Anche se riguarda propriamente Arduino, scrivo qui perché è più che altro una mia impressione, da "vecchio" appassionato di elettronica e di Arduino in particolare, e vorrei capire meglio. Premessa: ho 66 anni, informatico (ambiente Windows soprattutto ma anche Linux), e da oltre 10 anni "gioco" anche con Arduino e simili (diciamo UNO R3, Mega, Nano, Micro, oltre ai vari ESP8266 partendo da WeMos D1 R1, R2, mini...) realizzando vari progetti sia per puro divertimento sia per risolvere qualche cosa pratica (es. un pannello per Flight Simulator, un ripetitore di telecomandi via WiFi, eccetera) e mi sono sempre trovato bene.
Poi è venuto Arduino Uno R4 che ancora non ho mai usato. Ha molte cose utilissime soprattutto il Wifi e Bluetooth, che mancavano alla R3 (ma anche la matrice di led, che a me sembra una pacchianata inutile, ma vabbè...), e, anche se ho visto che ci sono varie librerie non (ancora) compatibili, è una delle mie scelte per i prossimi progettini (anche se ho una scatola con ancora almeno due UNO R3, un Mega, un Nano, un paio di Wemos D1 che attendono un progetto). Poi ci sono anche gli ESP32, ancora più interessanti perché più potenti, più memoria, eccetera, ma sostanzialmente si programmano con le stesse conoscenze di un Arduino "standard".
Veniamo al dunque, ossia UNO Q. Ok, Qualcomm è entrata acquisendo Arduino, va benissimo. Una nuova board più potente, va benissimo.
Ma mi (e vi) chiedo: serviva veramente?
Ripeto, non l'ho ancora mai utilizzato quindi non so bene se io abbia compreso le sue caratteristiche, ma a me sembra che inizi a coprire un mercato che è attualmente di Raspberry, diventandone in un certo senso un "doppione", ma con il "difetto" di essere uscito da poco, quindi ancora ben poca documentazione e letteratura, poche librerie specifiche, pochi utenti. Quindi diciamo quantomeno "in ritardo".
Il tutto un po' "snaturando" l'ambito di Arduino, ossia di microcontrollori relativamente semplici da programmare ed interfacciare, che non richiedono troppe conoscenze addizionali, a differenza di UNO Q dove ad es. bisogna conoscere Linux, Python, multithreading, ed ora pure l'AI...
Un po' come se un produttore di auto di segmento A con un grandissimo successo di pubblico e vendite, che è sul mercato da decenni ed apprezzatissimo dai clienti, venisse acquisita da Mercedes e lanciasse un nuovo modello di segmento D molto potente, pieno di accessori, ed in competizione con BMW e Audi.
Insomma, capisco le dinamiche industriali e mondiali (per cui una evoluzione è spesso necessaria, e gli interessi anche economici prevalgono), e sicuramente UNO Q è un oggetto molto interessante, compatto, e potente.
Ma in sostanza mi chiedo (non è una provocazione né una polemica, sia chiaro): era proprio necessario questo "salto"? D'accordo, non è che le altre board siano state ritirate, ci mancherebbe, però io vedo ad esempio l'espansione del mercato delle ESP8266 inizialmente poi ESP32 come un modo per "estendere" le mancanze degli Arduino "classici" mantenendone i pregi (in parte form factor, compatibilità di shield e sensori e relative librerie, e ambiente di programmazione coerente).
Ditemi dove sbaglio (perché sbaglio sicuramente), vi prego!
