchio CE?

Allora, ho sentito il mio capo: a prescindere dalle responsabilità di installazione, come dice pablo, per quanto riguarda la scheda ci sono alcune informazioni da sapere, ci vorrebbe la scheda e la descrizione. Innanzitutto bisogna sapere il campo di applicazione, se rientra nel campo IT (tipo interfaccia con PC) o strumenti di misura (tipo datalogger) o se viene incorporato in un altro apparecchio (nel qual caso deve sottostare alle norme di sicurezza dello stesso). I test che presumibilmente sono da fare sono: prova di guasto e EMC (compatibilità elettromagnetica). Per quanto riguarda le responsabilità il discorso è complesso ma riassumibile così: sicurezza affidabilità Per la sicurezza risponde il progettista (tu) Per l'affidabilità risponde il costruttore (sempre in seconda battuta) (cioè il fornitore, che deve garantire che i componenti che usa siano sempre gli stessi secondo progetto e che sia costruita secondo le norme). Ad ogni modo la sede di Milano può occuparsi di questo e/o analizzare il prodotto per dirti cosa dovresti fare, se vuoi chiedere/dare info più dettagliate me lo dici e ti mando un PM con la mail del lab di Milano. Altro discorso per il Rohs. Se i componenti che acquistate sono comunitari vale la dichiarazione del costruttore/importatore, se acquistate extra CEE (tipo Cina) la dichiarazione la dovete fare voi come importatore dopo aver fatto fare i test di legge.

MatteoG: Allora, ho sentito il mio capo: a prescindere dalle responsabilità di installazione, come dice pablo, per quanto riguarda la scheda ci sono alcune informazioni da sapere, ci vorrebbe la scheda e la descrizione. Innanzitutto bisogna sapere il campo di applicazione, se rientra nel campo IT (tipo interfaccia con PC) o strumenti di misura (tipo datalogger) o se viene incorporato in un altro apparecchio (nel qual caso deve sottostare alle norme di sicurezza dello stesso). I test che presumibilmente sono da fare sono: prova di guasto e EMC (compatibilità elettromagnetica). Per quanto riguarda le responsabilità il discorso è complesso ma riassumibile così: sicurezza affidabilità Per la sicurezza risponde il progettista (tu) Per l'affidabilità risponde il costruttore (sempre in seconda battuta) (cioè il fornitore, che deve garantire che i componenti che usa siano sempre gli stessi secondo progetto e che sia costruita secondo le norme). Ad ogni modo la sede di Milano può occuparsi di questo e/o analizzare il prodotto per dirti cosa dovresti fare, se vuoi chiedere/dare info più dettagliate me lo dici e ti mando un PM con la mail del lab di Milano. Altro discorso per il Rohs. Se i componenti che acquistate sono comunitari vale la dichiarazione del costruttore/importatore, se acquistate extra CEE (tipo Cina) la dichiarazione la dovete fare voi come importatore dopo aver fatto fare i test di legge.

Ti ringrazio :) La mia scheda viene connessa ad Arduino e converte i segnali da livelli TTL a rs232, inoltre attiva o disattiva un relè operante a 9V. Quindi la mia scheda viene integrata in un'altro sistema. In realtà io non l 'ho progettata, ho dato l'incarico ad un altra persona di progettarla, realizzarla e montarla, quindi dovrebbe essere lui a rilasciarmi queste dichiarazioni? Lui potrebbe darmi la sua autocerticazione ( come si fà? ) ma dovrebbe comunque stampare il marchio CE sulla scheda giusto?

Utilizzo soltanto un alimentatore 220 V / 9 V che mi viene venduto separatamente ( quindi conforme alle norme CE ). Sulla mia scheda devo avere il marchio CE?

L'hai progettata tu? Allora si. L'hai comprata fatta? Allora è gia marcata CE.

Se hai l'alimentatore a 220V la marcatura sarà 220V non 9V (o meglio non solo 9V). L'alimentatore è in questo caso un componente (certificato) come lo è il relè etc...del tuo progetto.

D4ng3R92:

MatteoG: Allora, ho sentito il mio capo: a prescindere dalle responsabilità di installazione, come dice pablo, per quanto riguarda la scheda ci sono alcune informazioni da sapere, ci vorrebbe la scheda e la descrizione. Innanzitutto bisogna sapere il campo di applicazione, se rientra nel campo IT (tipo interfaccia con PC) o strumenti di misura (tipo datalogger) o se viene incorporato in un altro apparecchio (nel qual caso deve sottostare alle norme di sicurezza dello stesso). I test che presumibilmente sono da fare sono: prova di guasto e EMC (compatibilità elettromagnetica). Per quanto riguarda le responsabilità il discorso è complesso ma riassumibile così: sicurezza affidabilità Per la sicurezza risponde il progettista (tu) Per l'affidabilità risponde il costruttore (sempre in seconda battuta) (cioè il fornitore, che deve garantire che i componenti che usa siano sempre gli stessi secondo progetto e che sia costruita secondo le norme). Ad ogni modo la sede di Milano può occuparsi di questo e/o analizzare il prodotto per dirti cosa dovresti fare, se vuoi chiedere/dare info più dettagliate me lo dici e ti mando un PM con la mail del lab di Milano. Altro discorso per il Rohs. Se i componenti che acquistate sono comunitari vale la dichiarazione del costruttore/importatore, se acquistate extra CEE (tipo Cina) la dichiarazione la dovete fare voi come importatore dopo aver fatto fare i test di legge.

Ti ringrazio :) La mia scheda viene connessa ad Arduino e converte i segnali da livelli TTL a rs232, inoltre attiva o disattiva un relè operante a 9V. Quindi la mia scheda viene integrata in un'altro sistema. In realtà io non l 'ho progettata, ho dato l'incarico ad un altra persona di progettarla, realizzarla e montarla, quindi dovrebbe essere lui a rilasciarmi queste dichiarazioni? Lui potrebbe darmi la sua autocerticazione ( come si fà? ) ma dovrebbe comunque stampare il marchio CE sulla scheda giusto?

Sistema informatico? Quindi tu non la progetti ma la commerci. Se il marchio o nome commerciale è tuo certifichi tu se c'è quello del costruttore certifica lui. Inoltre la normativa prevede una serie di diciture e simboli sulla marcatura, non solo il simbolo CE.

Spassionatamente, ti consiglio di rivolgerti a qualcuno di competente perchè la materia è complessa.

Non ho nessun nome commerciale o marchio, sono due schedine del cavolo fatte "su misura".

D4ng3R92: Non ho nessun nome commerciale o marchio, sono due schedine del cavolo fatte "su misura".

Ma ste schedine le vendi o no? Le compri e le rivendi o no? Le immetti nel mercato o no? Le fornisci a estranei o no? Le regali o no? In ognuno di questi casi deve esserci la marcatura CE che prevede anche il nome del fabbricante o il logo. Se le 2 schedine del cavolo non hanno questi requisiti sono fuori norma. Purtroppo queste (e molte altre) sono le leggi.