Sì. L'avevo fatto. Me l'ero fatto stampare da un service, è stato il mio primo PCB
Allego i file Eagle per schema e PCB, nel caso servissero a qualcuno.
Una precisazione. L'allarme sonoro è stato progettato per poter pilotare sia direttamente un buzzer che un relé che a sua volta piloti una sirena più potente, ecco spiegato il diodo ed il transistor. Nel caso si intenda usare un piccolo buzzer da 5V di quelli da circuito stampato, si possono omettere questi componenti e collegare il buzzer (con resistore) direttamente al pin dell'Attiny.
Il circuito si pilota tramite 2 pulsanti ed un jumper, non è difficile capire come opera leggendo i commenti nel codice.
leo72:
Il sensore di metano, MQ-7, è sempre collegato a Vcc. Il riscaldamento di cui parlavo, preciso perché sono stato ambiguo, si riferisce al solo sensore MQ-4, quello del monossido.
Hai invertito la descrizione dei due sensori.
Come promesso ho messo mano al mio sensore metano ed ho riletto questo post
Alla fine per l'MQ-4 serve un semplice analogread ed alimentazione fissa a 5V, quindi e' facilissimo, l'MQ-7 invece ha bisogno della gestione dell'alimentazione come l'hai fatta tu, 1,4V e 5V ciclicamente.
Un paio di domande se lo hai ancora in funzione:
visto che parliamo di un sensore che e' 24/24 sotto alimentazione, e che consuma sui 120mA e si riscalda un bel po' (la resistenza di heater e' solo 30Ohm), mi chiedevo, quanto dura ? non e' che devo cambiarlo ogni mese ?
Il mio MQ-4 include gia' un OAmp, resistenza di carico quindi decisa da loro, e' tutto smd, in condizioni normali misura sui 20, per salire a 900 sparandogli in faccia il gas di un accendino, che non credo sia metano, ma viene rilevato benissimo. Secondo te a quanto la metto la soglia di allarme ? 200 ? 500 ? bho
Testato:
Hai invertito la descrizione dei due sensori.
....
Alla fine per l'MQ-4 serve un semplice analogread ed alimentazione fissa a 5V, quindi e' facilissimo, l'MQ-7 invece ha bisogno della gestione dell'alimentazione come l'hai fatta tu, 1,4V e 5V ciclicamente.
Ops.. mi confondo sempre, non ricordo le sigle.
visto che parliamo di un sensore che e' 24/24 sotto alimentazione, e che consuma sui 120mA e si riscalda un bel po' (la resistenza di heater e' solo 30Ohm), mi chiedevo, quanto dura ? non e' che devo cambiarlo ogni mese ?
Bella domanda. Io l'ho tenuto attaccatto per qualche mese nell'ambiente in cui ho la caldaia poi l'ho staccato perché i miei figlioli si erano messi a rompergli le scatole: gli interessavano i led colorati
Cmq è vero, non so quanto in teoria possono durare, sul datasheet che ho io non c'è la vita media del sensore ma ho paura anch'io che non sia un oggetto che duri molto
Il mio MQ-4 include gia' un OAmp, resistenza di carico quindi decisa da loro, e' tutto smd, in condizioni normali misura sui 20, per salire a 900 sparandogli in faccia il gas di un accendino, che non credo sia metano, ma viene rilevato benissimo. Secondo te a quanto la metto la soglia di allarme ? 200 ? 500 ? bho
Il gas degli accendini non so se è GPL o qualcosa di simile (non fumo quindi non ne ho idea ).
Però io ho risolto il problema con un pò di logica. Visto che i sensori devono misurare un livello superiore a quello medio inizio riscaldando il sensore per il tempo dato dal data-sheet. Al termine del riscaldamento, faccio un paio di letture e salvo la media come valore ambientale. Con un jumper posso scegliere se usare la soglia 50 oppure 100, a seconda della sensibilità che voglio. In questo modo se ad esempio la lettura ambientale media è 50 e la soglia è fissata a 50, quando la lettura passa 100 inizio a contare gli sforamenti: dopo 3 sforamenti, attivo l'allarme.
giovani, anche le vecchie stufe elettriche avevano una resistenza che diventava incandescente al punto da riscaldare una stanza e non si rompevano mai Il riscaldamento di un oggetto, se rientra nelle sue specifiche non ne diminuisce la durata, pensare che un sensore del genere duri qualche mese e poi si bruci è da pessimisti incalliti.
Posso però dirvi che quando installai in montagna un sensore gas da incasso della B-Ticino, ricordo di aver letto che, a prescindere dal suo buon funzionamento, si consigliava vivamente di sostituirlo dopo 5 anni. Nel giro di sei mesi si "fulminò" proprio la R di limitazione del sensore, era di circa 1watt, la sostituii con una da 2watt, era il lontano 2002, ancora funziona tutto. Ogni estate, quando vado per le vacanze, la prima cosa che faccio è chiudere la cucina e aprire tutto il gas, tempo un paio di minuti e si mette a fischiettare allegramente e stacca all'istante l'elettrovalvola del bombolone. Campate tranquilli, salvo basse cineserie....
X leo, quindi tu hai usato 50 in piu rispetto al fondo, cioe io ora misuro 20 con analog read e metto 70. Avevo letto fella automemorizzazione del segnale di fondo, idea brillante, pensavo a questo punto di gargliela fare una volta al giorno, visto che è un oggetto che sta acceso 24/24 con il tempo se si altera la risposta del sensore ne tengo conto in questo modo.
X mike
Grazie della tua esperienza sul campo, non mi preocvupo della resistenza in se ma dell influenza del calore sulla parte sensibile, il fatto che non se ne faccia menzione sul datasheet cinese non è buon segno. Per lavoro mi capita di gestire sensoti ossigeno ed oltre a precise tempistiche di sostituzione, ci sono precisi protocolli di calibrazione, cosa assente su questi aggeggi. Per questo mi piace la tua idea di testarlo su campo aprendo il gas.,
Fondamentale logicamente il posizionamento, tu dove lo tieni ? Metterlo vicinissimo ai fornelli, tipo sotto la cappa, credo lo renda inutilizzabile causa vapore, schizxi olio, ecc.
Grazie ancora ad entrambi per i vostri graditi pareri.
Io ho raccontato la storia dell'esperienza diretta, il calore viene fondamentalmente emanato, almeno nel mio caso dalla sua dissipazione e non dal sensore, che è a temperatura ambiente o poco più. Ho dei sensori gas su schedino da testare ma non c'ho mai lavorato, quindi non saprei dirti, penso solo che non possano avere una durata di vita limitata. Dovresti provare a capire cosa scalda e se il sensore scalda di suo o per induzione; nel primo caso non mi preoccuperei, nel secondo allontanerei la fonte di calore e, se è la R, la metterei un bel po' più corposa, risolverndo entrambe le problematiche. Riguardo la precisione, immagino che parliamo di O2 in ambito medico, non puoi certo paragonarlo al gas domestico, lì basta un niente in più ed il paziente lo ubriachi invece di salvarlo.... Il mio sensore è a circa 30-40 cm dal pavimento, semi-nascosto dietro l'ultimo mobile della cucina, a circa 2mt lineari dai fornelli, cappa, ecc, è assolutamente immune, in queste condizioni, da falsi allarmi, sporcizia da fumi, oli, ecc.
Ricordo, visto che anche tu sei stato un lettore di NE, che molti anni fa presentarono un rivelatore di fughe di gas e, al solito, fecero una gran bella lezione teorica, sulle varie tipologie di gas, se non ricordo male consigliavano di mettere due sensori, uno in basso ed uno in alto, per gestire tutti i tipi di gas, e comuqneu fecero delle tabelle, ma sono ricordi vaghi. Tramite sito lo rintracci facilmente il numero della rivista....
Quedti sensori hanno alla base del loro funzuonamento proprio il riscaldamento di un avvolgimento, chiamaro heater, da 30ohm, interno alla capsula, quindi è proprio la capsula che scalda ed arriva anche sui 50°
Grazie per il posizionamento,
cercherò l'articolo NE strano non lo ricordi io come abbonamento arrivai a 130 piu o meno
Per la durata' e' piu influente quella dello strato di ossido di stagno riscaldato che quella del riscaldatore in se ... comunque, indicativamente, ricordo che sui primi datasheet dei TGS per il gas comune, i produttori davano un degrado significativo delle letture (casi di bruciatura a parte, ovviamente) dopo almeno 5 anni di utilizzo normale ... ed anche, che i sensori per il GPL erano reversibili (gli avvolgimenti di riscaldamento erano 2, simmetrici, uno si usava come riscaldatore ed uno come elettrodo di lettura, e se uno si interrompeva bastava girare il sensore di 180 gradi nello zoccolo per rimettere in funzione il rilevatore, perche' i pin dell'avvolgimento di lettura erano connessi insieme, quindi anche se non scaldava perche' era interrotto in un punto, come elettrodo di lettura funzionava lo stesso ... non so perche' sui nuovi datasheet questi dati non li mettano piu ...
fortunatamente ricordavo male, il mio abbonamento NE si ferma al n.232, un centinaio di numeri dopo, ma soprattutto quasi 20 anni dopo
grazie Mike della ricerca, vado subito a leggere gli articoli
x eten, il giochetto di girare il sensore credo si puo' ancora fare, perche' i pin A e B sono invertibili
il datasheet del mio e' questo, e come vedi non parla di durata possibile dello strato sensibile, che appunto come ho scritto precedentemente e' il mio dubbio, per quanto rigiarda l'heater logicamente se si rompe fine, e' un avvolgimento interno quindi devi cambiarlo per forza. Credo che senza riscaldamento il segnale emesso dal sensore non ha significato
Il datasheet del nostro (cioe' quello usuato da me e leo) e' questo:
OT: non andavo da tempo sul sito NE, vedo che la situazione e' peggiorata, siamo alla chiusura ? il numero 151 e' stato atteso un anno, cosi' leggo sul gruppo FB ufficiale, e cmq se anche uscito ufficialmente nelle edicole non si trova.
Mi dispiace, e' la rivista con la quale sono cresciuto, abbonato per 20 anni, ma era ormai dal 2007, quando disdissi l'abbonamento, che non avevo piu' speranze di rinnovamento. Hanno perso la corsa di internet, bastava aprirsi all'open source e formare un paio di tecnici interni sui micro
Heh ... "stable and long life" ... non mettono piu l'MTBF da nessuna parte
No ,questo non si puo invertire se si brucia il riscaldatore, perche' ce n'e' uno solo, i pin AA e BB sono solo elettrodi ... io mi riferivo a quelli vecchi per GPL, tutti in metallo, dove ai pin AA e BB erano collegati due avvolgimenti riscaldanti, uno si usava come riscaldatore e come elettrodo di emissione, e l'altro lo si leggeva come elettrodo di lettura ... pero' il fatto di usare un'avvolgimento sia come elettrodo che come riscaldatore a volte dava problemi di stabilita' e precisione, ed inoltre essendo i filamenti all'esterno si rovinavano piu velocemente, sia per ossidazione che per corrosione, quindi gia anni fa sono passati a produrre quelli che avevano gli elettrodi all'esterno del tubetto di ceramica ed un solo riscaldatore all'interno ... non so neppure se li producano piu', quelli con i due filamenti ...
Testato:
fortunatamente ricordavo male, il mio abbonamento NE si ferma al n.232, un centinaio di numeri dopo, ma soprattutto quasi 20 anni dopo
grazie Mike della ricerca, vado subito a leggere gli articoli
di nulla
OT: non andavo da tempo sul sito NE, vedo che la situazione e' peggiorata, siamo alla chiusura ? il numero 151 e' stato atteso un anno, cosi' leggo sul gruppo FB ufficiale, e cmq se anche uscito ufficialmente nelle edicole non si trova.
Mi dispiace, e' la rivista con la quale sono cresciuto, abbonato per 20 anni, ma era ormai dal 2007, quando disdissi l'abbonamento, che non avevo piu' speranze di rinnovamento. Hanno perso la corsa di internet, bastava aprirsi all'open source e formare un paio di tecnici interni sui micro
a telefono rispondono, la rivista attesa è la 251 e ti confermo che è trascorso un anno, ricordo che parlai telefonicamente col Direttore Responsabile mentre ero in montagna, proprio del numero 250 che doveva uscire a luglio ed invece uscì a settembre per una questione di un contenitore di uno strumento. Io sono sempre abbonato ma inizio a dubitare fortemente di vedere questa 251, un anno non sono bruscolini, il sito internet è effettivamente paralizzato, penso stiano vivendo di inerzia, con tutta la produzione di elettromedicali e strumenti per la didattica che hanno, ormai per l'hobby non investono più nulla. Però non bisogna dimenticare che sui micro (PIC) ci stanno lavorando da una vita, quindi il problema non è tecnico ma organizzativo.
A me, della loro filosofia, e' sempre piaciuto il fatto che, se non avevano abbastanza articoli per completare un numero, invece di riempire di stupide pubblicita' lo spazio libero saltavano un numero, o a volte anche due ... ma l'ultimo ritardo e' piuttosto eccessivo, mi sembra
Etemenanki:
A me, della loro filosofia, e' sempre piaciuto il fatto che, se non avevano abbastanza articoli per completare un numero, invece di riempire di stupide pubblicita' lo spazio libero saltavano un numero, o a volte anche due ... ma l'ultimo ritardo e' piuttosto eccessivo, mi sembra
Vero, era la filosofia immutabile del "grande vecchio" Giuseppe Montuschi, l'ideatore e fondatore della Rivista e dell'Azienda, MAI pubblicità! Dopo la sua dipartita purtroppo, chi ha preso in mano le redini dell'Azienda, che, da quanto ho letto a suo tempo, era in disaccordo con molti dei principi di Montuschi, considerandoli giurassici, non è stato poi in grado di dare la sferzata di cambiamento radicale di cui parlava; credo che il primo, e definitivo, passo falso, sia stato proprio il sito internet, che sembra sia costato una mare di denaro e sia stato anche lasciato a metà. Però prendete tutto con le pinze.... ho letto qualche articolo/intervista di qua e di là, potrei aver colto anche grossolane inesattezze. L'unica cosa certa è l'attuale paralisi, niente Riviste, niente comunicazioni, niente novità, e da abbonato questo posso dirlo senza tema di smentita. Comunque stiamo andando OT, ricordo che a suo tempo Testato aveva aperto un Topic sulla questione, se vi va continuare a parlarne potremmo chiedere a Leo di riesumarlo, visto che di sicuro è nella sezione bloccata.
X Leo (se hai voglia e tempo sposta questo mio messaggio nel topic su NE che aprii, e poi lo cancelli da qui)
guai a quell'alunno che non supera il maestro, e mi sembra che questo sia proprio il caso.
L'assenza di pubblicita', ed il saltare i numeri in caso di problemi tecnici ai kit erano la vera differenza con le altre riviste, ho sempre ammirato queste cose, ed aggiungiamoci una passione particolare verso l'antibufale, vedi articoli critici sui cavi audio fatti in oro, ed altri, da me che sono collaboratore Cicap erano molto ben visti.
Sul discorso micro ho avuto una risposta direttamente dall'attuale capo (per direttamente intendo via blog sull'intervista fatta ad EOS), alle critiche sulla non apertura dei sorgenti risponde che sono scritti su commissione esternamente, e che non hanno i diritti di pubblicazione. Da li' deriva quindi la convinzione che non abbiano investito correttamente in formazione interna, parliamo di una rivista che tiene segreti anche i sorgenti di una banale roulette a micro, che altro vogliamo dire ? E' questo l'errore.
EIn ad esempio ha colto al volo il momento ed ha preso i vecchi rpogetti dei robottini convertendoli ad arduino, ebbene questa cosa io l'ho detta a Righini prima che EIn lo facesse, cioe' prendere i vecchi progetti, convertirli ed aprirli per la rivista, senza spendere una lira sulle modifiche hw.
Testato:
... vedi articoli critici sui cavi audiodi segnali in oro, ...
LOL ... scusa se vado completamente OT, ma questa mi ha fatto ricordare una scena che ancora mi fa scompisciare ogni volta che me la fanno tornare in mente ...
C'era questa fiera "Top Audio" in un famoso hotel di Milano (di cui non faro' il nome), con rappresentanti di tutti i vari marchi piu "blasonati" nel campo del cosiddetto HI-FI estremo (casse da 1.200.000 lire cadauna, cavi per casse da 700.000 lire al metro, e cosi via ... si, era un po di tempo fa, c'era ancora la lira XD) ... uno di questi rappresentanti era serio, e faceva delle prove d'ascolto in una saletta isolata, e a richiesta scambiava anche i cavi delle casse ... aveva due spezzoni da 50 metri di cavo "super" a trefoli intrecciati placcati oro da 400.000 lire al metro, e 2 di "flexiretox 4x2,5" (normale cavo blu per alimentare macchine utensili a 380V non propagante l'incendio :P) ... davanti a me c'era un tipo che stava facendo provare la differenza dei cavi con dei cd portati da lui, ed in parte avevo uno di quei gruppetti di maniaci pronti a disquisire su tutto, che ogni volta che cambiavano i cavi, uscivano con sparate tipo "si sente l'attenuazione degli acuti", o "si, questo risponde meglio", e altre ca**ate simili, sono andati avanti a farsi sentire da tutti per tutti i 20 minuti delle prove ... poi questo tipo dice al tecnico "ma io non sento praticamente nessuna differenza, eppure faccio il direttore d'orchestra da 40 anni" ... ed il tecnico gli risponde "be', certo, con 50 metri di cavo, per poter rilevare qualsiasi differenza serve un'analizzatore di spettro, ad orecchio non si puo discriminare nulla se il cavo non e' lungo almeno 500 metri" ...
Dovevi vedere le facce dei maniaci dell'HI-FI, mentre dopo 20 minuti di ca**ate sparate a raffica, uscivano zitti e mogi cercando di non farsi notare da nessuno ... impagabili XD XD XD
Etemenanki:
...
LOL ... scusa se vado completamente OT, ma questa mi ha fatto ricordare una scena che ancora mi fa scompisciare ogni volta che me la fanno tornare in mente ...
...
Ete ... purtroppo non mi fa ridere affatto, ma mi fa piangere ... incontro casi simili praticamente in continuazione ... e non solo nel settore dell'HI-FI, ma anche in quello della fotografia ed in tanti altri ...
Gente che parla di distorsioni inaccettabili perché dello 0,01% ... quando l'orecchio umano apprezza si e no il 1% di distorsione o che va a vedere il "rumore" in una foto ... ingrandendola a video al 500%
Purtroppo ormai siamo circondati da "cazzari" (... mi si perdoni la volgarità) che sanno leggere solo numeri senza saperli interpretare e che forse pensano di avere i "sensi" come ... Superman ... mah ...
"Bacchettata" del prof, perche' stiamo andando troppo OT XD ... comunque torno IT volentieri, anche perche' volevo fare una considerazione sul sensore MQ-7 ... va bene che e' relativamente economico e che lo si trova un po dappertutto, ma i tempi, specie quello di preheating, e la tecnologia, che prevede i cicli di lettura, iniziano ad essere un po obsoleti (a parte il fatto in se che durante le 48 ore di preheating non hai copertura) ... ci sono attualmente delle alternative piu funzionali (anche se magari non molto piu economiche), tipo ad esempio il MiCS-5525 e serie simili ...
Vero che essendo sensori a diaframma di silicio sono sia piu delicati che piu facilmente danneggiabili da sostanze chimiche, ma presentano anche alcuni vantaggi ... prima di tutto, il non richiedere preriscaldamenti di decine di ore, poi il fatto che funzionano in alimentazione costante, e quindi non richiedono piu la gestione dei cicli di riscaldamento/lettura, e poi il consumo, questo ad esempio richiederebbe solo 76mW a 2,4V, contro i 350mW tipici dei TGS ... non sarebbe piu vantaggioso l'utilizzo di uno di questi tipi di sensori ?
Grazie del post e bello anche il tuo sito
Quasi quasi oggi uso l'mq7 che ho per provare...
Comunque su qualche datasheet "ufficiale" ho letto che l'MQ7 arriva fino a 5 anni... purtroppo però bisogna poi vedere se il cinese che lo ha costruito ha rispettato tutte le specifiche.